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La realtà di una nursing home irlandese, vista dall’interno.


Da circa un anno e mezzo lavoro in una nursing home a Dublino. La “Marlay” è una struttura protetta, che accoglie al suo interno per lo più persone anziane. Non sempre i residenti che vi sono ospitati sono affetti da patologie. In effetti, questa nursing home – come altre in Irlanda del resto – viene scelta anche come residenza, nella quale trascorrere il retirement, ovvero il periodo di vita che segue il pensionamento.


Tra i residenti affetti da patologie, all’interno della mia nursing home sono numerosi quelli con diversi gradi di demenza senile, Alzheimer e/o Parkinson in vari stadi. Altri sono invece affetti da cancro in fase terminale e necessitano di cure palliative.
I turni di lavoro sono articolati su tre settimane di “long days” da 12 ore e due settimane di turni esclusivamente notturni, per un totale di 14/15 “shifts”, in un arco temporale che copre circa 5 settimane.
Nel contesto dell’attività quotidiana dell’infermiere, un ruolo prevalente è svolto dalla somministrazione delle terapie. Vi anticipo che quella endovenosa è rara, se non del tutto assente, mentre si predilige la terapia sottocutanea, dall’infusione di liquidi alla somministrazione di morfina in pompa elastomerica. Le terapie orale, inalatoria e cutanea, sono quelle più diffuse.

Non disponiamo di un laboratorio analisi interno, ma possiamo prelevare campioni di sangue, urina e tamponi ed inviarli all’ospedale di zona, che ci informa dei risultati tramite una piattaforma informatica condivisa, il che velocizza la gestione delle informazioni ed ovviamente permette di avviare o modificare il piano di cura.
A tal proposito, i “Care Plans” e gli “Assessments”, realizzati ad personam, devono essere aggiornati periodicamente o quando le condizioni del residente cambiano, per esempio come nel caso della conclusione di un ciclo di terapia antibiotica per il trattamento di un’infezione, oppure nella malaugurata ipotesi in cui un residente inizi il percorso di cure palliative, denominato EOL (End of Life).

Tutte le terapie prescritte vengono riviste ogni quattro mesi od “al bisogno” dal GP (General Practitioner, equivalente italiano del medico di famiglia), dallo staff infermieristico e da un farmacista – una volta eseguiti i prelievi ematici – per accertare l’efficacia delle terapie suddette ed eventualmente rivedere i dosaggi od interrompere la terapia. Nella mia Nursing Home, oltre allo staff infermieristico, operano anche gli HCAs (healthcare assistants), che si occupano delle attività domestico/alberghiere.
L’edificio della Marlay si struttura su tre piani ed assiste 124 residenti: per ognuno di essi, due infermieri sono coadiuvati da 5 HCAs, nel turno diurno, per un totale di 6 infermieri e 15/16 healthcare assistants, senza contare il management, che descriverò  in seguito.
Durante la notte, invece, il personale si riduce ad un infermiere e due operatori di supporto, sempre per ogni livello.
Sono poi presenti anche team specializzati: uno di questi è il Wound Care Team, dedicato alla gestione ed al trattamento delle lesioni di natura traumatica od ulcerativa. Il Falls Prevention Team vede poi coinvolti anche gli HCAs, con l’obiettivo di ridurre al minimo il rischio di cadute.



Tra le figure di coordinamento e manageriali si annoverano, in ordine ascendente:
  • i Senior Nurses (con almeno 3 anni di esperienza continuativa);
  • i CNM (Clinical Nurse Manager) di livello 1;
  • i CNM di livello 2 o ADON (Assistant Director of Nursing);
  • infine il DON (Director of Nursing).
Non fanno invece parte dello staff, perché professionisti esterni “a contratto”, i General Practitioners, gli House Officers (chiamati in UK junior doctors: si tratta dei medici specializzandi), i Fisioterapisti, il dietitian, lo speech and language therapist ed il Palliative Team, che “visitano” i residenti con cadenza settimanale (nel caso dei GPs) o bisettimanalmente, per quanto riguarda invece Fisioterapisti, HOs ed altre figure. Non si può trascurare, poi, l’importante ruolo del personale amministrativo, soprattutto nella gestione degli appuntamenti dei residenti (ad es., per visite specialistiche) ed in veste di tramite, per quanto concerne i contatti telefonici tra la struttura e le famiglie.

Trattandosi di strutture di lungodegenza, in una nursing home sono poi sempre presenti gli activity managers, con il compito di organizzare attività ricreative ed eventi, allo scopo di intrattenere gli ospiti.

Un infermiere che lavora in nursing home ha possibilità concreta di fare carriera, soprattutto nell’ambito manageriale. Trascorsi circa 3 anni (quindi una volta acquisita la 
posizione da Senior), si può iniziare ad ambire ad una posizione di Clinical Nurse Manager 1.

Lavorare all’interno di una struttura di questo tipo può essere un buon punto di partenza per chi si approccia ad una realtà estera. Le mie considerazioni sono ovviamente soggettive, ma io mi sento di consigliare questa esperienza, perché mi ha permesso di imparare molte cose, che forse non avrei appreso nel frenetico contesto della routine ospedaliera. 

Link per l'articolo completo


Lettera a cuore aperto scritta dal fidanzato di un'infermiera.

Il fidanzato di un'infermiera irlandese ha scritto una lettera a cuore aperto, che racconta quello che accade ogni giorno alla propria ragazza.


Come ben sapete, da qualche mese gli infermieri e le ostetriche che lavorano negli ospedali pubblici  in Irlanda hanno "minacciato" di scioperare per 24 ore se le loro richieste non venissero accolte e ad oggi lo sciopero sembra molto vicino.

Carl Mullan, è un presentatore radiofonico di RTÉ 2FM, ha utilizzato  Twitter per prestare il suo supporto agli infermieri che si trovano in mezzo all'attuale disputa che riguarda la loro retribuzione e le loro condizioni.

Ha scritto: "Non sono un'infermiere, ma la mia ragazza lo è ed attraverso lei, ora ho molti amici infermieri, quindi per quello che vale, dall'esterno, questo è quello che per me è essere un'infermiera.

"Essere un'infermiera significa perderti i tuoi figli che aprono i loro regali a Natale, significa essere assenti a tavola mentre la tua famiglia si siede insieme per la cena di Natale. Come infermiera, trascorri la tua giornata rendendo il Natale speciale per chi non può essere a casa.

"Significa non vedere l'ora di incontrare i tuoi amici dopo il lavoro, solo che alle volte i tuoi piani vengono messi da parte quando un paziente cade proprio mentre stai per dare le consegne e finire il tuo turno."

"Significa tornare a casa con graffi e lividi sulle braccia soltanto perché un paziente  è così spaventato da non poter reagire in altri modi. Significa fare tutti i tipi di test quando accidentalmente si riporta  una ferita da ago."

"Significa essere pronti, in qualsiasi momento, ovunque ed agire quando senti qualcuno gridare aiuto, non importa se sei in vacanza o in una serata fuori, quando nessuno sa cosa fare, tutti si rivolgono a te e spera che tu possa aiutarlo."



"Significa tornare a casa dal lavoro, sfinito e dover tenere per te quello che è successo in reparto durante il tuo turno, perché è troppo sconvolgente per parlarne. (Quando vivi con un'infermiera, sai quando qualcosa non va, ma impari a smettere chiedendo cosa è successo, parleranno quando saranno pronti)

"Significa chiamare i tuoi cari quando lasci il lavoro dopo una giornata particolarmente dura perché hai bisogno di una voce dall'altra parte che parli con te. Non importa di cosa parli, basta qualsiasi cosa purché ti distragga dallo scoppiare in lacrime mentre vai alla tua macchina."

"Significa alzarsi al lavoro il mattino seguente, spazzolare via tutto e ricominciare da capo perché sei un'infermiera, questo è quello che fai e lo adori."

"Non sono un'infermiera, non sono tagliato per essere  un infermiere, ma sono così felice che ci siano persone disinteressate e abbastanza coraggiose da fare il lavoro che fanno gli infermieri, sostengo i nostri infermieri nella ricerca di ciò che è giusto.



"Eroi, sono orgoglioso di conoscere un'infermiera. "



Le sue parole hanno sono state condivise dagli altri sui social media, infermieri e non.

Circa 40.000 tra infermieri e ostetriche hanno intenzione di colpire per 24 ore mercoledì 30 gennaio.
Se la controversia rimane irrisolta, il 5 febbraio, il 7, il 12, il 13 e il 14 attueranno altri scioperi, di nuovo, come riporta Independent.ie

Qua il post originale ed il profilo Twitter dello speaker radiofonico. 

Powerscourt Estate, il giardino che non ti aspetti a pochi passi dal centro di Dublino

Situato a soli 30 minuti dal centro di Dublino nasce questo spettacolare e curato giardino, composte da varie aree secondo National Geographic il Powerscourt Gardens è il terzo nella classifica mondiale dei 10 Top Gardens.

Terzo nella Top 10 Gardens della prestigiosa classifica di National Geographic e nella Top 10 delle dimore signorili del mondo, secondo Lonely Planet, il Powerscourt Gardens rientra nelle "cosa da vedere a Dublino".


Il parco nasce nella contea di Wicklow e misura circa 400 ettari di cui circa 20 ettari sono occupati dagli immensi e spettacolari giardini, all'ingresso del giardino si trova una bottega di articoli che a sua volta ospita un grazioso vivaio. 
Completano il tutto due campi da golf, le cascate e un immenso ed elegante Resort. 

Nel Resort vi è anche un caratteristico pub irlandese, nel quale si può assaporare la cultura culinaria irlandese. 

Il parco ha preso forma grazie al Lord Powerscourt che visitando le varie tenute reali europee ne trasse ispirazione, per questo vi sono delle aeree che richiamano alcuni dei posti visitati, in Europa e nel mondo. 

Per non perdervi niente vi consiglio di seguire la cartina che verrà fornita all'ingresso e armatevi di radiolina, che vi farà immergere interamente nella visita. 



Non poteva mancare un pizzico di italianità, non a caso appena si entra, subito dopo il tornello d'entrata, vi ritroverete nella prima parte, "The Italian Gardens" un vero è proprio spettacolo, oltre il giardino si scruta la Sugarloaf Mountain.  Il Giardino Italiano ospita anche due statue mitologiche, Apollo Belvedere e Diana, collezionate dal Lord nei suoi viaggi in Europa. 

"Triton Lake" è ispirata all'attuale fontana di Piazza Barberini, in Roma.

Ci vollero circa 12 anni per costruire le terrazze e più o meno 100 operai. 





Un altro vanto italiano è visibile al "The Walled Gardens" in questa zona vi è il "Julia's Memorial" laghetto tranquillo che venne dedicato, alla memoria della settimana Viscontessa Powerscourt, al centro potrete ammirare quattro busti che rappresentano i Maestri italiani dell'architettura, Michelangelo, Raffaello, Leonardo Da Vinci e Benvenuto Cellini. 

Questa parte del giardino ospita una vasta varietà di piante e di rose. Da notare il "Bamberg Gate" giunto qui direttamente dalla Germania. 





Dall'Italia al Giappone, a pochi passi dal Giardino Italiano vi è il "Japanese Garden" facilmente intuibile di cosa parliamo, era il 1908 quando il Visconte e la Viscontessa Powerscourt lo immaginarono.

In questa parte del parco potrete perdervi nella tranquillità ed i colori della tradizione orientale, tra cedri, le azalee e le palme vi sentirete per un attimo in Giappone. 

Non potete perdervi questa parte.


L'immenso Parco ospita anche il "Pet Cemetery" ovvero cimitero degli animali, il più grande d'Irlanda. Tra le lapidi si possono osservare i nomi, talvolta simpatici, di quelli che sono stati e saranno i migliori amici dell'uomo.


La Tower Valley è una valle facilmente riconoscibile, infatti non è difficile scrutare la Pepperpot Tower, che fu costruita per volere di Lord Powerscourt, sul modello di una pepiera che usava a tavola, per questo "desiderio" la torre prende, appunto, la sua forma. 




Clicca qui per orari e prezzi.
















L'infermiere visto come missionario piuttosto che professionista, perché?

Troppe volte l'infermiere è visto come un "missionario" e questo punto di vista forse andava bene parecchi anni fa, quando si discendeva dalla Nightingale e la figura infermieristica era intesa come sottoposto agli ordini dei medici. 


Detto questo, di tempo ne è passato e fortunatamente per noi, ma di più per i cittadini, la nostra Professione ha fatto passi da gigante, in teoria l'infermiere può fare diagnosi, può gestire ambulatori, può (con i dovuti titoli) partecipare attivamente alla ricerca scientifica, quindi oggi è intesa come vera e propria PROFESSIONE. 


Ho scritto in teoria, perché in alcune realtà e mi dispiace dirlo, l'infermiere si trova relegato ad attività domestico alberghiere che ahimè non rispecchiano l'attuale infermieristica, per carità non si storce il naso davanti a certe cose, ma è giusto che il cittadino e l'utenza tutta conosca che non è di competenza infermieristica, professionalmente parlando in tutta Italia si lavora sotto organico e alcuni, anzi troppi colleghi lavorano in costante stress e con unità mancanti se a questo poi si aggiungono le responsabilità di chi dovrebbe garantire un adeguato numero di unità infermieristiche e ausiliare il puzzle è completo. 

Quello che state leggendo è stato anche legiferato dalla legge qui sotto:


In pratica con l'istituzione dell'Oss le attività domestico alberghiere non sono più di competenza infermieristica, ma l'Oss collabora con l'infermiere, in teoria. 

Continuo a dire in teoria, perché anche qui sulla carta o meglio per la legge, c'è scritto una cosa, mentre in molte realtà succede l'opposto, le Aziende non assumono Oss e utilizzano le unità infermieristiche come jolly. 


Esatto veri e propri jolly della sanità, in questo modo si lavora il doppio, da infermieri e da Oss, questo porta a quello che leggerete in basso, ma in pratica porta ad un'assistenza che può essere precaria, sott'organico, stressante e dannosa per tutti, cittadini compresi. 

Questo non vuole assolutamente giustificare gli episodi che ci vengono presentati ogni giorno in prima pagina, ma anzi vuole dare al cittadino uno strumento per chiedere quello che gli spetta, in Italia c'è il più alto tasso di rapporto infermerie - paziente 1:13, negli altri paesi, 1:6, in parole povere un infermiere che deve prestare assistenza a 13 persone è esposto a rischi di salute, ma ancor di più il margine d'errore è incrementato. 

Ora non sta a me cercare i colpevoli di questo e lungi da me fare politica, ma i continui tagli alla spesa sanitaria, così come l'istruzione, ha penalizzato il Sistema Sanitario Nazionale, una volta fiore all'occhiello di questo paese? 
In attesa di risposte concrete, il minimo che si possa fare e impegnarci costantemente e pretendere che qualcosa cambi. 

Da un paio d'anni l'infermiere è diventato quasi uno "strumento" politico, ma ad oggi si è visto ben poco, un cittadino poco informato sulla nostra professione, una professione che fatica a trovare il giusto posto nella sanità, ma soprattutto nella società e i professionisti stessi che, nel massimo sconforto vanno avanti perché credono in questa professione. 

Dalla mia esperienza all'estero sto imparando tanto e sarebbe bello partecipare come parte attiva al cambiamento che ci spetta, che gioverà al cittadino in primis e poi alla nostra professione. 

Quello che da anni gli infermieri italiani chiedono è "soltanto" un giusto riconoscimento professionale e sociale, questo può arrivare sicuramente con la costante formazione degli stessi, ma anche con una giusta "pubblicità" si deve arrivare al cittadino e informarlo che dietro ai sorrisi, all'empatia e le altre cose, vi sono professionisti, alla pari dei medici, dei radiologi e delle altre professioni sanitarie. 

Informare correttamente i cittadini è un dovere ed essere informati è un diritto. 



Un anno a Dublino, ne è valsa la pena?

Ebbene si è già passato un anno dal mio arrivo nella capitale irlandese, forse non sarà rilevante ed è giusto, ma lasciatemi spiegare perché dovreste leggere quest'articolo. 


Un anno fa, appena arrivato nella city, pensai di tornare col primo volo a casa, odiavo i cambiamenti  ancora quelli più drastici, ma in questi eventi una parte di me prende il sopravvento o meglio divento cocciuto, come diceva Chuck Palahniuk:  

"Non sai mai quanto sei forte, finché essere forte è l’unica scelta che hai”


E mai frase più giusta, in certe situazioni non ti resta che essere solo più forte e così è andata, ogni giorno dicevo a me stesso che sarebbe andata meglio, anche quando il mio inglese faceva acqua da tutte le parti e anche ordinare un hamburger diventava una tragedia.

Ancora di più quando, per cercare un appartamento, ne abbiamo visti più o meno quindici, si proprio così, 15. Tra lo sconforto e lo stupore, ne trovai uno, dove vivo attualmente.

Anche se Dublino non è una città "pet friendly" io e la mia ragazza ne trovammo uno per tutti e tre, così durante le feste di Natale prenotammo il volo per il nostro Labrador, così da riunire quella che era la mia piccola e turbolenta famiglia.


PH: Antonio Caracallo.



A Febbraio come avete potuto leggere, ho avuto la prima esperienza lavorativa nella sanità irlandese, due mesi come Health Care Assistant e poi il contratto da Nurse, a tempo indeterminato da ieri in una Nursing Home.

Nel frattempo Dublino mi affascinava sempre di più, la città, le opportunità lavorative, la storia che è passata da qua, l'unica nota stonata il clima, ma un'amica mi disse: "Ti abituerai, specie quando vedrai la tua prima busta paga." * Cheers Amica mia :-) *

Mi ritengo fortunato ad avere Katia al mio fianco, lei non è solo la mia ragazza, lei certe volte mi fa da migliore amica, mi ha supportato tanto partire insieme a lei, ci confortiamo sempre e alla fine c'è sempre una soluzione.

In molti mi hanno chiesto, come ci si abitua alla distanza, onestamente non lo so, forse non ci si abitua mai, anche se lo chiedi a chi vive all'estero da anni, quello che però puoi fare e non pensarci, farti amici nuovi, crearti nuovi hobby è cosa più importante NON ISOLARSI.

In quest'anno mi sono alternato tra il lavoro, lo studio della lingua inglese, questo Blog, le altre tante collaborazioni che ne sono nate dopo ed ovviamente la vita privata che viene prima di tutto.

Dublino è una città coinvolgente, le persone sono sempre disponibili a fare due chiacchiere e ci sono sempre eventi nei quali si può conoscere sempre gente nuova.

Io mi ritengo fortunato ad avere un bel pò di amici, che tra tanti impegni trovano sempre un momento per un caffè, sfatando un tabù, il caffè è buono anche qua, basta cercare il bar giusto io vi segnalo "il Fornaio" nei pressi del Trinity College.





Se sei un tifoso del Napoli ti consiglio di mettere "mi piace" a questa pagina: Club Napoli Dublin così da restare informato su tutte le partite ed i vari appuntamenti per seguire la nostra squadra anche da lontano.


Qui troverai un gruppo di amici che tra una birra ed un coro, non ti faranno rimpiangere lo stadio, merito della passione e della dedizione di persone che credono nei valori dell'amicizia che va oltre un match di 90 minuti.











Se rifacessi questa scelta? Si, per una serie di motivi tra i quali: la sicurezza di un lavoro, opportunità di cambiare ambito lavorativo e la grande possibilità di crescere professionalmente.

In tanti mi hanno chiesto se Dublino è cara e come si vive, magari per questo tipo di cose farò un articolo a parte così da chiarire più o meno i dubbi. 

Se dovessi analizzare quest'anno qua a Dublino direi che è andato più che bene e sono soddisfatto dei progressi fatti fino ad oggi, c'è ancora da lavorare, ma di imparare non si smette mai, quindi avanti il prossimo.


Da solo può essere difficile, ma non impossibile, anzi, non abbiate paura di farlo Bob Marley disse:
Si sbaglia sempre.
Si sbaglia per rabbia, per amore, per gelosia.
Si sbaglia per imparare.
Imparare a non ripetere mai certi sbagli.
Si sbaglia per poter chiedere scusa, per poter ammettere di aver sbagliato.
Si sbaglia per crescere e per maturare.
Si sbaglia perché non si è perfetti.” 
Questo per dire, che è meglio fare e sbagliare che non fare ed avere i rimorsi.

Ci saranno ancora tante cose che cambieranno e tante tempeste d'affrontare, ma forte della perseveranza sviluppata, so che andrà tutto bene e se non sarà cosi, non è la fine.

Antonio.




Percezione della figura infermieristica italiana, vista dall'estero.

Dal mio Articolo per NurseTimes. 

Alcune considerazioni del collega Antonio Caracallo, che lavora in una nursing home di Dublino.

Partendo dal presupposto che la figura infermieristica italiana, negli ultimi anni, fatica a trovare una collocazione sociale ed economica, mi duole dire che siamo a un punto di non ritorno. Il rapporto infermiere-paziente è disastroso ed è scientificamente dimostrato che un infermiere non può “gestire” più di un certo numero di pazienti. Non siamo nullafacenti, siamo il fulcro della sanità. La sanità italiana è una delle migliori al mondo, come dimostrano i premi vinti dai luminari e le tipologie di interventistica 2.0, ma la nostra professione resta ancora ferma.
Trasferirmi all’estero è stata una scelta dettata dalla precarietà e dalle spese di vivere da solo. Non me ne pento, ma resta il rammarico di vedere la mia professione calpestata e umiliata da chiunque abbia il diritto di parola: giornalisti che piazzano il titolo a effetto, salvo spiegare nelle colonne dell’articolo che “non era un infermiere”; un imprenditore che manda chi non ha voglia di studiare a fare l’infermiere; cariche infermieristiche che, invece di sostenerci, invitano all’umiltà e al sorriso.
Ultimo, in ordine cronologico, il test di ammissione alla Magistrale, col polverone alzato da una domanda che chiedeva l’angolo d’azione di una scopa, a trapezio per la precisione… Non vi nascondo che all’inizio ho riso. Poi, però, ho riflettuto e ho avvertito un senso di disgusto. Ho iniziato a pensare ai sacrifici fatti da studente fuori sede, con pochissimi soldi e le spese di una stanza condivisa, l’autogestione, le feste comandate saltate per quel lavoretto che mi faceva racimolare qualche spicciolo per pagarmi l’università dei miei sogni.
Mi rivolgo a chi non è infermiere e a chi lo sarà: non fatevi abbindolare dal prestigio che vi inculcano. Al primo anno mi insegnarono il rifacimento del letto, ma solo dopo scoprii che non era di nostra competenza. Nelle mie due esperienze lavorative, il rifacimento del letto e le cure igieniche erano affidate all’infermiere. E l’ho accettato, perché da precario non avevo scelta. Concorsi fatti e curriculum inviato senza successo, per non parlare di partite Iva con compensi da fame. Insomma, messo alle corde, sono partito per l’Irlanda, dove vivo tuttora.
Questo per dire che io ricordo bene i sacrifici fatti, e per questo mi da fastidio che molti colleghi accettino proposte ridicule, che minano la sicurezza dei pazienti e degli stessi infermieri. Lasciare la propria famiglia, gli amici, le abitudini non è facile. Mai nessuno dovrebbe essere “costretto” a lasciare la propria terra. Se però le condizioni sono queste, non c’è scelta. Combatterò insieme ai miei colleghi anche da lontano: imporsi è l’unica cosa che possiamo fare.

Chi di dovere ci ha voltato le spalle, offrendo solo un “contentino” economico, che nulla cambia. Anzi, getta benzina sul fuoco. Siamo diventati uno strumento politico e di sindacato. Ho sempre pensato che la politica dovesse restare fuori dagli ospedali, per evitare i soliti favori che ci hanno fatto vedere nel tempo.
Con questo articolo spero di riuscire ad aiutare chi ancora oggi non sa che fare: partire, non partire, iscriversi all’università, scegliere altro… Posso assicuravi che l’infermiere è la professione più bella del mondo, riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Non lasciatevi abbattere. Denunciate e mettete per iscritto ciò che non va, rivolgendovi a chi di competenza per fare chiarezza.
Abbiamo le armi per andare avanti, la capacità intellettuale e la forza per fare meglio. Non facciamoci la guerra tra noi; non serve a nulla, se non ad alimentare polemiche sterili. Chiediamo solo rispetto dai cittadini, ma prima ancora dalle istituzioni, che promettono e ripromettono sempre le solite cose. Se un neolaureato esce dall’università già stanco, avvilito e demotivato, bisogna porsi alcune domande. Alle quali, prima o poi, qualcuno dovrà rispondere.
Antonio Caracallo per NurseTimes. 

Iscriversi all'AIRE, perché e come fare.

Perché è importante iscriversi e dopo quanto tempo conviene registrarsi all'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero. 

L'AIRE è stato istituita il 27 Ottobre del 1988 con la legge n. 470 e su gestione Comunale e si basa sui dati ricevuti dalle rappresentanze consolari. 

Se ti sei trasferito all'estero o hai intenzione di farlo, leggere queste righe ti potrebbe essere utile, ovviamente mi riferisco a chi ha l'idea di restare per un periodo medio/lungo. 

L'iscrizione diventa obbligatoria per coloro che intendono vivere per un periodo superiore ai dodici  mesi, coloro che saranno all'estero per un periodo minore ad un anno, non sono tenuti a farlo. 

Partendo dal principio, l'AIRE è un archivio nel quale vi sono le informazioni ed i dati di tutti i cittadini italiani che si trovano al di fuori dei confini nazionali. L'iscrizione all'AIRE è gratuita.

L'iscrizione può essere fatta in due modalità, la prima ovvero quella "classica" è quella nella quale il cittadino decide autonomamente di dichiarare la volontà di risiedere all'estero per un periodo superiore ad un anno, la seconda, viene accertata "d'ufficio" ovvero vi sono i presupposti per la registrazione.

Ambasciata Italiana a Dublino
L'iscrizione può essere richiesta nei primi 90 giorni di espatrio, l'iscrizione può essere fatta anche prima di espatriare, verrà però completata quando l'ufficio consolare del nuovo paese di residenza, riceverà una lettera che permetta all'ufficio del comune di residenza di completare la procedura.

Bene detto questo, per quanto riguarda la procedura basta andare nella fattispecie, al consolato italiano e richiedere il modulo d'iscrizione, che è possibile scaricare anche da questo link.








I documenti necessari che vi verranno richiesti sono elencati qua:
  • Documento d'identità in corso di validità, oltre a quello di eventuali conviventi.
  • Documento che attesti l'attuale residenza nel paese estero (per es. utenze domestiche).  
Probabilmente vi serviranno anche uno scanner o una stampante.

Al termine della procedura online è possibile scaricare il modulo ed inviarlo al Consolato. L'invio può avvenire mediante firma digitale o firma del modulo PDF stampato.

Queste sono le procedure che la pratica potrà affrontare nel corso del tempo.

Dalla ricezione della documentazione all'espletamento della pratica possono essere necessari fino a 6 mesi, eventuali documenti mancanti, verranno richieste via mail.



Perché iscriversi all'AIRE?


Iscriversi all'AIRE è utile per accedere a servizi, ma è allo stesso tempo garante di alcuni servizi come per esempio:
  • Possibilità di votare per le elezioni del Comune di residenza e per l'elezione dei rappresentati Italiani al Parlamento Europeo.
  • Possibilità di ottenere il rilascio o rinnovo dei documenti d'identità e di viaggio o certificazioni.
  • Possibilità di rinnovare la patente di guida, previo controllo delle eventuali norme vigenti. 
L'aggiornamento dipende dal cittadino, che dovrà comunicare eventuali cambi di residenza o abitazione, cambiamenti nella condizione civile (matrimonio, divorzio ecc.), rientro definitivo in Italia o nel caso si verifichi la perdita della cittadinanza italiana.

La cancellazione dal registro AIRE avverrà nei casi sottoelencati:
  • Rimpatrio in Italia
  • Perdita della cittadinanza italiana
  • Morte o scomparsa; presunta o accertata.

Iscriversi all'AIRE fa decadere la copertura dell'assistenza sanitaria italiana o meglio, non si può usufruire del medico di base; dei servizi della mutua e dell'esenzione di eventuali ticket di esenzione.


Questione Tasse . . . 



Il cittadino che si iscrive all'AIRE sposta automaticamente anche la proprio residenza fiscale quindi dove si pagheranno le tasse? 

Il cittadino italiano iscritto all'AIRE che è quindi residente all'estero, per un'azienda estera e che versa il suo stipendio su un conto bancario estero, pagherà le tasse nel paese estero. Questo vale anche per i liberi professionisti che lavorano per enti esteri che pagano, ovviamente su un conto bancario estero.
Questo eviterà la possibilità di una "doppia imposizione di reddito".

Il cittadino italiano pagherà le tasse in Italia solo nel momento in cui è residente all'estero e lavora per una compagnia italiana che lo ha mandato all'estero con un contratto diretto con la compagnia "madre".


Note:


  • Il Governo Irlandese non riconosce le unioni civili e/o i matrimoni presso le Ambasciate.
  • I soggetti minorenni che sono regolarmente iscritti all'AIRE non sono tenuti ad iscriversi agli istituti scolastici dell'obbligo italiani.

63-65 Northumberland Rd, Dublin 4 


14 Three Kings Yard, London W1K 4EH

Lo stipendio annuale di un infermiere e l'avanzamento di carriera

Stipendi minimi che partono a circa 30k euro l'anno e possibile avanzamento di carriera, l'Irlanda permette agli infermieri di fare tutto questo?



Tratto dall'articolo scritto per INS (Italian Nurses Society)

14/10/2018 - Ultimo aggiornamento, primo Ottobre 2018 clicca sul link

Secondo l'ultimo aggiornamento dell'INMO (Irish Nurses and Midwives Organisation Working Togheter), lo stipendio minimo di un infermiere registrato, ovvero in possesso del PIN è di circa 28.768,00€per arrivare ad un massimo di 43.094,00€.

C'è da aggiungere che a questi importi vanno sommati anche i Bank Holiday (per i quali si viene pagati il doppio se si lavora e circa la metà se si sta a casa), alcune strutture pagano fino al 25% in più per il sabato e fino al 50% in più della domenica.



Gli importi sono lordi e la tassazione è del 20% sotto un salario annuale di 33.600,00 €.

Se osservate la foto vi accorgerete che il salario aumenta vistosamente, se si hanno minimo due specializzazioni su cinque. In Irlanda avere una specializzazione assicura all'infermiere di lavorare in quel determinato reparto.

Le specializzazioni nelle quali un infermiere può imbattersi sono tante; si va dall'infermiere di radiologia, all'infermiere di stroke unit, dall'infermiere di cure palliative, all'infermiere di medicazioni avanzate, ecc.

È probabile che la gran parte di queste "specialistiche" vengano sostenute con "semplici" corsi di uno o più giorni, oppure previo superamento di esami, come capita per i master (che possono avere anche durata biennale) e che, a seconda della struttura in cui si lavora, vengono pagati interamente dall'ospedale.

Gli ospedali investono molto sulla stesura di protocolli e procedure, facendo lo stesso sull'aggiornamento del personale.

Il pagamento degli stipendi è su base mensile, ma in alcune realtà si può anche ricevere lo stipendio in due tranche, ogni quindici giorni.

Come detto la retribuzione annuale è da considerarsi lorda e la tassazione del 20% viene applicata per gli importi annui inferiori ai 33.600,00€.

Per gli importi annuali che superano la soglia minima vi è un ulteriore 40%, che si applica sulla differenza.

Un infermiere che ha appena ricevuto il Pin è un RGN(Registered General Nurse); in seguito, se si vuole si può accedere alle varie specializzazioni o vi è la carriera manageriale.

La carriera manageriale si suddivide come in foto, si parte dal CNM 1per poi arrivare al CNM 3. La figura del CNM è simile al Caposala in Italia, ma con competenze e ruoli, totalmente diversi.



Dopo la figura dei vari CNM ci sono i Directors of Nursing, figura che gestisce il personale infermieristico, il cui lavoro ha carattere totalmente burocratico e manageriale.

Come vedrete nella foto che segue, gli importi annui percepiti sono decisamente alti.



Fare carriera è possibile, basta solo capire quale via si vuole intraprendere. Questa può essere il motivo per il quale vi è sempre una continua ricerca di infermieri.

L'aggiornamento salariale risale al 1 Gennaio 2018.

Se vuoi saperne di più su come fare per lavorare in Irlanda, leggi l'articolo nel link.

Ringrazio Italian Nurses Society per la possibilità datami di collaborare con loro. Grazie di cuore.

il mio amico e collega Federico ci spiega perché ha scelto l'Irlanda e come si trova

In questa breve intervista Federico ci spiega come si trova a Dublino e perché ha scelto di trasferirsi all'estero. Laureati insieme nel 2016, ci siamo ritrovati qui a Dublino.  


Ciao Federico, allora presentati al pubblico...


Ciao mi chiamo Federico e vivo a Dublino da ormai più di due anni. 
La mia esperienza inizia nel Marzo del 2016 quando appena laureato in infermieristica a Roma, presso l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, presso la sede ASL RM2 (ex ASL ROMA/C). 



Perché l'estero e perché proprio Dublino?



Finita la laurea, io e la mia ragazza, forti l’uno dell’altra, abbiamo deciso di provare questa nuova esperienza,  puntando su noi stessi invece di tentare quella che sembrava fortuna nei vari e ristrettissimi concorsi che venivano fatti, quindi dopo aver deciso la meta, partimmo per Dublino.

In molti mi hanno chiesto perché Dublino? Posso dire che sostanzialmente  i motivi che ci hanno portato in quest’isola sono stati due, uno più valido dell’altro:

Il primo è stato perché in Irlanda non volevano la certificazione IELTS per l’iscrizione all’albo infermieristico irlandese, al contrario di quello inglese è questo ha reso più facile l'inizio.

Il secondo in quanto ci eravamo prefissati di  studiare per un paio di mesi, Dublino con l’euro sembrò molto più conveniente.


Dove lavori e di cosa ti occupi?



Attualmente, lavoro in uno degli ospedali privati principali di Dublino, il Mater Private, dove sono entrato grazie ad un programma che si chiama New grudates program, che in parole semplici non è che un programma che permette ad un’infermiere, con poco o nulla esperienza lavorativa, di ruotare in un anno in tre diversi reparti, precedentemente scelti. 

Terminate le tre rotazioni si ha l'opportunità di scegliere in quale dei tre reparti iniziare.

In questo periodo sto ultimando la mia seconda rotazione nel reparto di ortopedia dove ci occupiamo principalmente di protei di ginocchia, femori ed infine tutto ciò che è incluso nella chirurgia spinale.

Il rapporto tra infermiere paziente è di 1 a 5 più l ausilio di OSS sul piano che possono variare di numero in rapporto al livello di dipendenza del reparto (es: numero di post operatori).

Lo svolgimento del turno in se per  è un po diverso rispetto a quello che siamo soliti vedere in Italia, si incomincia generalmente alle 7:30am per prendere le consegne dei paziente che ti sono stati assegnati, ai quali dovrai pianificare processi clinici diagnostici e interventistici tramite il team multidisciplinare medico e sanitario che assieme a te partecipa ai piani di cura del paziente.

 Per quanto invece riguarda le competenze infermieristiche possiamo dire che la laurea, al contrario che da noi, non ti qualifica direttamente allo svolgimento di tutte le competenze infermieristiche per esempio:
cateterismo vescicale maschile vietato dalla legge 
inserimento di cannule periferiche (dopo corso di specializzazione)

Questo però non significa che l’infermiere può fare “meno cose” ma al contrario possiamo ambire ad un elevato livello di indipendenza professionale se adeguatamente supportata da percorsi di specializzazione, che non devono necessariamente essere intesi come master, ma anche più semplicemente corsi di una sola giornata, come accade per il posizionamento di cateteri venosi periferici.


Turnazione di 12 ore?



Tasto dolente! La turnazione in quasi la totalità delle strutture pubbliche e private sono di 12h-13h ( turno diurno), 11h-12h(turno notturno), questo può essere percepito come follia, ma subito dopo, se penso, che lavorando 13h in un giorno  lavorerò un totale di circa 14-15 giorni in un mese, penso “is 
not too bad”.


Inoltre, la giornata lunga, a mio parere, facilita sia la continuazione del processo assistenziale e quindi permette una migliore pianificazione clinica per il paziente e facilita l’organizzazione della vita personale di tutto lo staff, non solo per noi infermieri.

Ovviamente non stando in Italia, sto in Irlanda quindi dal punto di vista di pause possono risultare più rigidi e forse anche meno umani (ride), questo vuole significare che in una giornata di 12h-13h hai circa 30min durante la mattina, 45-1h a pranzo ed infine 30 min nel pomeriggio.
Le pause non sono retribuite, per la stragrande maggioranza dei casi.


Torneresti in Italia?


Non so se tornerei in Italia o no in questo periodo, in quanto qui in poco tempo sono riuscito a stabilire tutte le base che spesso vedo raggiungere a fatica da molti neolaureati in Italia: come ad esempio pagare un affitto per una casa tutta mia, una  gratificazione professionale, e per che no, un pò di gratificazione economica non guasta mai.

L’unico motivo che veramente mi tiene in Irlanda è la considerazione professionale che c’è in questo paese di noi infermieri, quindi spero sempre che le cose possano cambiare anche da noi e poter tornare, un giorno a poter esercitare la mia professione nel mio paese.


Ad oggi come giudichi la tua scelta?



Dovendo, dare un giudizio finale considerando pro ed i contro, le aspettative e le realtà, posso dire che sono ancora molto contento della scelta intrapresa ormai due anni fa, come infermiere e soprattutto come neolaureato.
VOTO finale 8/10.


Cosa consiglieresti a: Nuova Matricola, Neo Laureato, Infermiere in cerca di impiego.



Per quanto riguarda consigli per una nuova matricola non potrei che consigliare di divertirsi e allo stesso tempo impegnarsi il più possibile durante quelli, che saranno gli anni attraverso i quali, si gettano veramente le basi per il futuro.

Per un neolaureato ho da dirgli giusto IN BOCCA AL LUPO! A parte gli scherzi vi consiglierei di perseguire con tutti gli sforzi per raggiungere il vostro reparto del cuore, ma soprattutto se non trovate vicino casa non abbiate paura di provare un esperienza da qualche altra parte.


Infine, ad un infermiere in cerca di lavoro darei più o meno lo stesso consiglio del neo laureato, ma sinceramente non mi sento molto adatto siccome non ho per così dire neanche provato a cercare lavoro in Italia…..

Grazie del tuo tempo Federico. A presto.

Se vuoi leggere anche la mia esperienza leggi qua:
Parte 1 e Parte 2


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Howth villaggio da scoprire e sede di importanti istituzioni.

Howth è un sobborgo all'esterno di Dublino, il distretto occupa gran parte della penisola di  Howth Head, formando così una sorta di confine con la zona settentrionale della Baia di Dublino.


Si racconta che Howth fu invasa dai Vichinghi norvegesi nel 819, Vichinghi che dopo circa 300 anni dovettero arrendersi alla forza dell'esercito irlandese di allora.





Howth è stata anche sotto il dominio Normanno ed è stato teatro di guerre, l'ultima in ordine temporaneo, fu quella che nel 1914, vide combattere gli irlandesi e gli inglesi.

All'inizio era conosciuto soltanto come villaggio di pescatori, col tempo poi è diventato una meta turistica, che specialmente in quella che è l'estate irlandese attrae moltissimi turisti.

Uno dei monumenti più antichi è il castello di Howth, si racconta che sia uno dei più antichi d'Irlanda di corruzione normanna, fu dapprima costruito in legno, ma dopo anni e svariate ristrutturazioni ha acquistato lo stile odierno in pietra.

Fonte Wikipedia.
Il castello oggi è ancora abitato, da quelli che sono gli eredi dei Conti di Howth non è visibile al pubblico, ma sono concesse visite nel periodo estivo.

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Il porto fu interamente ricostruito nel ventesimo secolo e proprio a Howth risiedono: il servizio di salvataggio RNLI e la guardia costiera irlandese.

COME ARRIVARCI . . . 

La piccola cittadina è situata a circa 13 km dal centro città, si può utilizzare una strada regionale chiamata R105 e seguire le opportune direzioni.

Arrivare ad Howth non è difficile, si può utilizzare la Dart che arriva direttamente nel centro città e offre un bel panorama mentre si sta per arrivare alla stazione e il Bus numero 31 e tutte le sue varianti.







Con la Dart si impiegano circa 30 minuti, da Gran Canal Dock alla modica cifra di circa 3€; con il Bus si impiega circa un'ora e più o meno si paga 4€.


Howth come abbiamo già visto è una cittadina che si basa soprattuto sulla pesca e quindi per ovvi motivi è piena di ristoranti che offrono un'ottima qualità di pesce, ma soprattutto una varietà di frutti mare e affini.


Nei pressi della fermata DART è presente anche un piccolo market, che offre la possibilità di degustare oltre il "classico" Fish & Chips, anche cucine straniere. 


Su Booking è possibile confrontare i prezzi di alberghi e B&B se si vuole pernottare.


Howth è una zona popolare per il birdwatching e la vela , ed è anche popolare tra i pescatori. Qualunque cosa da merluzzo a raggio può essere catturata dai punti di costa rocciosi di Howth.


I mammiferi marini, come le foche, sono luoghi comuni in e vicino al porto. Gli uccelli visti regolarmente includono gazza marina, guillemot, fulmar, gabbiano tridattilo, stonechat, linnet, whiteethroat, yellowhammer, allodola, wheatear, peregrine, poiana e gheppio.


Howth è anche una destinazione popolare per ciclisti, per gli amanti del jogging e escursionisti, in particolare nei fine settimana. 


Una delle attrazioni più gettonate  è il percorso lungo 6 km di Cliff Path Loop, un percorso ad anello richiede circa due ore per essere completato ed è valutato con una difficoltà facile. Inizia e finisce alla stazione Howard DART.


Infine a Howth risiedono anche: 

  • Il consiglio olimpico d'Irlanda: istituito nel 1922 nacque con l'obiettivo di difendere e promuovere l'attività olimpica sull'isola. I primi olimpionici Irlandesi furono inviati per le olimpiadi di Parigi 2 anni dopo. 

Perché visitare Howth? 


Per chi ama il mare, Howth è una di quelle cittadine da vedere assolutamente, non troppo lontano da Dublino e permette di essere visitata nel giro di qualche ora.

Se siete amanti del pesce, Howth fa per voi, con le sue pescherie ed i suoi  ristoranti tipici, vi lasceranno senza parole, i prezzi sono abbordabili.



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Leggi anche: Mezzi di trasporto









Turno da 12 ore possibili Pro e Contro di questa turnazione

Bentornati, in questo articolo vi voglio spiegare, più nel dettaglio, la turnistica attiva in Irlanda, vi parlerò in prima persona sui vantaggi e gli svantaggi di lavorare 12 ore.


Nella mia realtà attuale, ovvero la Nursing Home sono attivi i turni di 12 ore, cosi come in tutta la maggior parte del comparto sanitario, fatta eccezione per alcune realtà ambulatoriali.

Attualmente riesco ad avere una turnazione "fissa" che arriva fino ad un mese e mezzo, cosi da riuscire a gestire e programmare eventuali impegni.

Partiamo col dire che lavorando dodici ore al giorno si raggiunge prima il numero di ore contrattuali, questo permette di lavorare circa 14 giorni al mese. Ma quali sono i pro ed i contro di questa turnazione ?

Il turno di mattina inizia alle ore 8.00 e termina alle ore 20.00, quello della notte dalle 20.00 alle 8.00.

Tra i due turni un'ora di Break, nel quale si è "liberi" per riposare la mente. Un'ora è il minimo in altre realtà è possibile avere anche fino ad un'ora e mezza.

"Struttura che vai, break che trovi."

VANTAGGI  

I vantaggi di una turnazione di dodici ore possono essere quelli di lavorare meno giorni, per esempio nella mia turnazione attuale si ha un week end libero ed uno lavorativo, di solito i giorni sono divisi in una settimana da quattro giorni (LUN-MAR SAB-DOM) ed una settimana da tre giorni (MER-GIO- VEN).

Diciamo che questa è una base, poi ovviamente ci possono essere cambiamenti, quali cambi turno o cambi fatti dai manager in vista di eventuali malattie, training o esigenze varie. 

Un altro vantaggio è legato appunto al fatto che lavorando pochi giorni al mese, si possono organizzare viaggi senza usufruire delle ferie, questo è importante perché si possono utilizzare le ferie per un viaggio di piacere (15/20 giorni) e utilizzare i propri giorni off, magari chiedendo un cambio, per tornare in Italia o fare qualcos'altro.
La turnazione di 12 ore mi ha aiutato tanto, specie quando iniziando da HCA (Health Care Assistant) dovevo incrementare il mio inglese prima di iniziare da NURSE.

Il vantaggio di avere un turno "lungo" ti permette di organizzare, parte della tua giornata, anche se chi è infermiere lo sa, non è sempre facile organizzare la giornata, ci sono cambiamenti continui, ma con questo turno, difficilmente si resta indietro con il lavoro.

Una giornata normale si compone di: consegne, momento nel quale è presente tutto lo staff, cosi da condividere tutte le informazioni necessarie, dopo questo c'è il momento della terapia e delle medicazioni, prettamente nella Nursing Home si gestisce terapia orale, topica ed inalatoria. 


Cinque giorni a settimana ci sono dei medici che arrivano e previa consultazione, visitano i residenti, per poi valutarne il decorso, in questo passaggio infermiere e medico, discutono delle migliori strategie da attuare per ottimizzare l'assistenza del residente. 

Un vantaggio che mi è stato suggerito durante un confronto è stato quello di avere una continuità di cura, cioè se io faccio i miei 3 turni di mattina, esempio Mercoledì, Giovedì e Venerdì ed il collega della notte uguale, ci passeremo informazioni precise per i tre giorni.

Queste informazioni poi, verranno riportate allo staff del giorno dopo e cosi via.

Tra i tanti vantaggi di questa turnazione, ci sono le ferie, circa 6 - 8 settimane, che ti restano intatte, se si utilizzano i giorni off con qualche cambio.


Visti i vantaggi, passiamo ad osservare quali potrebbero essere gli svantaggi.


SVANTAGGI

Gli svantaggi che si possono incontrare in questa turnazione sono per lo più legati alla stanchezza delle prime volte, magari si passa da un turno di 6/7 ore ad uno di dodici, all'inizio anche per me che in ambulanza facevo solo ed esclusivamente le 12 ore, non è stato semplice. 

Anche mentalmente non sembra facile, perché ci sono molte informazioni da ricordare, ma con calma e uno strumento che non passa mia di moda (carta e penna) si sistema tutto e non si dimentica niente.

Una conseguenza di questi svantaggi, può incidere sull'andamento della struttura? NO 

Almeno per quello che vedo, le strutture funzionano molto bene e almeno per me, non ci è voluto tanto per abituarmi alle dodici ore. 

Ho avuto modo di confrontarmi anche con altri colleghi, che lavorano o che hanno lavorato su questa turnazione e devo dire che i vantaggi e gli svantaggi sono veramente simili.

Ho anche letto di una collega che addirittura faceva quattro notti di fila, cosa veramente assurda, ma come anticipato ogni struttura adotta una turnazione a sé.


Questo breve articolo è giunto al termine.



Come sempre se hai trovato interessante questo argomento fammelo sapere commentando il post.

Se vuoi saperne di più, clicca sui link qui in basso:


La mia esperienza da infermiere parte 2




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Aeroporto di Dublino, cosa sapere e come arrivarci.

Bentrovati amici, quest'oggi vi parlo dell'Aeroporto di Dublino, aperto ufficialmente il 19 Gennaio del 1940 ed inaugurato con il volo Dublino - Liverpool, ad opera di quella che ancora oggi è la compagnia di bandiera, Aer Lingus; 

L'aeroporto di Dublino ad oggi registra circa 23 milioni di passeggeri all'anno.

Unico aeroporto della città è il più trafficato dell'Irlanda ed è anche "meta" di scali che volano oltre Europa.

Composto da due terminal, l'aeroporto di Dublino, vanta una struttura che richiama la forma di un transatlantico, forma che gli ha permesso, nel corso degli anni, di vincere alcuni premi, tra cui il "Triennial Gold Medal" della Royal Hibernian Insitute. 


Il Terminal 1 è utilizzato per i voli Europei, mentre al Terminal 2 arrivano i voli Intercontinentali.

Arrivare in aeroporto è molto semplice, l'aeroporto dista circa 10 km dal centro città e può essere raggiunto in macchina, in bus o in taxi (consigliato se si arriva a Dublino sul tardi e non si vuole aspettare il pullman notturno).

TAXI

Partiamo dai TAXI, in media un taxi costa dai 25/30 euro prendendo in considerazione una tratta che va dal centro città all'aeroporto, per utilizzare un taxi che dall'aeroporto ci porti in città è possibile trovarli all'estero del terminal. 

Per arrivare all'aeroporto, invece è possibile utilizzare un'applicazione per prenotare un taxi o aspettare che ne passi uno libero, prenotare un taxi è consigliato se si deve raggiungere l'aeroporto di notte.

BUS

Per arrivare all'aeroporto ci sono molte compagnie che partono e arrivano dall'aeroporto, sotto la foto ufficiale delle compagnie che servono l'aeroporto. I prezzi possono variare, ma si può arrivare ad un massimo di 12€.
Foto presa dal Sito ufficiale dell'aeroporto.

Ovviamente è possibile risparmiare qualcosa prenotando prima il ticket. 
Nel link in fondo troverete maggiori informazioni sui mezzi di trasporto e sulle applicazioni utili per muoversi a Dublino, che sia per qualche giorno o per un periodo più lungo.


LEGGI ANCHEMezzi di Trasporto.

AUTO

Raggiungere l'aeroporto di Dublino con l'auto è semplice, come detto dista dal centro città circa 10 km è possibile arrivarci con le due autostrade M50 e M1.

Come in tutti gli aeroporti è possibile parcheggiare all'interno o sostare per pochi minuti solo per accompagnare/prendere qualche amico o parente. 

Seguendo le opportune indicazioni si potrà arrivare al terminal interessato e dal lato delle partenze o degli arrivi. 

Il parcheggio è disponibile per piccoli o lunghi periodi, utilizzando il link è possibile anche formulare un'eventuale preventivo.

Le compagnie aeree che operano sono varie, ma le due irlandesi sono: Aer Lingus e Ryanair, della prima vi ho già accennato qualcosa è la compagnia di bandiera e vola da e per Dublino anche dagli USA.

Ryanair è la compagnia irlandese, low cost, conosciuta in tutta Europa, appunto per questo copre Irlanda ed Europa.

In questa pagina potete controllare le altre tratte raggiunte e le compagnie: Nuove destinazioni.

NEGOZI E RISTORANTI

Come tutti gli aeroporti, anche quello di Dublino, ha una serie di negozi e ristoranti nei quali comprare cibo o regali prima di imbarcarsi per il volo.

Si dividono, ovviamente, tra quelli che si trovano prima dei controlli e quelli che si possono trovare una volta effettuati i controlli di sicurezza.

Shop Terminal 1: Spiccano tra i tanti: Pandora; Boots e SuperDry. 

Ristoranti Terminal 1: Anche qui si possono notare famosissimi brand come: McDonalds, Burger King o Starbucks ma anche Chopped, Puro Gusto e Butlers Chocolate Cafè, made in Ireland.

Shop Terminal 2: Spar e WH Smith.

Ristoranti Terminal 2: Nel Terminal 2, come nel Terminal 1 troviamo Burger King, qualche ristorante a marchio irlandese come: Harvest Market e Irish Meadows e il marchio Made in Italy Lavazza.

NOLEGGIO AUTO

Noleggiare un auto a Dublino, vi renderà autonomi ed una volta arrivati all'aeroporto, troverete i punti delle aziende che noleggiano auto, cosi da chiedere per costi e informazioni in genere. 

Vi anticipo che i documenti necessari sono: Patente di guida, anche se si guida dal lato opposto, va bene; carta di credito e documento di riconoscimento. 

Una volta firmato il contratto di noleggio, all'interno dell'aeroporto ci saranno le navette della compagnia scelta che in più o meno 5 minuti, vi accompagnerà per ritirare l'auto.

Ovviamente prima di lasciare l'aerea ho 2 consigli per voi:

1) controllare eventuali danni interni ed esterni, cosi da farlo presente nell'immediato.
2) se possibile fate una paio di giri nel parcheggio, con la guida a sinistra, non è facile abituarsi subito.

Alla consegna, ricordatevi che se avete optato per l'opzione PIENO-PIENO bisogna, appunto fare il pieno di carburante prima di riconsegnare l'automobile.
  
Per un'eventuale preventivo è possibile utilizzare questo Rental Cars, cosi da avere una panorama sui costi e sulle compagnie di noleggio presenti a Dublino.


APP

Nell'era della tecnologia, anche l'aeroporto di Dublino è dotato di un'applicazione, con la quale è possibile seguire in tempo reale lo stato dei voli, prenotare un parcheggio, cercare uno sportello ATM per prelevare ecc. 

Possibilità di connettersi anche al sito Skyscanner per eventuali viaggi ed è anche possibile acquistare prodotti e ritirarli direttamente all'aeroporto, prima della partenza.

Ben fatta, intuitiva e funzionale, molto utile.

Apple e Google Play


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Grazie a tutti e alla Prossima. 

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