Translate

Visualizzazione post con etichetta infermiere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta infermiere. Mostra tutti i post

Lettera a cuore aperto scritta dal fidanzato di un'infermiera.

Il fidanzato di un'infermiera irlandese ha scritto una lettera a cuore aperto, che racconta quello che accade ogni giorno alla propria ragazza.


Come ben sapete, da qualche mese gli infermieri e le ostetriche che lavorano negli ospedali pubblici  in Irlanda hanno "minacciato" di scioperare per 24 ore se le loro richieste non venissero accolte e ad oggi lo sciopero sembra molto vicino.

Carl Mullan, è un presentatore radiofonico di RTÉ 2FM, ha utilizzato  Twitter per prestare il suo supporto agli infermieri che si trovano in mezzo all'attuale disputa che riguarda la loro retribuzione e le loro condizioni.

Ha scritto: "Non sono un'infermiere, ma la mia ragazza lo è ed attraverso lei, ora ho molti amici infermieri, quindi per quello che vale, dall'esterno, questo è quello che per me è essere un'infermiera.

"Essere un'infermiera significa perderti i tuoi figli che aprono i loro regali a Natale, significa essere assenti a tavola mentre la tua famiglia si siede insieme per la cena di Natale. Come infermiera, trascorri la tua giornata rendendo il Natale speciale per chi non può essere a casa.

"Significa non vedere l'ora di incontrare i tuoi amici dopo il lavoro, solo che alle volte i tuoi piani vengono messi da parte quando un paziente cade proprio mentre stai per dare le consegne e finire il tuo turno."

"Significa tornare a casa con graffi e lividi sulle braccia soltanto perché un paziente  è così spaventato da non poter reagire in altri modi. Significa fare tutti i tipi di test quando accidentalmente si riporta  una ferita da ago."

"Significa essere pronti, in qualsiasi momento, ovunque ed agire quando senti qualcuno gridare aiuto, non importa se sei in vacanza o in una serata fuori, quando nessuno sa cosa fare, tutti si rivolgono a te e spera che tu possa aiutarlo."



"Significa tornare a casa dal lavoro, sfinito e dover tenere per te quello che è successo in reparto durante il tuo turno, perché è troppo sconvolgente per parlarne. (Quando vivi con un'infermiera, sai quando qualcosa non va, ma impari a smettere chiedendo cosa è successo, parleranno quando saranno pronti)

"Significa chiamare i tuoi cari quando lasci il lavoro dopo una giornata particolarmente dura perché hai bisogno di una voce dall'altra parte che parli con te. Non importa di cosa parli, basta qualsiasi cosa purché ti distragga dallo scoppiare in lacrime mentre vai alla tua macchina."

"Significa alzarsi al lavoro il mattino seguente, spazzolare via tutto e ricominciare da capo perché sei un'infermiera, questo è quello che fai e lo adori."

"Non sono un'infermiera, non sono tagliato per essere  un infermiere, ma sono così felice che ci siano persone disinteressate e abbastanza coraggiose da fare il lavoro che fanno gli infermieri, sostengo i nostri infermieri nella ricerca di ciò che è giusto.



"Eroi, sono orgoglioso di conoscere un'infermiera. "



Le sue parole hanno sono state condivise dagli altri sui social media, infermieri e non.

Circa 40.000 tra infermieri e ostetriche hanno intenzione di colpire per 24 ore mercoledì 30 gennaio.
Se la controversia rimane irrisolta, il 5 febbraio, il 7, il 12, il 13 e il 14 attueranno altri scioperi, di nuovo, come riporta Independent.ie

Qua il post originale ed il profilo Twitter dello speaker radiofonico. 

L'infermiere visto come missionario piuttosto che professionista, perché?

Troppe volte l'infermiere è visto come un "missionario" e questo punto di vista forse andava bene parecchi anni fa, quando si discendeva dalla Nightingale e la figura infermieristica era intesa come sottoposto agli ordini dei medici. 


Detto questo, di tempo ne è passato e fortunatamente per noi, ma di più per i cittadini, la nostra Professione ha fatto passi da gigante, in teoria l'infermiere può fare diagnosi, può gestire ambulatori, può (con i dovuti titoli) partecipare attivamente alla ricerca scientifica, quindi oggi è intesa come vera e propria PROFESSIONE. 


Ho scritto in teoria, perché in alcune realtà e mi dispiace dirlo, l'infermiere si trova relegato ad attività domestico alberghiere che ahimè non rispecchiano l'attuale infermieristica, per carità non si storce il naso davanti a certe cose, ma è giusto che il cittadino e l'utenza tutta conosca che non è di competenza infermieristica, professionalmente parlando in tutta Italia si lavora sotto organico e alcuni, anzi troppi colleghi lavorano in costante stress e con unità mancanti se a questo poi si aggiungono le responsabilità di chi dovrebbe garantire un adeguato numero di unità infermieristiche e ausiliare il puzzle è completo. 

Quello che state leggendo è stato anche legiferato dalla legge qui sotto:


In pratica con l'istituzione dell'Oss le attività domestico alberghiere non sono più di competenza infermieristica, ma l'Oss collabora con l'infermiere, in teoria. 

Continuo a dire in teoria, perché anche qui sulla carta o meglio per la legge, c'è scritto una cosa, mentre in molte realtà succede l'opposto, le Aziende non assumono Oss e utilizzano le unità infermieristiche come jolly. 


Esatto veri e propri jolly della sanità, in questo modo si lavora il doppio, da infermieri e da Oss, questo porta a quello che leggerete in basso, ma in pratica porta ad un'assistenza che può essere precaria, sott'organico, stressante e dannosa per tutti, cittadini compresi. 

Questo non vuole assolutamente giustificare gli episodi che ci vengono presentati ogni giorno in prima pagina, ma anzi vuole dare al cittadino uno strumento per chiedere quello che gli spetta, in Italia c'è il più alto tasso di rapporto infermerie - paziente 1:13, negli altri paesi, 1:6, in parole povere un infermiere che deve prestare assistenza a 13 persone è esposto a rischi di salute, ma ancor di più il margine d'errore è incrementato. 

Ora non sta a me cercare i colpevoli di questo e lungi da me fare politica, ma i continui tagli alla spesa sanitaria, così come l'istruzione, ha penalizzato il Sistema Sanitario Nazionale, una volta fiore all'occhiello di questo paese? 
In attesa di risposte concrete, il minimo che si possa fare e impegnarci costantemente e pretendere che qualcosa cambi. 

Da un paio d'anni l'infermiere è diventato quasi uno "strumento" politico, ma ad oggi si è visto ben poco, un cittadino poco informato sulla nostra professione, una professione che fatica a trovare il giusto posto nella sanità, ma soprattutto nella società e i professionisti stessi che, nel massimo sconforto vanno avanti perché credono in questa professione. 

Dalla mia esperienza all'estero sto imparando tanto e sarebbe bello partecipare come parte attiva al cambiamento che ci spetta, che gioverà al cittadino in primis e poi alla nostra professione. 

Quello che da anni gli infermieri italiani chiedono è "soltanto" un giusto riconoscimento professionale e sociale, questo può arrivare sicuramente con la costante formazione degli stessi, ma anche con una giusta "pubblicità" si deve arrivare al cittadino e informarlo che dietro ai sorrisi, all'empatia e le altre cose, vi sono professionisti, alla pari dei medici, dei radiologi e delle altre professioni sanitarie. 

Informare correttamente i cittadini è un dovere ed essere informati è un diritto. 



Percezione della figura infermieristica italiana, vista dall'estero.

Dal mio Articolo per NurseTimes. 

Alcune considerazioni del collega Antonio Caracallo, che lavora in una nursing home di Dublino.

Partendo dal presupposto che la figura infermieristica italiana, negli ultimi anni, fatica a trovare una collocazione sociale ed economica, mi duole dire che siamo a un punto di non ritorno. Il rapporto infermiere-paziente è disastroso ed è scientificamente dimostrato che un infermiere non può “gestire” più di un certo numero di pazienti. Non siamo nullafacenti, siamo il fulcro della sanità. La sanità italiana è una delle migliori al mondo, come dimostrano i premi vinti dai luminari e le tipologie di interventistica 2.0, ma la nostra professione resta ancora ferma.
Trasferirmi all’estero è stata una scelta dettata dalla precarietà e dalle spese di vivere da solo. Non me ne pento, ma resta il rammarico di vedere la mia professione calpestata e umiliata da chiunque abbia il diritto di parola: giornalisti che piazzano il titolo a effetto, salvo spiegare nelle colonne dell’articolo che “non era un infermiere”; un imprenditore che manda chi non ha voglia di studiare a fare l’infermiere; cariche infermieristiche che, invece di sostenerci, invitano all’umiltà e al sorriso.
Ultimo, in ordine cronologico, il test di ammissione alla Magistrale, col polverone alzato da una domanda che chiedeva l’angolo d’azione di una scopa, a trapezio per la precisione… Non vi nascondo che all’inizio ho riso. Poi, però, ho riflettuto e ho avvertito un senso di disgusto. Ho iniziato a pensare ai sacrifici fatti da studente fuori sede, con pochissimi soldi e le spese di una stanza condivisa, l’autogestione, le feste comandate saltate per quel lavoretto che mi faceva racimolare qualche spicciolo per pagarmi l’università dei miei sogni.
Mi rivolgo a chi non è infermiere e a chi lo sarà: non fatevi abbindolare dal prestigio che vi inculcano. Al primo anno mi insegnarono il rifacimento del letto, ma solo dopo scoprii che non era di nostra competenza. Nelle mie due esperienze lavorative, il rifacimento del letto e le cure igieniche erano affidate all’infermiere. E l’ho accettato, perché da precario non avevo scelta. Concorsi fatti e curriculum inviato senza successo, per non parlare di partite Iva con compensi da fame. Insomma, messo alle corde, sono partito per l’Irlanda, dove vivo tuttora.
Questo per dire che io ricordo bene i sacrifici fatti, e per questo mi da fastidio che molti colleghi accettino proposte ridicule, che minano la sicurezza dei pazienti e degli stessi infermieri. Lasciare la propria famiglia, gli amici, le abitudini non è facile. Mai nessuno dovrebbe essere “costretto” a lasciare la propria terra. Se però le condizioni sono queste, non c’è scelta. Combatterò insieme ai miei colleghi anche da lontano: imporsi è l’unica cosa che possiamo fare.

Chi di dovere ci ha voltato le spalle, offrendo solo un “contentino” economico, che nulla cambia. Anzi, getta benzina sul fuoco. Siamo diventati uno strumento politico e di sindacato. Ho sempre pensato che la politica dovesse restare fuori dagli ospedali, per evitare i soliti favori che ci hanno fatto vedere nel tempo.
Con questo articolo spero di riuscire ad aiutare chi ancora oggi non sa che fare: partire, non partire, iscriversi all’università, scegliere altro… Posso assicuravi che l’infermiere è la professione più bella del mondo, riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Non lasciatevi abbattere. Denunciate e mettete per iscritto ciò che non va, rivolgendovi a chi di competenza per fare chiarezza.
Abbiamo le armi per andare avanti, la capacità intellettuale e la forza per fare meglio. Non facciamoci la guerra tra noi; non serve a nulla, se non ad alimentare polemiche sterili. Chiediamo solo rispetto dai cittadini, ma prima ancora dalle istituzioni, che promettono e ripromettono sempre le solite cose. Se un neolaureato esce dall’università già stanco, avvilito e demotivato, bisogna porsi alcune domande. Alle quali, prima o poi, qualcuno dovrà rispondere.
Antonio Caracallo per NurseTimes. 

il mio amico e collega Federico ci spiega perché ha scelto l'Irlanda e come si trova

In questa breve intervista Federico ci spiega come si trova a Dublino e perché ha scelto di trasferirsi all'estero. Laureati insieme nel 2016, ci siamo ritrovati qui a Dublino.  


Ciao Federico, allora presentati al pubblico...


Ciao mi chiamo Federico e vivo a Dublino da ormai più di due anni. 
La mia esperienza inizia nel Marzo del 2016 quando appena laureato in infermieristica a Roma, presso l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, presso la sede ASL RM2 (ex ASL ROMA/C). 



Perché l'estero e perché proprio Dublino?



Finita la laurea, io e la mia ragazza, forti l’uno dell’altra, abbiamo deciso di provare questa nuova esperienza,  puntando su noi stessi invece di tentare quella che sembrava fortuna nei vari e ristrettissimi concorsi che venivano fatti, quindi dopo aver deciso la meta, partimmo per Dublino.

In molti mi hanno chiesto perché Dublino? Posso dire che sostanzialmente  i motivi che ci hanno portato in quest’isola sono stati due, uno più valido dell’altro:

Il primo è stato perché in Irlanda non volevano la certificazione IELTS per l’iscrizione all’albo infermieristico irlandese, al contrario di quello inglese è questo ha reso più facile l'inizio.

Il secondo in quanto ci eravamo prefissati di  studiare per un paio di mesi, Dublino con l’euro sembrò molto più conveniente.


Dove lavori e di cosa ti occupi?



Attualmente, lavoro in uno degli ospedali privati principali di Dublino, il Mater Private, dove sono entrato grazie ad un programma che si chiama New grudates program, che in parole semplici non è che un programma che permette ad un’infermiere, con poco o nulla esperienza lavorativa, di ruotare in un anno in tre diversi reparti, precedentemente scelti. 

Terminate le tre rotazioni si ha l'opportunità di scegliere in quale dei tre reparti iniziare.

In questo periodo sto ultimando la mia seconda rotazione nel reparto di ortopedia dove ci occupiamo principalmente di protei di ginocchia, femori ed infine tutto ciò che è incluso nella chirurgia spinale.

Il rapporto tra infermiere paziente è di 1 a 5 più l ausilio di OSS sul piano che possono variare di numero in rapporto al livello di dipendenza del reparto (es: numero di post operatori).

Lo svolgimento del turno in se per  è un po diverso rispetto a quello che siamo soliti vedere in Italia, si incomincia generalmente alle 7:30am per prendere le consegne dei paziente che ti sono stati assegnati, ai quali dovrai pianificare processi clinici diagnostici e interventistici tramite il team multidisciplinare medico e sanitario che assieme a te partecipa ai piani di cura del paziente.

 Per quanto invece riguarda le competenze infermieristiche possiamo dire che la laurea, al contrario che da noi, non ti qualifica direttamente allo svolgimento di tutte le competenze infermieristiche per esempio:
cateterismo vescicale maschile vietato dalla legge 
inserimento di cannule periferiche (dopo corso di specializzazione)

Questo però non significa che l’infermiere può fare “meno cose” ma al contrario possiamo ambire ad un elevato livello di indipendenza professionale se adeguatamente supportata da percorsi di specializzazione, che non devono necessariamente essere intesi come master, ma anche più semplicemente corsi di una sola giornata, come accade per il posizionamento di cateteri venosi periferici.


Turnazione di 12 ore?



Tasto dolente! La turnazione in quasi la totalità delle strutture pubbliche e private sono di 12h-13h ( turno diurno), 11h-12h(turno notturno), questo può essere percepito come follia, ma subito dopo, se penso, che lavorando 13h in un giorno  lavorerò un totale di circa 14-15 giorni in un mese, penso “is 
not too bad”.


Inoltre, la giornata lunga, a mio parere, facilita sia la continuazione del processo assistenziale e quindi permette una migliore pianificazione clinica per il paziente e facilita l’organizzazione della vita personale di tutto lo staff, non solo per noi infermieri.

Ovviamente non stando in Italia, sto in Irlanda quindi dal punto di vista di pause possono risultare più rigidi e forse anche meno umani (ride), questo vuole significare che in una giornata di 12h-13h hai circa 30min durante la mattina, 45-1h a pranzo ed infine 30 min nel pomeriggio.
Le pause non sono retribuite, per la stragrande maggioranza dei casi.


Torneresti in Italia?


Non so se tornerei in Italia o no in questo periodo, in quanto qui in poco tempo sono riuscito a stabilire tutte le base che spesso vedo raggiungere a fatica da molti neolaureati in Italia: come ad esempio pagare un affitto per una casa tutta mia, una  gratificazione professionale, e per che no, un pò di gratificazione economica non guasta mai.

L’unico motivo che veramente mi tiene in Irlanda è la considerazione professionale che c’è in questo paese di noi infermieri, quindi spero sempre che le cose possano cambiare anche da noi e poter tornare, un giorno a poter esercitare la mia professione nel mio paese.


Ad oggi come giudichi la tua scelta?



Dovendo, dare un giudizio finale considerando pro ed i contro, le aspettative e le realtà, posso dire che sono ancora molto contento della scelta intrapresa ormai due anni fa, come infermiere e soprattutto come neolaureato.
VOTO finale 8/10.


Cosa consiglieresti a: Nuova Matricola, Neo Laureato, Infermiere in cerca di impiego.



Per quanto riguarda consigli per una nuova matricola non potrei che consigliare di divertirsi e allo stesso tempo impegnarsi il più possibile durante quelli, che saranno gli anni attraverso i quali, si gettano veramente le basi per il futuro.

Per un neolaureato ho da dirgli giusto IN BOCCA AL LUPO! A parte gli scherzi vi consiglierei di perseguire con tutti gli sforzi per raggiungere il vostro reparto del cuore, ma soprattutto se non trovate vicino casa non abbiate paura di provare un esperienza da qualche altra parte.


Infine, ad un infermiere in cerca di lavoro darei più o meno lo stesso consiglio del neo laureato, ma sinceramente non mi sento molto adatto siccome non ho per così dire neanche provato a cercare lavoro in Italia…..

Grazie del tuo tempo Federico. A presto.

Se vuoi leggere anche la mia esperienza leggi qua:
Parte 1 e Parte 2


Per non perdervi ulteriori aggiornamenti iscriviti al mio blog Vi ricordo che potete seguirmi anche su Instagram cliccando qui: 
Antonio Caracallo


Notte e smonto, consigli e suggerimenti su come sopravvivere.

Bentrovati amici, quando si smonta dalla notte, si ha sempre quella sensazione di essere a metà strada tra il coma e il sonno, allora secondo voi quali potrebbero essere i consigli e/o i suggerimenti per affrontare lo smonto notte, in serenità ?  

Come accennato nei miei precedenti articoli, i miei turni qui a Dublino si basano sulle dodici ore, il turno di notte uguale, con la particolarità che puoi fare fino a 3 notti consecutive. 



"Le prime volte erano un vera e propria sofferenza, dopo la seconda il coma era lo stato che si avvicinava di più alla tua reale condizione, ma col tempo e con qualche accorgimento, sono riuscito a sembrare una persona "normale" allo smonto della terza."







È buono specificare che la mole di lavoro è diversa rispetto al mattino, ma sono sempre due - tre notti di fila, specificato questo, anticipo anche che dopo 3 notti sono previsti dai 2 ai 4 giorni di smonto. 

In questo link puoi trovare, nel dettaglio come si svolge la giornata infermieristica "tipo"

La mia esperienza da infermiere parte 2

Fatta questa sorta di premessa, iniziamo col dire che il turno di notte inizia col momento delle consegne, in questa parte è molto importante ascoltare, ovviamente, i colleghi e delegare gli HCA nel caso in cui si ha la necessità di raccogliere campioni di urine o nel caso in cui un residente (paziente) necessita di un monitoraggio a "vista" di 15/30 minuti.

Una volta ultimate le consegne, si passa al momento della terapia.
Come accennato nell'articolo precedente, la terapia nella Nursing Home dove lavoro si basa su: terapia orale, topica, inalatoria e sottocutanea.

Di notte l'infermiere gestisce circa 25 residenti che fanno terapia su 30 ed una volta terminata si riassetta il tutto e si riforniscono i carrelli per i colleghi del mattino.

Una volta finito, si va in break, di notte si hanno due break di mezz'ora l'uno.
Io di solito, quando ci riesco, mangio prima di andare in break e utilizzare i due break per "riposare"

Nel mezzo di break, si ha un pò di burocrazia da gestire, come per esempio, le scale di valutazione e i piani d'assistenza. Le scale di valutazione e i piani di assistenza si compilano all'ingresso del nuovo residente e si aggiornano rispettivamente ogni 4 mesi e 1 mese, ovviamente si modificano anche in base ai cambiamenti in corso di degenza.


La notte, penso come per tutti noi, sembra infinita, ci sono residenti che chiamano per ricevere assistenza, tu fai il tuo lavoro ecc. Io di solito, bevo caffè, coca cola o thè caldo, fino alle 3 più o meno, dopo nulla.

Trovare una posizione comoda, mentre si scrive al computer è importante, permette di riposare prima la schiena e poi gli occhi, ovviamente questo è qualcosa che aiuta anche il corpo a sentire meno la fatica.

Arrivate le 8 di mattina, si danno le consegne, si riporta il tutto e si va a casa. Per ora utilizzo il Bus o  il taxi.

Arrivato a casa, faccio una doccia, faccio colazione e porto fuori il cane, intorno alle 10:00 vado a letto e cerco di dormire fino alle 14:30, poi una volta pranzato, ritorno a dormire fino alle 17:00.

Una volta "sveglio" preparo l'eventuale cena e per le 18:30 scendo per ritornare a fare la seconda notte. Devo dire che il più delle volte mi sento riposato, ora non lo so voi che metodi o consigli avete da darmi, ma se vi va potete scriverlo nei commenti.

Mi rendo conto che per i colleghi che hanno una famiglia è leggermente difficile, sarei curioso di sapere come gestite questa situazione.






Arrivo introno alle 19:30 in questo modo, con calma, preparo il caffè scambio una chiacchiera con qualche collega e si incomincia una nuova notte.



E tu, come affronti la tua notte? 










Per non perdervi ulteriori aggiornamenti iscriviti al mio blog Vi ricordo che potete seguirmi anche su Instagram cliccando qui: 
Antonio Caracallo









Turno da 12 ore possibili Pro e Contro di questa turnazione

Bentornati, in questo articolo vi voglio spiegare, più nel dettaglio, la turnistica attiva in Irlanda, vi parlerò in prima persona sui vantaggi e gli svantaggi di lavorare 12 ore.


Nella mia realtà attuale, ovvero la Nursing Home sono attivi i turni di 12 ore, cosi come in tutta la maggior parte del comparto sanitario, fatta eccezione per alcune realtà ambulatoriali.

Attualmente riesco ad avere una turnazione "fissa" che arriva fino ad un mese e mezzo, cosi da riuscire a gestire e programmare eventuali impegni.

Partiamo col dire che lavorando dodici ore al giorno si raggiunge prima il numero di ore contrattuali, questo permette di lavorare circa 14 giorni al mese. Ma quali sono i pro ed i contro di questa turnazione ?

Il turno di mattina inizia alle ore 8.00 e termina alle ore 20.00, quello della notte dalle 20.00 alle 8.00.

Tra i due turni un'ora di Break, nel quale si è "liberi" per riposare la mente. Un'ora è il minimo in altre realtà è possibile avere anche fino ad un'ora e mezza.

"Struttura che vai, break che trovi."

VANTAGGI  

I vantaggi di una turnazione di dodici ore possono essere quelli di lavorare meno giorni, per esempio nella mia turnazione attuale si ha un week end libero ed uno lavorativo, di solito i giorni sono divisi in una settimana da quattro giorni (LUN-MAR SAB-DOM) ed una settimana da tre giorni (MER-GIO- VEN).

Diciamo che questa è una base, poi ovviamente ci possono essere cambiamenti, quali cambi turno o cambi fatti dai manager in vista di eventuali malattie, training o esigenze varie. 

Un altro vantaggio è legato appunto al fatto che lavorando pochi giorni al mese, si possono organizzare viaggi senza usufruire delle ferie, questo è importante perché si possono utilizzare le ferie per un viaggio di piacere (15/20 giorni) e utilizzare i propri giorni off, magari chiedendo un cambio, per tornare in Italia o fare qualcos'altro.
La turnazione di 12 ore mi ha aiutato tanto, specie quando iniziando da HCA (Health Care Assistant) dovevo incrementare il mio inglese prima di iniziare da NURSE.

Il vantaggio di avere un turno "lungo" ti permette di organizzare, parte della tua giornata, anche se chi è infermiere lo sa, non è sempre facile organizzare la giornata, ci sono cambiamenti continui, ma con questo turno, difficilmente si resta indietro con il lavoro.

Una giornata normale si compone di: consegne, momento nel quale è presente tutto lo staff, cosi da condividere tutte le informazioni necessarie, dopo questo c'è il momento della terapia e delle medicazioni, prettamente nella Nursing Home si gestisce terapia orale, topica ed inalatoria. 


Cinque giorni a settimana ci sono dei medici che arrivano e previa consultazione, visitano i residenti, per poi valutarne il decorso, in questo passaggio infermiere e medico, discutono delle migliori strategie da attuare per ottimizzare l'assistenza del residente. 

Un vantaggio che mi è stato suggerito durante un confronto è stato quello di avere una continuità di cura, cioè se io faccio i miei 3 turni di mattina, esempio Mercoledì, Giovedì e Venerdì ed il collega della notte uguale, ci passeremo informazioni precise per i tre giorni.

Queste informazioni poi, verranno riportate allo staff del giorno dopo e cosi via.

Tra i tanti vantaggi di questa turnazione, ci sono le ferie, circa 6 - 8 settimane, che ti restano intatte, se si utilizzano i giorni off con qualche cambio.


Visti i vantaggi, passiamo ad osservare quali potrebbero essere gli svantaggi.


SVANTAGGI

Gli svantaggi che si possono incontrare in questa turnazione sono per lo più legati alla stanchezza delle prime volte, magari si passa da un turno di 6/7 ore ad uno di dodici, all'inizio anche per me che in ambulanza facevo solo ed esclusivamente le 12 ore, non è stato semplice. 

Anche mentalmente non sembra facile, perché ci sono molte informazioni da ricordare, ma con calma e uno strumento che non passa mia di moda (carta e penna) si sistema tutto e non si dimentica niente.

Una conseguenza di questi svantaggi, può incidere sull'andamento della struttura? NO 

Almeno per quello che vedo, le strutture funzionano molto bene e almeno per me, non ci è voluto tanto per abituarmi alle dodici ore. 

Ho avuto modo di confrontarmi anche con altri colleghi, che lavorano o che hanno lavorato su questa turnazione e devo dire che i vantaggi e gli svantaggi sono veramente simili.

Ho anche letto di una collega che addirittura faceva quattro notti di fila, cosa veramente assurda, ma come anticipato ogni struttura adotta una turnazione a sé.


Questo breve articolo è giunto al termine.



Come sempre se hai trovato interessante questo argomento fammelo sapere commentando il post.

Se vuoi saperne di più, clicca sui link qui in basso:


La mia esperienza da infermiere parte 2




Per non perdervi ulteriori aggiornamenti iscriviti al mio blog Vi ricordo che potete seguirmi anche su Instagram cliccando qui: 
Antonio Caracallo



Aeroporto di Dublino, cosa sapere e come arrivarci.

Bentrovati amici, quest'oggi vi parlo dell'Aeroporto di Dublino, aperto ufficialmente il 19 Gennaio del 1940 ed inaugurato con il volo Dublino - Liverpool, ad opera di quella che ancora oggi è la compagnia di bandiera, Aer Lingus; 

L'aeroporto di Dublino ad oggi registra circa 23 milioni di passeggeri all'anno.

Unico aeroporto della città è il più trafficato dell'Irlanda ed è anche "meta" di scali che volano oltre Europa.

Composto da due terminal, l'aeroporto di Dublino, vanta una struttura che richiama la forma di un transatlantico, forma che gli ha permesso, nel corso degli anni, di vincere alcuni premi, tra cui il "Triennial Gold Medal" della Royal Hibernian Insitute. 


Il Terminal 1 è utilizzato per i voli Europei, mentre al Terminal 2 arrivano i voli Intercontinentali.

Arrivare in aeroporto è molto semplice, l'aeroporto dista circa 10 km dal centro città e può essere raggiunto in macchina, in bus o in taxi (consigliato se si arriva a Dublino sul tardi e non si vuole aspettare il pullman notturno).

TAXI

Partiamo dai TAXI, in media un taxi costa dai 25/30 euro prendendo in considerazione una tratta che va dal centro città all'aeroporto, per utilizzare un taxi che dall'aeroporto ci porti in città è possibile trovarli all'estero del terminal. 

Per arrivare all'aeroporto, invece è possibile utilizzare un'applicazione per prenotare un taxi o aspettare che ne passi uno libero, prenotare un taxi è consigliato se si deve raggiungere l'aeroporto di notte.

BUS

Per arrivare all'aeroporto ci sono molte compagnie che partono e arrivano dall'aeroporto, sotto la foto ufficiale delle compagnie che servono l'aeroporto. I prezzi possono variare, ma si può arrivare ad un massimo di 12€.
Foto presa dal Sito ufficiale dell'aeroporto.

Ovviamente è possibile risparmiare qualcosa prenotando prima il ticket. 
Nel link in fondo troverete maggiori informazioni sui mezzi di trasporto e sulle applicazioni utili per muoversi a Dublino, che sia per qualche giorno o per un periodo più lungo.


LEGGI ANCHEMezzi di Trasporto.

AUTO

Raggiungere l'aeroporto di Dublino con l'auto è semplice, come detto dista dal centro città circa 10 km è possibile arrivarci con le due autostrade M50 e M1.

Come in tutti gli aeroporti è possibile parcheggiare all'interno o sostare per pochi minuti solo per accompagnare/prendere qualche amico o parente. 

Seguendo le opportune indicazioni si potrà arrivare al terminal interessato e dal lato delle partenze o degli arrivi. 

Il parcheggio è disponibile per piccoli o lunghi periodi, utilizzando il link è possibile anche formulare un'eventuale preventivo.

Le compagnie aeree che operano sono varie, ma le due irlandesi sono: Aer Lingus e Ryanair, della prima vi ho già accennato qualcosa è la compagnia di bandiera e vola da e per Dublino anche dagli USA.

Ryanair è la compagnia irlandese, low cost, conosciuta in tutta Europa, appunto per questo copre Irlanda ed Europa.

In questa pagina potete controllare le altre tratte raggiunte e le compagnie: Nuove destinazioni.

NEGOZI E RISTORANTI

Come tutti gli aeroporti, anche quello di Dublino, ha una serie di negozi e ristoranti nei quali comprare cibo o regali prima di imbarcarsi per il volo.

Si dividono, ovviamente, tra quelli che si trovano prima dei controlli e quelli che si possono trovare una volta effettuati i controlli di sicurezza.

Shop Terminal 1: Spiccano tra i tanti: Pandora; Boots e SuperDry. 

Ristoranti Terminal 1: Anche qui si possono notare famosissimi brand come: McDonalds, Burger King o Starbucks ma anche Chopped, Puro Gusto e Butlers Chocolate Cafè, made in Ireland.

Shop Terminal 2: Spar e WH Smith.

Ristoranti Terminal 2: Nel Terminal 2, come nel Terminal 1 troviamo Burger King, qualche ristorante a marchio irlandese come: Harvest Market e Irish Meadows e il marchio Made in Italy Lavazza.

NOLEGGIO AUTO

Noleggiare un auto a Dublino, vi renderà autonomi ed una volta arrivati all'aeroporto, troverete i punti delle aziende che noleggiano auto, cosi da chiedere per costi e informazioni in genere. 

Vi anticipo che i documenti necessari sono: Patente di guida, anche se si guida dal lato opposto, va bene; carta di credito e documento di riconoscimento. 

Una volta firmato il contratto di noleggio, all'interno dell'aeroporto ci saranno le navette della compagnia scelta che in più o meno 5 minuti, vi accompagnerà per ritirare l'auto.

Ovviamente prima di lasciare l'aerea ho 2 consigli per voi:

1) controllare eventuali danni interni ed esterni, cosi da farlo presente nell'immediato.
2) se possibile fate una paio di giri nel parcheggio, con la guida a sinistra, non è facile abituarsi subito.

Alla consegna, ricordatevi che se avete optato per l'opzione PIENO-PIENO bisogna, appunto fare il pieno di carburante prima di riconsegnare l'automobile.
  
Per un'eventuale preventivo è possibile utilizzare questo Rental Cars, cosi da avere una panorama sui costi e sulle compagnie di noleggio presenti a Dublino.


APP

Nell'era della tecnologia, anche l'aeroporto di Dublino è dotato di un'applicazione, con la quale è possibile seguire in tempo reale lo stato dei voli, prenotare un parcheggio, cercare uno sportello ATM per prelevare ecc. 

Possibilità di connettersi anche al sito Skyscanner per eventuali viaggi ed è anche possibile acquistare prodotti e ritirarli direttamente all'aeroporto, prima della partenza.

Ben fatta, intuitiva e funzionale, molto utile.

Apple e Google Play


Se l'articolo vi è piaciuto lasciate un commento ed iscrivetevi al blog.

Grazie a tutti e alla Prossima. 

Per non perdervi ulteriori aggiornamenti 

Vi ricordo che potete seguirmi anche su Instagram cliccando qui: 

Antonio Caracallo


L'infermiere & La morte

"Siamo infermieri e nessuno ci insegna come affrontare il decesso è scritto nelle teorie, nei libri, ma è totalmente differente."

Citando il dizionario Treccani, la morte è la cessazione di tutte le funzioni vitali, di un uomo, un animale e di qualsiasi organismo vivente o elemento costitutivo di esso.

Chi è infermiere lo sa che la morte farà parte del nostro lavoro, sempre. Allora come approcciarsi è possibile rimanere impassibili davanti a questo evento? 

Ho iniziato a lavorare nel settore sanitario nel 2010, ero soccorritore, in ambulanza poi dopo una volta diventato autista di 118 è stato totalmente diverso, era una continua corsa contro il tempo, ogni turno cercavamo di anticipare la morte. 

Certe volte eravamo primi ed altre, ahimè secondi, una corsa che nessuno vorrebbe perdere, inizi a maledire il traffico, maledici te stesso perché forse potevi correre di più, ma la verità alla fine del turno era una sola, tu hai provato a correre e a fare del tuo meglio, ma la lei, la morte era già lì ed ha vinto. 

Questo è quello che mi ha accompagnato per quasi 6 anni, da autista, prima  e  da infermiere dopo, stando su strada si ha a che fare con molteplici dinamiche, incidenti stradali e domestici, accidenti neurologici, arresti cardiaci, omicidi/suicidi. 

Perché per natura l'anziano finisce i suoi giorni e il giovane continua per i propri, ma quando la natura si capovolge è complicato, diventa tragico quando devi dire ad una mamma che il figlio venticinquenne, non è sopravvissuto all'incidente, aveva il casco, non correva, "colpa" soltanto di una fatalità, il conducente dell'auto non ha segnalato l'intenzione di svoltare... 

Chi lavora sul territorio, sa che deve far fronte a molteplici dinamiche e che 1 minuto può fare la differenza, tra la vita e la morte. 

Ad Ottobre 2016 ho iniziato a lavorare in Ospedale, in Oncologia di preciso, in quell'anno ho imparato tanto, dal punto di vista clinico, ma ancora di più dal punto di vista umano.

Lavorare in Oncologia è un'esperienza strana, perché ti rende felice e triste allo stesso tempo. 

Felice perché sai di essere al fianco del paziente che inizierà un percorso duro e lui sa di poter contare su di te; triste perché quando vedi che quel paziente non ce l'ha fatta, ti ripeti che tu c'eri al suo fianco, l'hai supportato, l'hai aiutato, ma il rammarico resta. 
Gabriel García Márquez scrisse:

“Ognuno è padrone della propria morte e l’unica cosa che possiamo fare, arrivato il momento è aiutarlo a morire senza paura né dolore.”

In questi casi possiamo fare solo questo, accompagnarlo alla fine dei suoi giorni e cercare di alleviare tutte le sue sofferenze.

Come accennato prima, l'infermiere si accosta alla morte in ogni circostanza, basti pensare agli infermieri che lavorano, sul territorio, agli infermieri in pronto soccorso, rianimazione e terapia intensiva, sala operatoria, oncologia e anche agli infermieri pediatrici, che lavorano con neonati o bambini, che tante volte non capiscono quello che sta o potrebbe accadere.

Questo carico emotivo, viene sempre superato?

Citando ancora una volta il dizionario Treccani, l'empatia è la capacità di porsi nella situazione dell'altra persona o più esattamente comprendere immediatamente i processi psichici dell'altro.

L'infermiere è la prima persona che il paziente incontra una volta giunto in ospedale, si noi siamo quelli che vi rompiamo le scatole, con mille domande, le allergie, il consenso e tanto altro ancora :-)

Essere dotato di empatia, fa si che il rapporto infermiere - paziente, si basi sulla fiducia, il paziente oltre a sapere di aver avanti un professionista, deve sapere anche che noi riusciamo a capire la sua attuale situazione.

Una domanda però sorge spontanea, nel momento in cui quel paziente arriva alla fine dei suoi giorni e noi siamo stati, lì al suo fianco, la nostra empatia può diventare un'arma a doppio taglio?

Per esperienza personale, almeno per me lo è stato, pur sapendo che si stava avviando ad essere un paziente terminale, non lo accetti e ti poni delle domande, domande a cui ovviamente non puoi dare risposte.

Quando si arriva a quel momento, l'unica cosa che possiamo fare e accompagnarlo con dignità e rispetto, principi fondamentali, a mio avviso, della nostra professione.

Come ho scritto all'inizio, siamo infermieri, assistiamo il paziente, rincuoriamo la famiglia, ci mettiamo nei panni loro per capire la situazione e cercare di fare del nostro meglio.
Ma certe volte, certi vestiti, vanno così stretti che possono soffocarti.

Se ti va di raccontare la tua esperienza, commenta questo post o inviami un messaggio.


Se l'articolo vi è piaciuto lasciate un commento ed iscrivetevi al blog.

Grazie a tutti e alla Prossima. 

Per non perdervi ulteriori aggiornamenti 

Vi ricordo che potete seguirmi anche su Instagram cliccando qui: 

Antonio Caracallo

Perché Londra appare affascinante agli occhi di un turista?

Londra, capitale del Regno Unito e forse capitale dello Street Food europea, ospita circa 8 milioni di persone, di cultura, religione e razza diversa. 

In giro per la città è possibile ricostruire i secoli di storia, nei quali Londra si è affermata e continua ad affermarsi una delle città più evolute in Europa.

La prima cosa che salta agli occhi, una volta arrivati in città e il mescolarsi del vecchio e del nuovo, per questo è possibile ammirare palazzi con duecento anni, vicino a costruzioni in vetro ed acciaio, appare mastodontica per le dimensioni delle costruzioni. 

Camminando nella city, poi, è possibile imbattersi in variegate personalità, turisti, punk, impiegati e lavoratori e mendicanti. 

Perennemente affollata, da decenni ormai, Londra è meta di turisti e di lavoratori, che lasciano il proprio paese per cercare un nuovo lavoro o come capita, alcune volte, in tanti arrivano per studiare e poi ci restano. 

Street Food e Market.

Per gli amanti dello Street Food come me, Londra riserva dei fantastici Market, nei quali è possibile incontrare molteplici varietà di culture culinarie, dal dolce al salato, dalla limonata al cappuccino, dal cinese al tailandese ecc. 

Camden Market

Insomma se siete amanti dello Street Food e alla continua ricerca di sapori nuovi, non potete non visitare almeno uno di questi market:
Camden Market
Borough Market 
Smithfield Market 
Greenwich Market
Portobello Market
Questi sono solo alcuni dei Market che potreste e dovreste visitare, una volta arrivati a Londra.








Il piatto tipico che potreste assaggiare il famoso Fish&Chips, ma non delude nemmeno un "semplice" panino con salsiccia, formaggio e cipolla, ovviamente c'è una scelta vastissima di alimenti. 
La cosa sicura è che oltre all'imbarazzo della scelta, vi perseguiterà il rimorso di voler mangiare altro.

Greenwich Market.

Tower Bridge




















Cose da Vedere

Le tappe da fare a Londra sono tante e se vi interessa la storia, potete leggerla in giro per la città, ma una visita fondamentale, resta visitare la Torre di Londra, in quel castello, c'è un pezzo di storia inglese ed è possibile anche ammirare i gioielli della regina. 
Visita che vale la pena fare, meglio ancora se accompagnata da un audio guida. Torre di Londra e Tower Bridge sono vicini. 

Trafalgar Square racchiude un pezzo di storia, imponenti statue commemorative rendono omaggio a chi ha contribuito alla Londra moderna. 

Buckingham Palace non ha bisogno di presentazioni, residenza ufficiale del sovrano del Regno Unito, merita sicuramente di essere vista. 

Big Ben l'immenso orologio che domina Westminster è l'inequivocabile segno di Londra, quattro faccia che guardano altrettanti lati della città.

Greenwich è un borgo reale, che ha dato i natali a molti componenti della famiglia reale dei Tudor, qui è possibile visitare l'osservatorio ed ammirare il meridiano omonimo, che appunto passa in questa zona.

Completano l'opera, per una visita veloce: London Eye e Piccadilly Circus

La prima è l'ormai famosa, ruota panoramica che permette di vedere Londra dall'alto; la seconda ospita un incrocio, nel quale vi è un immenso schermo gigante, questa zona è punto di ritrovo per tanti, vista anche la presenza della fermata della metro omonima.

Parchi

Per gli amanti della natura, Londra al suo interno raccoglie molti parchi, nei quali è possibile passeggiare, fare yoga, joking o semplicemente sedersi e godersi un momento di relax.
  • Regent's Park - ospita lo zoo di Londra.
  • Green Park - ospita sentieri secolari ancora percorribili.
  • Hyde Park - ospita la fontana in memoria di Lady D.
  • Kyoto Garden - Giardino giapponese.

Mezzi di trasporto

I mezzi di trasporto sono vari, oltre ai classici Bus a 2 piani, vi imbatterete sicuramente nei caratteristici Taxi, ma la rivoluzione "datata" ed in continua evoluzione e Il Tubo

Se osserviamo un attimo i numeri, possiamo immaginare il perché: 

la rete metropolitana è la più antica del mondo e la più estesa del mondo, si stima che sposta più o meno 28 milioni di persone l'anno, con 11 linee e più di 450 stazioni, raggiunge una lunghezza che supera di poco i 400km, e con i suoi 155 annidi storia, resta la metropolitana più efficiente. 



Anche se la foto non rende le giuste misure, possiamo capire, osservando i colori, le varie linee che si intrecciano tra di loro. Alcune stazioni si trovano a circa 20 metri di profondità. Questo per dare un'idea del lavoro fatto per renderla efficiente oggi.

La città è attraversata dal fiume Tamigi che nei secoli scorsi ha rappresentato, per la città una valida tratta commerciale. 

Sicuramente per chi vive a Londra, ci saranno cose che non vanno o cose che dovrebbero essere migliorate e/o ampliate, ma agli occhi di un turista che arriva a Londra per la prima volta, sembra affascinante e ricca di opportunità.





Se l'articolo vi è piaciuto lasciate un commento ed iscrivetevi al blog.

Grazie a tutti e alla Prossima. 

Vi ricordo che potete seguirmi anche su Instagram cliccando qui: 


Antonio Caracallo



“Casinò Online fantastici e dove trovarli.”

Come trovare il Casinò Online per scommettere ?

“Casinò Online fantastici e dove trovarli.”

Ad oggi scommettere Online è diventato veramente semplice, sicuro e soprattuto divertente, senza contare gli eventuali bonus, che non si trovano nella classica ricevitoria.

Ma se ti chiedi come trovare il sito, questa guida ti aiuterà a farlo.

Bene come detto nell’articolo precedente, ad oggi esistono molti Casinò Online, sicuri, veloci e che tante volte offrono un’ottima esperienza, oltre che dei bonus; la prima cosa da fare è accertarsi che il Casinò Online per il quale si vuole registrare sia a norma AAMS (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) questo per garantire una maggiore sicurezza agli scommettitori. 
Va da sé il fatto che dobbiate essere maggiorenni per poter giocare e ovviamente registrarvi. 

Bene nell’era di Internet è molto semplice trovare un casino Online, basta scriverlo ed usciranno migliaia di risultati, ma per scegliere un casino Online sul quale scommettere e bene sapere che, una volta verificato che sia a noma AAMS, bisogna anche capire cosa ci offre. 

Quasi tutti i Casinò offrono un bonus di benvenuto e ulteriormente di volta in volta offrono dei bonus su vari match, ma è anche bene sapere che ogni Bookmaker, cioè colui che imposta le quote, può offrire quote diverse anche se si parla degli stessi eventi.

Per avere una panoramica puoi seguire questa lista di comparazione quote molto utile e nel caso in cui decidessi di iscriverti ad uno di questi, puoi anche valutare quale Casinò Online offre il bonus più alto. Scegliere un Casinò con quote più alte rispetto ad un altro e un modo per riscuotere una vincita più alta. 



Quindi se ti chiedi come trovare un Casinò Online, oltre a saper usare internet questa guida ti aiuterà a scegliere quello giusto.

L’interfaccia dei siti è molto simile e semplice da usare, ma un’altra caratteristica, che può  sembrare poco è la funzionalità delle App, sappiamo che ormai tutti usiamo un’app per qualsiasi cosa, ma in questo caso un’app che funziona bene, fa la differenza. 
Per esempio se dovesse chiudersi, durante una vostra scommessa, magari su un evento Live, potreste perdere l’occasione per vincere. 

Quindi, prima di sottoscrivere un contratto e successivamente iniziare ad utilizzare quel Casinò Online, potete testare le varie App, cosa da avere una maggiore sicurezza e godervi la vostra esperienza. 

Ovviamente ogni Casinò e diverso dall’altro, questo per interfaccia, per offerta di scommesse e via dicendo, ma è importante sapere che è possibile scegliere il Casinò in base alle proprie esigenze. 

Inoltre il nostro sito vi aiuterà anche a scegliere quale Casinò si adatta alle vostre scelte, non tutti i Casinò Online offrono le stesse quote e se siete amanti del gioco Live è meglio scegliere un casino che offra quote alte. 

Riguardo il gioco Live è possibile scegliere tra più Casinò cosi da avere una maggiore scelta di scommesse e quote più alte. 

Se sei un appassionato, questa guida sarà molto utile. 

Trova Casinò Online è stato creato proprio per aiutare i neofiti ed esperti di Casinò Online a trovare quello giusto in base alle proprie  esigenze di gioco. Ad esempio, se cerchi il miglior Casinò Online per Scommesse Sportive, non dovrai fare altro che visitare Trova Casinò Online, scegliere la categoria Scommesse Sportive e premere il tasto TROVA per avere la lista dei migliori per scommesse sportive. 

Lo stesso procedimento, se cerchi il Casinò Online per giocare con croupier dal vivo, per giocare alle slot machine o in base al miglior bonus di benvenuto.



Abbiamo visto che per essere un buon Casinò Online deve:



  1. . Essere a norma AAMS.
  1. . Avere dei buoni bonus , non solo di benvenuto.
  1. . Quote alte.
  1. App ben funzionante.






Vi raccomando sempre di giocare responsabilmente, trovare un Casinò Online è un modo semplice, ma bisogna essere attenti.


GIOCA RESPONSABILMENTE ED HAI GIÀ VINTO.




Noi Siamo Pronti


Bologna 2015, con il nome "Noi Siamo Pronti" nasce un movimento, anzi è meglio dire il movimento.

Un movimento che nasce ad opera di infermieri che in seguito, ad una delle tante diatribe scoppiate tra medici ed infermieri su competenze specialistiche, si sono stufati di essere etichettati come mero esecutori dei medici. 

Dal sito Noi Siamo Pronti
Nato dapprima con un semplice hashtag di protesta, in poco tempo ha raccolto numerosi consensi in Italia e all'estero, merito del movimento, la totale voglia di un cambiamento, cambiamento che parte dai colleghi con molti anni di esperienza ed arriva fino ai futuri colleghi, che anche se ancora iscritti all'università hanno le idee ben chiare. 

Oltre alla figura infermieristica, ci sono anche altre professioni sanitarie, raccogliendo così numerosi consensi. 

"Dopo oltre 15 anni di crescita professionale, studi, master ed esperienze gli infermieri e le altre professioni sanitarie dichiaravano di essere pronti. Pronti per un’evoluzione professionale non più rinviabile. Pronti per lavorare in equipe. Pronti per cambiare il sistema. Pronti per rispondere ai bisogni del cittadino."  clicca qui !


 Attraverso questo movimento e la partecipazione continua di colleghi ed altre figure sanitarie, il movimento punta ad evitare un demansionamento, che alle volte per carenza di personale o per una qualsiasi disorganizzazione, sottrae tempo prezioso che potrebbe essere utilizzato per ampliare la gestione del paziente.

Altro punto forte del movimento e ribadire che appunto l'infermiere è pronto per affrontare le "competenze specialistiche" tabù che attanaglia la figura dell'infermiere in Italia, mentre in alcune realtà estere, trova sempre più terreno fertile, in numerosi settori.

Questa fu la prima foto dell'Hashtag #Noisiamopronti
Certo la voglia di crescere non manca, il movimento, come già detto prima conta migliaia di iscrizioni, iscrizioni raccolte grazie anche alle tante giornate dedicate alla raccolta di firme, in tutta Italia e non solo.

Febbraio 2018, gli ambasciatori hanno raccolto numerose firme, sul territorio, più di sessantamila ed ottenuto incontri con le varie sigle sindacali, in merito alla situazione, sempre rimandata del rinnovo contrattuale, per l'ennesima volta si è ribadita la voglia di cambiamento, perché si, NOI SIAMO PRONTI.

Cambiamento, volto al riconoscimento delle competenze specialistiche, con adeguamenti, normativi, contrattuali ed economici.

Nei vari incontri che si sono svolti si è passati da essere un centinaio di persone alle migliaia, arrivando addirittura a raccogliere migliaia e migliaia di firme, quando l'articolo di una nota testata giornalistica italiana, mise in dubbio la competenza infermieristica, ponendola addirittura come sottoposto del medico. Articolo che renderebbe vana, tutta la strada fatta fino ad oggi.

"Siamo Ambasciatori quando ci prendiamo cura dei pazienti, con attenzione, professionalità, empatia, protezione. Quando ci troviamo a confrontarci con i colleghi, proponendo spunti di forza e coraggio di fronte ai problemi relazionali ed alle criticità organizzative. Di fronte al tuo coodinatore, ai tuoi colleghi, alla tua equipe multiprofessionale."  clicca qui !

Il movimento ha portato la sua voce anche sulle reti Rai, per far sentire il bisogno di essere valorizzati e di quanto l'infermiere sia, alla pari del medico, parte integrante di un percorso di cura, ma anche nella prevenzione.

In altre realtà europee, l'infermiere è visto alla pari del medico e questo li rende entrambi professionisti, senza se e senza ma.
In Italia invece, sembra che bisogna dimostrarlo ogni giorno, gridarlo al popolo intero, il movimento punta a questo e mai nome fu più giusto NOI SIAMO PRONTI.

La motivazione e la nascita del Movimento è raccontata in questo Video.


Ultimo articolo

La realtà di una nursing home irlandese, vista dall’interno. Da circa un anno e mezzo lavoro in una nursing home a Dublino. La “ Marla...

Leggi anche