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La realtà di una nursing home irlandese, vista dall’interno.


Da circa un anno e mezzo lavoro in una nursing home a Dublino. La “Marlay” è una struttura protetta, che accoglie al suo interno per lo più persone anziane. Non sempre i residenti che vi sono ospitati sono affetti da patologie. In effetti, questa nursing home – come altre in Irlanda del resto – viene scelta anche come residenza, nella quale trascorrere il retirement, ovvero il periodo di vita che segue il pensionamento.


Tra i residenti affetti da patologie, all’interno della mia nursing home sono numerosi quelli con diversi gradi di demenza senile, Alzheimer e/o Parkinson in vari stadi. Altri sono invece affetti da cancro in fase terminale e necessitano di cure palliative.
I turni di lavoro sono articolati su tre settimane di “long days” da 12 ore e due settimane di turni esclusivamente notturni, per un totale di 14/15 “shifts”, in un arco temporale che copre circa 5 settimane.
Nel contesto dell’attività quotidiana dell’infermiere, un ruolo prevalente è svolto dalla somministrazione delle terapie. Vi anticipo che quella endovenosa è rara, se non del tutto assente, mentre si predilige la terapia sottocutanea, dall’infusione di liquidi alla somministrazione di morfina in pompa elastomerica. Le terapie orale, inalatoria e cutanea, sono quelle più diffuse.

Non disponiamo di un laboratorio analisi interno, ma possiamo prelevare campioni di sangue, urina e tamponi ed inviarli all’ospedale di zona, che ci informa dei risultati tramite una piattaforma informatica condivisa, il che velocizza la gestione delle informazioni ed ovviamente permette di avviare o modificare il piano di cura.
A tal proposito, i “Care Plans” e gli “Assessments”, realizzati ad personam, devono essere aggiornati periodicamente o quando le condizioni del residente cambiano, per esempio come nel caso della conclusione di un ciclo di terapia antibiotica per il trattamento di un’infezione, oppure nella malaugurata ipotesi in cui un residente inizi il percorso di cure palliative, denominato EOL (End of Life).

Tutte le terapie prescritte vengono riviste ogni quattro mesi od “al bisogno” dal GP (General Practitioner, equivalente italiano del medico di famiglia), dallo staff infermieristico e da un farmacista – una volta eseguiti i prelievi ematici – per accertare l’efficacia delle terapie suddette ed eventualmente rivedere i dosaggi od interrompere la terapia. Nella mia Nursing Home, oltre allo staff infermieristico, operano anche gli HCAs (healthcare assistants), che si occupano delle attività domestico/alberghiere.
L’edificio della Marlay si struttura su tre piani ed assiste 124 residenti: per ognuno di essi, due infermieri sono coadiuvati da 5 HCAs, nel turno diurno, per un totale di 6 infermieri e 15/16 healthcare assistants, senza contare il management, che descriverò  in seguito.
Durante la notte, invece, il personale si riduce ad un infermiere e due operatori di supporto, sempre per ogni livello.
Sono poi presenti anche team specializzati: uno di questi è il Wound Care Team, dedicato alla gestione ed al trattamento delle lesioni di natura traumatica od ulcerativa. Il Falls Prevention Team vede poi coinvolti anche gli HCAs, con l’obiettivo di ridurre al minimo il rischio di cadute.



Tra le figure di coordinamento e manageriali si annoverano, in ordine ascendente:
  • i Senior Nurses (con almeno 3 anni di esperienza continuativa);
  • i CNM (Clinical Nurse Manager) di livello 1;
  • i CNM di livello 2 o ADON (Assistant Director of Nursing);
  • infine il DON (Director of Nursing).
Non fanno invece parte dello staff, perché professionisti esterni “a contratto”, i General Practitioners, gli House Officers (chiamati in UK junior doctors: si tratta dei medici specializzandi), i Fisioterapisti, il dietitian, lo speech and language therapist ed il Palliative Team, che “visitano” i residenti con cadenza settimanale (nel caso dei GPs) o bisettimanalmente, per quanto riguarda invece Fisioterapisti, HOs ed altre figure. Non si può trascurare, poi, l’importante ruolo del personale amministrativo, soprattutto nella gestione degli appuntamenti dei residenti (ad es., per visite specialistiche) ed in veste di tramite, per quanto concerne i contatti telefonici tra la struttura e le famiglie.

Trattandosi di strutture di lungodegenza, in una nursing home sono poi sempre presenti gli activity managers, con il compito di organizzare attività ricreative ed eventi, allo scopo di intrattenere gli ospiti.

Un infermiere che lavora in nursing home ha possibilità concreta di fare carriera, soprattutto nell’ambito manageriale. Trascorsi circa 3 anni (quindi una volta acquisita la 
posizione da Senior), si può iniziare ad ambire ad una posizione di Clinical Nurse Manager 1.

Lavorare all’interno di una struttura di questo tipo può essere un buon punto di partenza per chi si approccia ad una realtà estera. Le mie considerazioni sono ovviamente soggettive, ma io mi sento di consigliare questa esperienza, perché mi ha permesso di imparare molte cose, che forse non avrei appreso nel frenetico contesto della routine ospedaliera. 

Link per l'articolo completo


L'infermiere visto come missionario piuttosto che professionista, perché?

Troppe volte l'infermiere è visto come un "missionario" e questo punto di vista forse andava bene parecchi anni fa, quando si discendeva dalla Nightingale e la figura infermieristica era intesa come sottoposto agli ordini dei medici. 


Detto questo, di tempo ne è passato e fortunatamente per noi, ma di più per i cittadini, la nostra Professione ha fatto passi da gigante, in teoria l'infermiere può fare diagnosi, può gestire ambulatori, può (con i dovuti titoli) partecipare attivamente alla ricerca scientifica, quindi oggi è intesa come vera e propria PROFESSIONE. 


Ho scritto in teoria, perché in alcune realtà e mi dispiace dirlo, l'infermiere si trova relegato ad attività domestico alberghiere che ahimè non rispecchiano l'attuale infermieristica, per carità non si storce il naso davanti a certe cose, ma è giusto che il cittadino e l'utenza tutta conosca che non è di competenza infermieristica, professionalmente parlando in tutta Italia si lavora sotto organico e alcuni, anzi troppi colleghi lavorano in costante stress e con unità mancanti se a questo poi si aggiungono le responsabilità di chi dovrebbe garantire un adeguato numero di unità infermieristiche e ausiliare il puzzle è completo. 

Quello che state leggendo è stato anche legiferato dalla legge qui sotto:


In pratica con l'istituzione dell'Oss le attività domestico alberghiere non sono più di competenza infermieristica, ma l'Oss collabora con l'infermiere, in teoria. 

Continuo a dire in teoria, perché anche qui sulla carta o meglio per la legge, c'è scritto una cosa, mentre in molte realtà succede l'opposto, le Aziende non assumono Oss e utilizzano le unità infermieristiche come jolly. 


Esatto veri e propri jolly della sanità, in questo modo si lavora il doppio, da infermieri e da Oss, questo porta a quello che leggerete in basso, ma in pratica porta ad un'assistenza che può essere precaria, sott'organico, stressante e dannosa per tutti, cittadini compresi. 

Questo non vuole assolutamente giustificare gli episodi che ci vengono presentati ogni giorno in prima pagina, ma anzi vuole dare al cittadino uno strumento per chiedere quello che gli spetta, in Italia c'è il più alto tasso di rapporto infermerie - paziente 1:13, negli altri paesi, 1:6, in parole povere un infermiere che deve prestare assistenza a 13 persone è esposto a rischi di salute, ma ancor di più il margine d'errore è incrementato. 

Ora non sta a me cercare i colpevoli di questo e lungi da me fare politica, ma i continui tagli alla spesa sanitaria, così come l'istruzione, ha penalizzato il Sistema Sanitario Nazionale, una volta fiore all'occhiello di questo paese? 
In attesa di risposte concrete, il minimo che si possa fare e impegnarci costantemente e pretendere che qualcosa cambi. 

Da un paio d'anni l'infermiere è diventato quasi uno "strumento" politico, ma ad oggi si è visto ben poco, un cittadino poco informato sulla nostra professione, una professione che fatica a trovare il giusto posto nella sanità, ma soprattutto nella società e i professionisti stessi che, nel massimo sconforto vanno avanti perché credono in questa professione. 

Dalla mia esperienza all'estero sto imparando tanto e sarebbe bello partecipare come parte attiva al cambiamento che ci spetta, che gioverà al cittadino in primis e poi alla nostra professione. 

Quello che da anni gli infermieri italiani chiedono è "soltanto" un giusto riconoscimento professionale e sociale, questo può arrivare sicuramente con la costante formazione degli stessi, ma anche con una giusta "pubblicità" si deve arrivare al cittadino e informarlo che dietro ai sorrisi, all'empatia e le altre cose, vi sono professionisti, alla pari dei medici, dei radiologi e delle altre professioni sanitarie. 

Informare correttamente i cittadini è un dovere ed essere informati è un diritto. 



Iscriversi all'AIRE, perché e come fare.

Perché è importante iscriversi e dopo quanto tempo conviene registrarsi all'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero. 

L'AIRE è stato istituita il 27 Ottobre del 1988 con la legge n. 470 e su gestione Comunale e si basa sui dati ricevuti dalle rappresentanze consolari. 

Se ti sei trasferito all'estero o hai intenzione di farlo, leggere queste righe ti potrebbe essere utile, ovviamente mi riferisco a chi ha l'idea di restare per un periodo medio/lungo. 

L'iscrizione diventa obbligatoria per coloro che intendono vivere per un periodo superiore ai dodici  mesi, coloro che saranno all'estero per un periodo minore ad un anno, non sono tenuti a farlo. 

Partendo dal principio, l'AIRE è un archivio nel quale vi sono le informazioni ed i dati di tutti i cittadini italiani che si trovano al di fuori dei confini nazionali. L'iscrizione all'AIRE è gratuita.

L'iscrizione può essere fatta in due modalità, la prima ovvero quella "classica" è quella nella quale il cittadino decide autonomamente di dichiarare la volontà di risiedere all'estero per un periodo superiore ad un anno, la seconda, viene accertata "d'ufficio" ovvero vi sono i presupposti per la registrazione.

Ambasciata Italiana a Dublino
L'iscrizione può essere richiesta nei primi 90 giorni di espatrio, l'iscrizione può essere fatta anche prima di espatriare, verrà però completata quando l'ufficio consolare del nuovo paese di residenza, riceverà una lettera che permetta all'ufficio del comune di residenza di completare la procedura.

Bene detto questo, per quanto riguarda la procedura basta andare nella fattispecie, al consolato italiano e richiedere il modulo d'iscrizione, che è possibile scaricare anche da questo link.








I documenti necessari che vi verranno richiesti sono elencati qua:
  • Documento d'identità in corso di validità, oltre a quello di eventuali conviventi.
  • Documento che attesti l'attuale residenza nel paese estero (per es. utenze domestiche).  
Probabilmente vi serviranno anche uno scanner o una stampante.

Al termine della procedura online è possibile scaricare il modulo ed inviarlo al Consolato. L'invio può avvenire mediante firma digitale o firma del modulo PDF stampato.

Queste sono le procedure che la pratica potrà affrontare nel corso del tempo.

Dalla ricezione della documentazione all'espletamento della pratica possono essere necessari fino a 6 mesi, eventuali documenti mancanti, verranno richieste via mail.



Perché iscriversi all'AIRE?


Iscriversi all'AIRE è utile per accedere a servizi, ma è allo stesso tempo garante di alcuni servizi come per esempio:
  • Possibilità di votare per le elezioni del Comune di residenza e per l'elezione dei rappresentati Italiani al Parlamento Europeo.
  • Possibilità di ottenere il rilascio o rinnovo dei documenti d'identità e di viaggio o certificazioni.
  • Possibilità di rinnovare la patente di guida, previo controllo delle eventuali norme vigenti. 
L'aggiornamento dipende dal cittadino, che dovrà comunicare eventuali cambi di residenza o abitazione, cambiamenti nella condizione civile (matrimonio, divorzio ecc.), rientro definitivo in Italia o nel caso si verifichi la perdita della cittadinanza italiana.

La cancellazione dal registro AIRE avverrà nei casi sottoelencati:
  • Rimpatrio in Italia
  • Perdita della cittadinanza italiana
  • Morte o scomparsa; presunta o accertata.

Iscriversi all'AIRE fa decadere la copertura dell'assistenza sanitaria italiana o meglio, non si può usufruire del medico di base; dei servizi della mutua e dell'esenzione di eventuali ticket di esenzione.


Questione Tasse . . . 



Il cittadino che si iscrive all'AIRE sposta automaticamente anche la proprio residenza fiscale quindi dove si pagheranno le tasse? 

Il cittadino italiano iscritto all'AIRE che è quindi residente all'estero, per un'azienda estera e che versa il suo stipendio su un conto bancario estero, pagherà le tasse nel paese estero. Questo vale anche per i liberi professionisti che lavorano per enti esteri che pagano, ovviamente su un conto bancario estero.
Questo eviterà la possibilità di una "doppia imposizione di reddito".

Il cittadino italiano pagherà le tasse in Italia solo nel momento in cui è residente all'estero e lavora per una compagnia italiana che lo ha mandato all'estero con un contratto diretto con la compagnia "madre".


Note:


  • Il Governo Irlandese non riconosce le unioni civili e/o i matrimoni presso le Ambasciate.
  • I soggetti minorenni che sono regolarmente iscritti all'AIRE non sono tenuti ad iscriversi agli istituti scolastici dell'obbligo italiani.

63-65 Northumberland Rd, Dublin 4 


14 Three Kings Yard, London W1K 4EH

Muoversi a Dublino con GoCar e DublinBikes

Dublino è una città piccola che può essere visitata anche a piedi, ma se ti va di visitare qualche altro posto è possibile farlo utilizzando l'auto e la bicicletta. 

GoCar

Se vuoi utilizzare un auto GoCar è quello che fa per te, il servizio sharing numero uno in Irlanda, si può noleggiare una macchina per qualche ora, l'unica pecca e che la si deve riportare dove si è noleggiata.

Utilizzare questo servizio è semplice, prima di tutto bisogna registrarsi, una volta inseriti i dati, bisogna inviare foto fonte/retro della patente, di solito l'accettazione arriva nel giro di poche ore.

Una volta ricevuta la mail di conferma è possibile iniziare ad utilizzare il servizio.
La prima cosa da fare è scaricare l'applicazione, disponibile per iOS e Android, con l'applicazione è possibile, grazie alla mappa, individuare la macchina più vicina.

Il video di GoCar.ie è molto semplice e spiega come è possibile prenotare, utilizzare e pagare.




Nel servizio è incluso: 
  • CARBURANTE: non devi preoccuparti il carburante è incluso nel prezzo, all'interno di tutte le auto vi è una carta prepagata che permette di fare carburante senza pagare nessuna differenza.
  • ASSICURAZIONE: l'assicurazione non è un problema è inclusa nel pagamento.
  • PARCHEGGIO: Il parcheggio è gratuito nella centro di Dublino.





La foto sopra rappresenta i prezzi, esiste anche la possibilità di poter prenotare un Van o un furgoncino e anche auto elettriche.

Cosa aspettate, come detto, basta scaricare l'app, seguire i step dell'iscrizione, caricare la patente ed è fatta.




Dublin Bikes

Il servizio sharing bici è chiamato "Dublino Bikes"  sponsorizzato da JustEat offre la possibilità di usufruire di bici che sono piazzate in varie stazioni sparse per la città, circa 100. 

Per le persone che sono in possesso della Leap Card è possibile associare la tessera cosi da utilizzare lo stesso metodo di pagamento.

La registrazione è semplice, basta andare sul sito ufficiale e procedere con la registrazione, come accennato se si è in possesso di una Leap Card, si può utilizzare la bici per mezz'ora a titolo gratuito.



Le tariffe illustrate sono per l'uso giornaliero, la tessera annuale costa 25€, se si ha l'idea di usarla per più volte è utile farla secondo me. 







È facile riconoscere le stazioni per noleggiare la bici, le bici sono comode e dotate di un cestino portaoggetti e una catena di sicurezza.


Le stazioni sono aperte dalle ore 05:30 alle ore 00:30, tranquilli se ritardate è possibile restituire la bici a qualsiasi ora.

Oltre ad essere estremamente economico, non si è obbligati a riportare la bici nella stazione dove si è noleggiata, ma basta trovarne un'altra e procedere alla restituzione.



Vediamo da vicino le biciclette:

  • Cambio a tre marce; sella imbottita e regolabile.
  • Manubrio antiscivolo; paraurti anteriore e posteriore antispruzzo. 
  • Campanello; luci posteriori e anteriori.
  • Paracatena e Campanello. 




Leggi anche il mio articolo sui mezzi di trasporto.



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Antonio Caracallo

Howth villaggio da scoprire e sede di importanti istituzioni.

Howth è un sobborgo all'esterno di Dublino, il distretto occupa gran parte della penisola di  Howth Head, formando così una sorta di confine con la zona settentrionale della Baia di Dublino.


Si racconta che Howth fu invasa dai Vichinghi norvegesi nel 819, Vichinghi che dopo circa 300 anni dovettero arrendersi alla forza dell'esercito irlandese di allora.





Howth è stata anche sotto il dominio Normanno ed è stato teatro di guerre, l'ultima in ordine temporaneo, fu quella che nel 1914, vide combattere gli irlandesi e gli inglesi.

All'inizio era conosciuto soltanto come villaggio di pescatori, col tempo poi è diventato una meta turistica, che specialmente in quella che è l'estate irlandese attrae moltissimi turisti.

Uno dei monumenti più antichi è il castello di Howth, si racconta che sia uno dei più antichi d'Irlanda di corruzione normanna, fu dapprima costruito in legno, ma dopo anni e svariate ristrutturazioni ha acquistato lo stile odierno in pietra.

Fonte Wikipedia.
Il castello oggi è ancora abitato, da quelli che sono gli eredi dei Conti di Howth non è visibile al pubblico, ma sono concesse visite nel periodo estivo.

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Il porto fu interamente ricostruito nel ventesimo secolo e proprio a Howth risiedono: il servizio di salvataggio RNLI e la guardia costiera irlandese.

COME ARRIVARCI . . . 

La piccola cittadina è situata a circa 13 km dal centro città, si può utilizzare una strada regionale chiamata R105 e seguire le opportune direzioni.

Arrivare ad Howth non è difficile, si può utilizzare la Dart che arriva direttamente nel centro città e offre un bel panorama mentre si sta per arrivare alla stazione e il Bus numero 31 e tutte le sue varianti.







Con la Dart si impiegano circa 30 minuti, da Gran Canal Dock alla modica cifra di circa 3€; con il Bus si impiega circa un'ora e più o meno si paga 4€.


Howth come abbiamo già visto è una cittadina che si basa soprattuto sulla pesca e quindi per ovvi motivi è piena di ristoranti che offrono un'ottima qualità di pesce, ma soprattutto una varietà di frutti mare e affini.


Nei pressi della fermata DART è presente anche un piccolo market, che offre la possibilità di degustare oltre il "classico" Fish & Chips, anche cucine straniere. 


Su Booking è possibile confrontare i prezzi di alberghi e B&B se si vuole pernottare.


Howth è una zona popolare per il birdwatching e la vela , ed è anche popolare tra i pescatori. Qualunque cosa da merluzzo a raggio può essere catturata dai punti di costa rocciosi di Howth.


I mammiferi marini, come le foche, sono luoghi comuni in e vicino al porto. Gli uccelli visti regolarmente includono gazza marina, guillemot, fulmar, gabbiano tridattilo, stonechat, linnet, whiteethroat, yellowhammer, allodola, wheatear, peregrine, poiana e gheppio.


Howth è anche una destinazione popolare per ciclisti, per gli amanti del jogging e escursionisti, in particolare nei fine settimana. 


Una delle attrazioni più gettonate  è il percorso lungo 6 km di Cliff Path Loop, un percorso ad anello richiede circa due ore per essere completato ed è valutato con una difficoltà facile. Inizia e finisce alla stazione Howard DART.


Infine a Howth risiedono anche: 

  • Il consiglio olimpico d'Irlanda: istituito nel 1922 nacque con l'obiettivo di difendere e promuovere l'attività olimpica sull'isola. I primi olimpionici Irlandesi furono inviati per le olimpiadi di Parigi 2 anni dopo. 

Perché visitare Howth? 


Per chi ama il mare, Howth è una di quelle cittadine da vedere assolutamente, non troppo lontano da Dublino e permette di essere visitata nel giro di qualche ora.

Se siete amanti del pesce, Howth fa per voi, con le sue pescherie ed i suoi  ristoranti tipici, vi lasceranno senza parole, i prezzi sono abbordabili.



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Antonio Caracallo


Leggi anche: Mezzi di trasporto









Dublino: Burocrazia PPSn, Revenue & Banca. Come fare.

Una delle domande più ricorrenti che viene fatta e che leggo sui vari gruppi Facebook è quasi sempre la stessa, come fare il PPS number, in  quanto tempo si ottiene, a cosa serve e quanto tempo ci mette per arrivare. 

Bene se anche tu ti sei posto queste domande, questo articolo potrà esserti utile a chiarire le idee.

PPS NUMBER

Il PPS number è un numero unico e personale che dà la possibilità di di essere identificati e quindi accedere ai tanti servizi pubblici. 


Il PPS number, può essere richiesto solo una volta che si è giunti in Irlanda e per essere richiesto si ha bisogno di alcuni documenti:

  • Passaporto o Carta d'identità 
  • Prova di indirizzo (utenza telefonica/internet, luce o gas) in alternativa se siete ospiti di qualche agenzia o ostello, chiedere il rilascio di una prova d'indirizzo, in alternativa, se siete a casa di amici, potrebbero farvi loro una lettera e allegare alla stessa un documento di chi vi ospita e ovviamente un'utenza.
  • Prova che attesti che state lavorando o che vi è stato offerto un lavoro, basta anche una lettera del datore di lavoro nella quale spiega il tipo di lavoro offertovi. 
Una volta raccolti tutti questi documenti, bisogna prendere l'appuntamento, ma prima bisogna registrarsi sul sito Mywelfare.ie.
La procedura è molto semplice, una volta preso l'appuntamento, vi verrà chiesto di scegliere l'ufficio più vicino a voi; gli uffici si trovano in:

  • 20 King's Inns St, Rotunda, Dublin 1.
Il giorno dell'appuntamento, nell'ufficio vi verrano chiesti i documenti sopracitati, in più vi verrà fatta una foto, che servirà per la vostra tessera PPSn; per sicurezza vi verrà inviato anche un codice tramite sms, questo codice vi sarà richiesto dall'operatore.

Una volta fatto tutto, bisognerà attendere che la lettera vi verrà inviata a casa, di solito 5-7 gg lavorativi e circa 3 settimane, per ricevere la tessera PPSn.



La Revenue è l'organo preposto al controllo delle tasse e ad altri servizi mirati al cittadino. Bisogna iscriversi alla Revenue, nel momento in cui si trova lavoro. 




Importante perché se non si è iscritti, si lavorerà  dei conseguenza retribuiti, in stato di "Emergency Tax", cosa vuole dire, che in pratica non si percepirà lo stipendio pieno, ma in alcuni casi verrano trattenuti fino al 50% dello stesso.


Ma non vi preoccupate, tutti i soldi trattenuti, vi verrano restituiti non appena la vostra posizione sarà regolarizzata.  

Cosa serve per regolamentare la vostra posizione?

Partendo dal fatto che bisogna essere in possesso del PPSn e quindi avere un lavoro, come già detto sopra, fare la richiesta di iscrizione alla Revenue da qualche tempo è diventato semplicissimo, la procedura è Online.

Quindi, bisogna dapprima registrarsi, inserendo PPSn, data di nascita e le altre informazioni che vi verrano richieste, fatto questo, vi verrà inviato un Pin provvisorio, tramite posta, in più o meno 5 giorni lavorativi, che dovrà essere cambiato al primo accesso. 

Una volta ricevuto il Pin e sostituito, sarà possibile inserire il numero del proprio datore di lavoro e procedere col rispondere alle domande.

Tra le domande, vi sarà chiesto con che frequenza venite pagati: settimanale, quindicinale, mensile, ecc. 

Completata la registrazione serviranno due giorni lavorativi, per normalizzare il tutto. 

Il modo più semplice per controllare il vostro stato è osservare la voce TAx Status della vostra Payslip che sarà Emergency o Normal.

Alla Revenue, competono anche tutti gli altri servizi quali: pensioni, importazioni di veicoli e altri servizi vari.

P45 e P60: sono i documenti di reddito, con i quali sarà possibile dichiarare quanto si è guadagnato e quante tasse sono state pagate. 

Si differenziano tra di loro, per il semplice motivo che il P60 riguarda i guadagni annuali, mentre il P45 è il documento che viene rilasciato una volta finito di lavorare, ma con una durata minore dell'anno fiscale.

Il P45 deve essere consegnato al nuovo datore di lavoro, per evitare di pagare più tasse.

L'ufficio Revenue si trova in: 73-79 Mount Street Lower, Dublin 2


BANCA

Aprire un conto corrente in Irlanda è indispensabile, specie se si lavora e si deve ricevere la retribuzione. 

Come detto, se si lavora a Dublino è necessario essere in possesso di un conto corrente irlandese, questo perché i datori di lavoro, difficilmente pagheranno su altri conti.

Come scegliere la giusta banca?

Partiamo dal presupposto che sono tutte più o meno simili, ma se desiderate sceglierne a misura vostra potete controllare questo sito: Bonkers.ie



Su questo sito è possibile comparare, i canoni mensili di tutte le banche presenti su territorio irlandese e scegliere quella giusta o comunque  valutare quale banca offre il miglior servizio. 



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Grazie a tutti e alla Prossima. 

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Antonio Caracallo





Dublino: Spesa & Costi

In molti mi chiedono quanto costa fare la spesa a Dublino, partendo dal presupposto che c'è una vasta scelta di supermercati nel quale fare la spesa, i prezzi possono variare appunto da supermercato a supermercato, in base alle offerte e non per ultimo in base alle cose che si vogliono acquistare.

La lista che segue vi illustrerà dove è possibile fare la spesa ad un prezzo non troppo esagerato o quanto meno vi farà rendere conto di quanto possa essere economico o meno, fare la spesa a Dublino.
La nota catena a marchio tedesco è presente nella repubblica del Nord, con circa 120 supermercati, nato negli anni '30 dal 1970 sono iniziati ad apparire i primi supermercati a marchio LIDL.

Nel resto d'Europa e del mondo si contano più 10 mila supermercati, importante l'espansione anche in America.

Il marchio tedesco conta oltre 200 mila dipendenti ed un fatturato di circa 86 miliardi di euro.
Fare la spesa da LIDL conviene, risulta economico e con una vasta scelta di carne e verdure.
Punto forte del marchio, oltre la pubblicità e il fatto di riuscire a programmare e di seguito mettere in vendita anche cibo internazionale, meglio conosciuti come "periodi".

Durante questi periodi, molte persone si riversano, nei negozi LIDL per accaparrarsi cibi e/o bevande di altre nazioni.

La presenza di un forno con il quale viene prodotto il pane, da la garanzia di trovare vari tipi di pane, biscotti, muffin e altro ancora, sempre di qualità e freschezza.
Dalla LIDL si possono trovare anche articoli di giardinaggio, articoli elettronici ed abbigliamento.


Orari: Lunedì - Sabato 08/22 ; Domenica 09/21


 Anch'essa di origine tedesca è la concorrente numero 1 della LIDL, fondata nel 1913 è rilevata da due fratelli , nel 1970, conta una presenza minore in Irlanda circa 30 negozi,  proprietari di due fratelli, dopo una discussione, decisero di dividere i negozi ALDI, in Aldi sud e Aldi nord, senza farsi concorrenza ed una volta ritiratisi, vennero considerati tra gli uomini più ricchi del mondo. 

Essendo il concorrente numero 1 della LIDL, anche da ALDI è possibile trovare un ottimo rapporto qualità/prezzo. Anch'essa ha una vasta scelta di carne e verdure ed il pane lo si può trovare sia fresco che confezionato. 

La pubblicità di Aldi si basa per lo più su volantini e pubblicità in TV. 
Anche da Aldi è possibile trovare oltre agli articoli alimentari, anche articoli di elettronica, giardinaggio, abbigliamento ecc.
                       
Orari: Lunedì - Venerdì 08/22 ; Sabato - Domenica 09/21
Dunnes è il colosso a marchio irlandese, nato nel 1943 ad oggi conta circa 140 negozi. La particolarità di questa catena è il suo allestimento, reparto cibo da un lato, reparto abbigliamento dall'altro. 
Nel 2016 e nel 2017 è stato votato come supermercato più popolare della Repubblica d'Irlanda.

Dunnes rispetto i marchi tedeschi sopracitati è fornito anche dei brand alimentari più conosciuti, italiani e non.
Il colosso Irish può sembrare leggermente più caro rispetto agli altri, ma la qualità è molto  buona.

La campagna pubblicitaria di Dunnes si basa sui classici volantini nei quali è possibile confrontare i prezzi e gli eventuali sconti.

Orari: variano in base agli store o agli orari di eventuali centri commerciali.



SuperValu è un'altra catena a marchio irlandese, con sede a Cork si contrappone come "nemico" dei colossi prima citati, contando una massiccia presenza sul territorio vanta un ottimo rapporto qualità/prezzo. 
Molte volte è possibile imbattersi in offerte di carne, carne ovviamente a marchio Irish. 

Possibilità di trovare pane appena sfornato e un banco pescheria con pesce fresco, può risultare una valida alterativa agli altri. 
Possibilità di ordinare anche tramite il loro sito e ricevere la spesa direttamente a casa. Clicca qui

Orari: variano in base ai supermercati.


Tesco, forse, è la più grande catena del settore alimentare, di manifattura britannica, conta oltre il solo supermercato, anche una compagnia telefonica, una banca e una catena di distributori di benzina. 
Nata nel 1919 ad oggi, quasi 100 anni dopo conta un fatturato di oltre 50 mila milioni di sterline...

È possibile trovare vari tipi di Tesco, in base all'allestimento e alla grandezza, Tesco Extra, Tesco Super store e Tesco Express.

Tesco riesce a produrre oltre 2000 prodotti l'anno col proprio marchio, ma è possibile trovare anche vari brand internazionali. 

Conveniente, forse più degli altri, ha sempre offerte allettanti ed è uno dei supermercati più conosciuti e scelti dagli utenti. 
Campagna pubblicitaria affidata ai classici volantini ed in più spot in TV.
Spesa a domicilio? Detto fatto

Orari: 07-11, possono subire variazioni durante i festivi.

Multinazionale britannica, risulta essere tra le più care del mercato, nasce appunto come supermercato che vende accessori, abbigliamento e non per ultimo cibo di lusso.

Conta oltre 800 negozi nel solo Regno Unito e si è esteso sino in Asia, raggiungendo anche Thailandia e Filippine, in Asia senza contare gli altri negozi nel resto d' Europa.

Orari: variano in base ai supermercati.









Come avete visto, fare la spesa in Irlanda non è difficile, ci sono molte scelte, economiche e non, la cosa che certo non manca è la qualità, latte e carne sono rigorosamente Made in Ireland. 
La cosa sicura che ogni supermercato ha un qualcosa di conveniente, il rapporto qualità prezzo è alto e il totale della spesa, alla fine risulta contenuto. 
Un consiglio che posso darvi è di armarvi di volantini e pazienza, per scovare sempre le offerte migliori, diciamocela tutta, risparmiare qualche soldo, fa sempre bene.

Ringrazio le persone che hanno partecipato ai sondaggi in due gruppi Facebook:
Italiani a Dublino & Sopravvivendo a Dublino


Questi i risultati:
  • LIDL: 153 voti
  • TESCO: 63 voti
  • ALDÌ: 45 voti
  • SUPERVALU: 19 voti
  • M&S: 3 voti

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Grazie a tutti e alla Prossima. 

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Antonio Caracallo










Noi Siamo Pronti


Bologna 2015, con il nome "Noi Siamo Pronti" nasce un movimento, anzi è meglio dire il movimento.

Un movimento che nasce ad opera di infermieri che in seguito, ad una delle tante diatribe scoppiate tra medici ed infermieri su competenze specialistiche, si sono stufati di essere etichettati come mero esecutori dei medici. 

Dal sito Noi Siamo Pronti
Nato dapprima con un semplice hashtag di protesta, in poco tempo ha raccolto numerosi consensi in Italia e all'estero, merito del movimento, la totale voglia di un cambiamento, cambiamento che parte dai colleghi con molti anni di esperienza ed arriva fino ai futuri colleghi, che anche se ancora iscritti all'università hanno le idee ben chiare. 

Oltre alla figura infermieristica, ci sono anche altre professioni sanitarie, raccogliendo così numerosi consensi. 

"Dopo oltre 15 anni di crescita professionale, studi, master ed esperienze gli infermieri e le altre professioni sanitarie dichiaravano di essere pronti. Pronti per un’evoluzione professionale non più rinviabile. Pronti per lavorare in equipe. Pronti per cambiare il sistema. Pronti per rispondere ai bisogni del cittadino."  clicca qui !


 Attraverso questo movimento e la partecipazione continua di colleghi ed altre figure sanitarie, il movimento punta ad evitare un demansionamento, che alle volte per carenza di personale o per una qualsiasi disorganizzazione, sottrae tempo prezioso che potrebbe essere utilizzato per ampliare la gestione del paziente.

Altro punto forte del movimento e ribadire che appunto l'infermiere è pronto per affrontare le "competenze specialistiche" tabù che attanaglia la figura dell'infermiere in Italia, mentre in alcune realtà estere, trova sempre più terreno fertile, in numerosi settori.

Questa fu la prima foto dell'Hashtag #Noisiamopronti
Certo la voglia di crescere non manca, il movimento, come già detto prima conta migliaia di iscrizioni, iscrizioni raccolte grazie anche alle tante giornate dedicate alla raccolta di firme, in tutta Italia e non solo.

Febbraio 2018, gli ambasciatori hanno raccolto numerose firme, sul territorio, più di sessantamila ed ottenuto incontri con le varie sigle sindacali, in merito alla situazione, sempre rimandata del rinnovo contrattuale, per l'ennesima volta si è ribadita la voglia di cambiamento, perché si, NOI SIAMO PRONTI.

Cambiamento, volto al riconoscimento delle competenze specialistiche, con adeguamenti, normativi, contrattuali ed economici.

Nei vari incontri che si sono svolti si è passati da essere un centinaio di persone alle migliaia, arrivando addirittura a raccogliere migliaia e migliaia di firme, quando l'articolo di una nota testata giornalistica italiana, mise in dubbio la competenza infermieristica, ponendola addirittura come sottoposto del medico. Articolo che renderebbe vana, tutta la strada fatta fino ad oggi.

"Siamo Ambasciatori quando ci prendiamo cura dei pazienti, con attenzione, professionalità, empatia, protezione. Quando ci troviamo a confrontarci con i colleghi, proponendo spunti di forza e coraggio di fronte ai problemi relazionali ed alle criticità organizzative. Di fronte al tuo coodinatore, ai tuoi colleghi, alla tua equipe multiprofessionale."  clicca qui !

Il movimento ha portato la sua voce anche sulle reti Rai, per far sentire il bisogno di essere valorizzati e di quanto l'infermiere sia, alla pari del medico, parte integrante di un percorso di cura, ma anche nella prevenzione.

In altre realtà europee, l'infermiere è visto alla pari del medico e questo li rende entrambi professionisti, senza se e senza ma.
In Italia invece, sembra che bisogna dimostrarlo ogni giorno, gridarlo al popolo intero, il movimento punta a questo e mai nome fu più giusto NOI SIAMO PRONTI.

La motivazione e la nascita del Movimento è raccontata in questo Video.


Dublino: La mia esperienza da infermiere Pt. 2

Bentrovati ragazzi, questa è la seconda parte della mia esperienza lavorativa a Dublino, se vi siete persi la prima parte potete trovarla cliccando  Prima Parte.

Volevo prima di tutto ringraziarvi per aver letto il precedente post, siete stati in tanti ed avete speso molte parole di conforto e di stima. Grazie veramente di cuore.

Bene, in questa seconda parte, cercherò di parlarvi più da vicino della figura infermieristica qui a Dublino.

Come primo punto, voglio precisare, che l'infermiere, alla pari del medico è visto come un elemento fondamentale dell'assistenza per il paziente.

Lavorano fianco a fianco, scambiandosi consigli ed opinioni per attuare un piano di cura adeguato ed ottimizzato per il paziente.



Questione turni, il modello dei turni è basato sulle 12 ore, con un'ora di break, questi sono gli standard, ma è possibile incontrare anche realtà nella quale si lavora per meno ore al giorno.

Adottando questa turnazione, i giorni lavorativi sono circa 14, lavorando 14 giorni al mese c'è la possibilità di avere giorni liberi, nei quali si è ovviamente liberi di fare quel che si vuole, io ad esempio mi dedico al mio blog, esco con la mia ragazza, porto il cane in giro per la città ed è possibile anche fare un breve viaggio o una visita ai familiari in Italia.

Mediamente i turni si dividono in due settimane da 3 giorni e due settimane 4, nella settimana da quattro giorni si lavora, (questo per mia esperienza personale), di solito, il lunedì, il martedì, il sabato e la domenica.
Nella settimana da 3 invece, mercoledì, giovedì e venerdì, sempre in modo generico, ogni struttura, ovviamente usa una turnazione diversa.

In pratica si dovrebbe avere un week end IN cioè a lavoro e un week end OFF cioè libero.
Ripeto ogni struttura usa una turnazione diversa, ma per un discorso generale, posso dirvi che più o meno sono questi qua.

Indennità malattia: 
La malattia è pagata, ma è vincolata al superamento dei 6-12 mesi di prova, l'indennità è un benefit e come tale non sempre rientra nel contratto, ma è importante sapere che nel momento in cui vi è una condizione che può durare per un periodo medio-lungo, interviene il sistema sanitario irlandese, che dopo alcune verifiche, può o meno provvedere ad un sussidio.

Per la malattia di solo un giorno, invece non è necessario il certificato medico, diventa obbligatorio dai due giorni in poi. In Irlanda il medico di base chiamato anche GP, per ogni visita si prende dai 40€ ai 70€. Vi sembrerà caro, e lo è, ma la nota positiva è che nel momento in cui il medico ritiene opportuno che si necessita di ulteriori accertamenti, per esempio: esami del sangue, esame delle urine o in altri casi anche il ricovero e del tutto gratuito.
Se vi chiedete quanto costa una visita in Pronto Soccorso, la risposta è "semplice" si aggira intorno ai 100€.
La privatizzazione della Sanità, forse, rende la tassazione più leggera.

Indennità notturne:
Le indennità notturne ci sono, ma sono vincolate all'anzianità di servizio, ovviamente anche questo può variare da struttura a struttura; la retribuzione oraria resta invariata.
La retribuzione oraria resta comunque cospicua e secondo gli ultimi dati di Inmo.ie  il salario base si aggira intorno ai 28.700,00€ annui, cifra lorda, ma senza calcolare le domeniche dove è possibile ricevere fino al 50% in più ed i Bank Holidays, dove la giornata lavorativa è pagata il doppio.

Rapporto infermiere/Paziente:
Questo in foto è l'ultimo aggiornamento noto per quanto riguarda il rapporto numerico infermiere/paziente, sentendo altri colleghi pare che sia cambiato.
Un mio collega, ha un rapporto di 1:5 in Urologia. (seguiranno eventuali aggiornamenti)

Fonte the Fonte TheJournal.ie

Ferie:
In un anno lavorativo si hanno circa 18 gg di ferie, ma è possibile chidere dei giorni OFF così da non consumare i giorni di ferie. Scelta molto consigliata se si vuole usufruire solo di pochi giorni.

Dal punto di vista pratico l'infermiere, si occupa di gestire i pazienti dal punto di vista burocratico e dal punto di vista clinico.
La questione cure igieniche e aiuto per alimentazione, che in Italia apre sempre un dibattito, accendendo polemiche infinite è affidata agli HCA (Health Care Assistant).

Si lavora utilizzando protocolli e procedure interni, che vengono rivisiti e discussi periodicamente.

L'avanzamento di carriera è possibile, per quanto riguarda la parte burocratica si può arrivare anche a lavorare come Direttore Infermieristico, un gradino più in basso c'è il Vice Direttore Infermieristico,  l'assistente del Direttore Infermieristico, poi troviamo il Caposala livello 2 ed infine il Caposala livello 1 ed infine la figura infermieristica Senior nurse.
Per quanto riguarda invece l'avanzamento di carriera sul campo, le specialistiche nelle quali è possibile imbattersi sono tante, possiamo trovare per esempio: l'infermiere addetto ai prelievi di sangue, l'infermiere di sala operatoria, l'infermiere di radiologia, ecc.

So che anche in Italia, ci sono delle figure simil, merito delle nostre Università che hanno un modo impeccabile, nel prepararci, ma qui una volta seguito il corso o il master che sia, il più delle volte pagato dall'ospedale, si lavora in quel campo ed oltre al riconoscimento professionale, stando sempre ai dati di quella scala Inmo.ie un infermiere che ha due su cinque specialistiche, può raggiungere un salario base di circa 30.000€.

Come trovare lavoro in Irlanda?
In Irlanda non esistono i concorsi, ma si può comunque trovare lavoro, anche negli ospedali pubblici, basta cercare l'ospedale per il quale si vuole lavorare e mandare il proprio CV. Questo metodo può essere applicato anche per lavorare in ospedali privati o nelle Nursing Home.

L'eventuale contatto può essere fatto sia telefonicamente, sia tramite mail. L'approccio più usato è quello telefonico, perché i recruitment chiamando, valutano il livello di inglese e dopo manderanno comunque una mail, con scritto l'eventuale data ed ora dell'interview.

Tante volte è possibile trovare anche annunci su Indeed o IrishJobs, da questi due siti è possibile mandare il proprio CV che una volta salvato, può essere inviato direttamente dal cellulare.
In media se si inviano 5 CV al giorno, vi è la concreta possibilità di essere contattati almeno 2 volte.

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Leggi anche: Lavoro & Burocrazia




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Antonio Caracallo










Dublino: Penneys & Primark

I milioni di persone che oggi affollano i negozi Penneys/Primark nome utilizzato in Irlanda, mentre è conosciuto nel mondo come Primark, si sono mai chiesti come è stato possibile avere tutto questo successo?

Come è possibile che una catena d'abbigliamento nata come marchio low cost, sia rimasto tale, ma presente in tutto il mondo, riesca ad avere un successo e di conseguenza un fatturato miliardario?

Bene partiamo però dal principio, cos'è Penneys? Penneys è una catena di negozi di abbigliamento low cost,  nata a Dublino nel 1969, da un'idea di Artur Ryan.


Il primo store è stato aperto nei pressi di Mary Street ed è aperto ancora oggi, fu aperto sotto il nome di Penneys, nome che tutt'oggi è presente sulle insegne dei negozi irlandesi, discorso diverso per: i capi d'abbigliamento, i prodotti per la cura del corpo, gli articoli di cancelleria ecc. che oggi hanno il marchio Primark.

Bene la mia domanda è: vi siete mai chiesti perché nella Repubblica d'Irlanda si chiama Penneys e nel resto del mondo si chiama Primark?

La risposta è semplice, dopo aver girato il web, in cerca di articoli o menzioni di questo genere, sono riuscito a trovare la soluzione, magari molti di voi conoscono già la risposta.

Secondo l'articolo dell'Indipendent, datato 18 luglio 2009, l'allora Artur Ryan fu assunto dal gruppo Associated British Foods per creare un marchio d'abbigliamento di discount in Irlanda, Artur già aveva lavorato per Dunnes Store, altro colosso irlandese di cibo ed abbigliamento.

Pensate che il budget iniziale fu di circa 55 mila sterline. Dal primo store di Mary Street aperto nel 1969, si passò dopo soli 2 anni, a contare ben 12 punti vendita, di cui undici erano situati nella Repubblica irlandese ed un altro store nell'Irlanda del Nord, nei successivi 2 anni, il marchio Penneys, aveva raggiunto i 18 negozi operativi ed iniziò la sua espansione nel Regno Unito.

Crescita impressionate se pensiamo che in soli 5 anni è stato possibile avviare, quella che oggi è un brand che da lavoro ad oltre 65 mila persone ed è presente nel mondo con circa 300 punti vendita. La concentrazione maggiore è nel Regno Unito, oltre 150, complice come dice l'articolo, l'acquisizione di una catena d'abbigliamento che dopo il fallimento, perdette numerosi store nell'area di Londra.

Arrivando al punto, cambiare il nome divenne obbligatorio quando il brand iniziò ad espandersi nel Regno Unito, perché vi era già un marchio registrato col nome Penney, questo diede il via all'espansione del marchio Primark nel Regno Unito ed in seguito nel mondo.

La varietà degli indumenti offerti e l'estrema economicità permisero al marchio di espandersi, velocemente tanto da attirare anche l'attenzione di figure fashion, che all'epoca iniziarono ad apprezzare il kit economico e alla moda offerto dal brand.
Nell'arco degli anni, Primark avendo una base economica forte e solida, ha rilevato molti negozi di proprietà di note catene d'abbigliamento e non, avendo così notorietà e nuovi spazi nei quali aprire nuovi store, specialmente nel Regno Unito.

Secondo l'articolo nel 2005 il marchio Primark ha rilevato circa 120 negozi, 41 di questi sono stati convertiti in Primark ed il resto venduti ad altri.
Una cosa curiosa è che marchio Primark non spende nulla in pubblicità, forte del fatto che le persone sono quasi "dipendenti" dallo stesso, questo permette di offrire saldi anche quando non è periodo. Una frase tipica di Artur Ryan è:

"Why wait until January when you have a problem in October?" 
 "Perché aspettare fino a gennaio quando si ha un problema ad ottobre?"

Questa frase può farci capire la voglia di fare sempre di più e rendere lo shopping da Primark una vera e propria dipendenza. Insomma quale pubblicità migliore se non un cliente felice e soddisfatto?

Dov'è il trucco vi chiederete?
Il trucco o punto forte di Primark, è stato dapprima utilizzare approvvigionamenti locali, cosi da rendere più corta la produzione e più veloce la distribuzione.
Di seguito l'acquisizione del prodotto finito ed infine la vendita.

Questo però rendeva, si la produzione veloce, ma il costo era elevato, specie quando il resto dell'Europa iniziava ad aumentare i salari, questo non poteva più permettere al marchio di essere il low cost iniziale. Così l'idea fu quella di portare la produzione nei paesi asiatici che si stavano sviluppando, sappiamo tutti che oggi questo meccanismo è uno dei punti forti di molti altri marchi, ma all'epoca l'idea di tutto ciò fu quasi una visione.

Certo penserete, come può essere che con una produzione che avviene dall'altre parte del mondo è possibile tutto questo. Molti rivenditori, sono obbligati a creare e mettere in commercio solo due linee primavera/estate ed autunno/inverno, stando all'articolo, Primark/Penneys ha la possibilità di ricevere un nuova collezione ogni 6 settimane, questo permette al marchio di cambiare sempre e non essere statico, cosi facendo aumentano sempre le visite e si offrono sempre nuovi articoli, mantenendo così sempre lo stesso standard low cost.
Tutto questo oggi permette al marchio Primark/Penneys di fatturare oltre 5 miliardi di sterline.


Nel 2009 dopo 40 anni di onorato e indiscutibile servizio, Artur Ryan si dimette e lascia il testimone a Paul Marchant, nuovo CEO.

Il successo di Primark è stato uno dei più grandi della storia, il più grande della storia irlandese. In quasi cinquant'anni il marchio avviato con circa 50 mila sterline ad oggi ne conta 5, di miliardi !

Non sono mancate le polemiche, della produzione oltreoceano, i riflettori su Primark si accesero nel 2013 quando in seguito ad un crollo di un capannone in Bangladesh,  persero la vita circa 1000 persone, ovviamente in quel fabbricato non vi erano persone che producevano solo per il marchio Primark, ma vi erano anche altri marchi che utilizzavano le stesse fabbriche in quello stabile. Fonte Telegraph.co.uk.

In seguito il marchio irlandese si disse sconvolto per quello che era successo e annunciò che da tempo ormai era impegnato con altre ONG nel miglioramento dello stile di vita, lavorativo ed edilizio per il popolo del Bangladesh.

L'anno dopo il marchio Primark/Penneys pago circa 12 milioni di sterline come risarcimento danni, soldi che erano vincolati e sorvegliati dall'organizzazione internazionale del lavoro.
Primark ed altri brand che si rifornivano in Bangladesh, furono invitati a donare per raggiungere i 40 milioni di dollari necessari per risarcire le famiglie colpite dalla tragedia ed adeguare il modello lavorativo ed edilizio in Bangladesh. Fonte The Guardian.

Ad oggi il marchio collabora con moltissime associazioni e di problemi pare non ce ne siano più.

Questo VIDEO tratto, direttamente dal sito è possibile vedere un tour in una delle fabbriche in Bangladesh, molto ben fatto spiega, tutta la procedura ed è possibile anche leggere che oggi, il marchio Primark, lavora con fabbriche in Bangladesh che confezionano e quindi riforniscono altri marchi, marchi anche noti, precisano anche che non sono proprietari, ma selezionano in modo accurato le fabbriche con cui lavorare, accertandosi che le condizioni lavorative siano buone e retribuite in modo giusto.

Per questo motivo Primark si avvale di un team Etico, che analizza costantemente, oltre il modo di lavorare anche la qualità in cui viene fatto. Questo rende possibile far conoscere gli standard e far si che questi ultimi vengano raggiunti e rispettati.

Primark nel suo sito, precisa anche che presta notevole attenzione all'impatto che le sue fabbriche e di conseguenza la sua produzione possa avere sul pianeta, promettendo un impegno costante nella sfida della sostenibilità.

Dichiara anche che negli Stati Uniti, tutta la merce per bambini non venduta, viene donata ad un'associazione che aiuta i bambini che ne hanno bisogno.

Nella lista di partner di Primark, spiccano l'università di Cambridge, due associazioni per la difesa dei diritti della donna ed alcune associazioni che si occupano di edilizia e sicurezzza.

Se la vuoi consultare e sapere cosa fa ognuno di loro, clicca qui.

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