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Howth villaggio da scoprire e sede di importanti istituzioni.

Howth è un sobborgo all'esterno di Dublino, il distretto occupa gran parte della penisola di  Howth Head, formando così una sorta di confine con la zona settentrionale della Baia di Dublino.


Si racconta che Howth fu invasa dai Vichinghi norvegesi nel 819, Vichinghi che dopo circa 300 anni dovettero arrendersi alla forza dell'esercito irlandese di allora.





Howth è stata anche sotto il dominio Normanno ed è stato teatro di guerre, l'ultima in ordine temporaneo, fu quella che nel 1914, vide combattere gli irlandesi e gli inglesi.

All'inizio era conosciuto soltanto come villaggio di pescatori, col tempo poi è diventato una meta turistica, che specialmente in quella che è l'estate irlandese attrae moltissimi turisti.

Uno dei monumenti più antichi è il castello di Howth, si racconta che sia uno dei più antichi d'Irlanda di corruzione normanna, fu dapprima costruito in legno, ma dopo anni e svariate ristrutturazioni ha acquistato lo stile odierno in pietra.

Fonte Wikipedia.
Il castello oggi è ancora abitato, da quelli che sono gli eredi dei Conti di Howth non è visibile al pubblico, ma sono concesse visite nel periodo estivo.

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Il porto fu interamente ricostruito nel ventesimo secolo e proprio a Howth risiedono: il servizio di salvataggio RNLI e la guardia costiera irlandese.

COME ARRIVARCI . . . 

La piccola cittadina è situata a circa 13 km dal centro città, si può utilizzare una strada regionale chiamata R105 e seguire le opportune direzioni.

Arrivare ad Howth non è difficile, si può utilizzare la Dart che arriva direttamente nel centro città e offre un bel panorama mentre si sta per arrivare alla stazione e il Bus numero 31 e tutte le sue varianti.







Con la Dart si impiegano circa 30 minuti, da Gran Canal Dock alla modica cifra di circa 3€; con il Bus si impiega circa un'ora e più o meno si paga 4€.


Howth come abbiamo già visto è una cittadina che si basa soprattuto sulla pesca e quindi per ovvi motivi è piena di ristoranti che offrono un'ottima qualità di pesce, ma soprattutto una varietà di frutti mare e affini.


Nei pressi della fermata DART è presente anche un piccolo market, che offre la possibilità di degustare oltre il "classico" Fish & Chips, anche cucine straniere. 


Su Booking è possibile confrontare i prezzi di alberghi e B&B se si vuole pernottare.


Howth è una zona popolare per il birdwatching e la vela , ed è anche popolare tra i pescatori. Qualunque cosa da merluzzo a raggio può essere catturata dai punti di costa rocciosi di Howth.


I mammiferi marini, come le foche, sono luoghi comuni in e vicino al porto. Gli uccelli visti regolarmente includono gazza marina, guillemot, fulmar, gabbiano tridattilo, stonechat, linnet, whiteethroat, yellowhammer, allodola, wheatear, peregrine, poiana e gheppio.


Howth è anche una destinazione popolare per ciclisti, per gli amanti del jogging e escursionisti, in particolare nei fine settimana. 


Una delle attrazioni più gettonate  è il percorso lungo 6 km di Cliff Path Loop, un percorso ad anello richiede circa due ore per essere completato ed è valutato con una difficoltà facile. Inizia e finisce alla stazione Howard DART.


Infine a Howth risiedono anche: 

  • Il consiglio olimpico d'Irlanda: istituito nel 1922 nacque con l'obiettivo di difendere e promuovere l'attività olimpica sull'isola. I primi olimpionici Irlandesi furono inviati per le olimpiadi di Parigi 2 anni dopo. 

Perché visitare Howth? 


Per chi ama il mare, Howth è una di quelle cittadine da vedere assolutamente, non troppo lontano da Dublino e permette di essere visitata nel giro di qualche ora.

Se siete amanti del pesce, Howth fa per voi, con le sue pescherie ed i suoi  ristoranti tipici, vi lasceranno senza parole, i prezzi sono abbordabili.



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Antonio Caracallo


Leggi anche: Mezzi di trasporto









L'infermiere & La morte

"Siamo infermieri e nessuno ci insegna come affrontare il decesso è scritto nelle teorie, nei libri, ma è totalmente differente."

Citando il dizionario Treccani, la morte è la cessazione di tutte le funzioni vitali, di un uomo, un animale e di qualsiasi organismo vivente o elemento costitutivo di esso.

Chi è infermiere lo sa che la morte farà parte del nostro lavoro, sempre. Allora come approcciarsi è possibile rimanere impassibili davanti a questo evento? 

Ho iniziato a lavorare nel settore sanitario nel 2010, ero soccorritore, in ambulanza poi dopo una volta diventato autista di 118 è stato totalmente diverso, era una continua corsa contro il tempo, ogni turno cercavamo di anticipare la morte. 

Certe volte eravamo primi ed altre, ahimè secondi, una corsa che nessuno vorrebbe perdere, inizi a maledire il traffico, maledici te stesso perché forse potevi correre di più, ma la verità alla fine del turno era una sola, tu hai provato a correre e a fare del tuo meglio, ma la lei, la morte era già lì ed ha vinto. 

Questo è quello che mi ha accompagnato per quasi 6 anni, da autista, prima  e  da infermiere dopo, stando su strada si ha a che fare con molteplici dinamiche, incidenti stradali e domestici, accidenti neurologici, arresti cardiaci, omicidi/suicidi. 

Perché per natura l'anziano finisce i suoi giorni e il giovane continua per i propri, ma quando la natura si capovolge è complicato, diventa tragico quando devi dire ad una mamma che il figlio venticinquenne, non è sopravvissuto all'incidente, aveva il casco, non correva, "colpa" soltanto di una fatalità, il conducente dell'auto non ha segnalato l'intenzione di svoltare... 

Chi lavora sul territorio, sa che deve far fronte a molteplici dinamiche e che 1 minuto può fare la differenza, tra la vita e la morte. 

Ad Ottobre 2016 ho iniziato a lavorare in Ospedale, in Oncologia di preciso, in quell'anno ho imparato tanto, dal punto di vista clinico, ma ancora di più dal punto di vista umano.

Lavorare in Oncologia è un'esperienza strana, perché ti rende felice e triste allo stesso tempo. 

Felice perché sai di essere al fianco del paziente che inizierà un percorso duro e lui sa di poter contare su di te; triste perché quando vedi che quel paziente non ce l'ha fatta, ti ripeti che tu c'eri al suo fianco, l'hai supportato, l'hai aiutato, ma il rammarico resta. 
Gabriel García Márquez scrisse:

“Ognuno è padrone della propria morte e l’unica cosa che possiamo fare, arrivato il momento è aiutarlo a morire senza paura né dolore.”

In questi casi possiamo fare solo questo, accompagnarlo alla fine dei suoi giorni e cercare di alleviare tutte le sue sofferenze.

Come accennato prima, l'infermiere si accosta alla morte in ogni circostanza, basti pensare agli infermieri che lavorano, sul territorio, agli infermieri in pronto soccorso, rianimazione e terapia intensiva, sala operatoria, oncologia e anche agli infermieri pediatrici, che lavorano con neonati o bambini, che tante volte non capiscono quello che sta o potrebbe accadere.

Questo carico emotivo, viene sempre superato?

Citando ancora una volta il dizionario Treccani, l'empatia è la capacità di porsi nella situazione dell'altra persona o più esattamente comprendere immediatamente i processi psichici dell'altro.

L'infermiere è la prima persona che il paziente incontra una volta giunto in ospedale, si noi siamo quelli che vi rompiamo le scatole, con mille domande, le allergie, il consenso e tanto altro ancora :-)

Essere dotato di empatia, fa si che il rapporto infermiere - paziente, si basi sulla fiducia, il paziente oltre a sapere di aver avanti un professionista, deve sapere anche che noi riusciamo a capire la sua attuale situazione.

Una domanda però sorge spontanea, nel momento in cui quel paziente arriva alla fine dei suoi giorni e noi siamo stati, lì al suo fianco, la nostra empatia può diventare un'arma a doppio taglio?

Per esperienza personale, almeno per me lo è stato, pur sapendo che si stava avviando ad essere un paziente terminale, non lo accetti e ti poni delle domande, domande a cui ovviamente non puoi dare risposte.

Quando si arriva a quel momento, l'unica cosa che possiamo fare e accompagnarlo con dignità e rispetto, principi fondamentali, a mio avviso, della nostra professione.

Come ho scritto all'inizio, siamo infermieri, assistiamo il paziente, rincuoriamo la famiglia, ci mettiamo nei panni loro per capire la situazione e cercare di fare del nostro meglio.
Ma certe volte, certi vestiti, vanno così stretti che possono soffocarti.

Se ti va di raccontare la tua esperienza, commenta questo post o inviami un messaggio.


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Grazie a tutti e alla Prossima. 

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Antonio Caracallo

Dublino: Penneys & Primark

I milioni di persone che oggi affollano i negozi Penneys/Primark nome utilizzato in Irlanda, mentre è conosciuto nel mondo come Primark, si sono mai chiesti come è stato possibile avere tutto questo successo?

Come è possibile che una catena d'abbigliamento nata come marchio low cost, sia rimasto tale, ma presente in tutto il mondo, riesca ad avere un successo e di conseguenza un fatturato miliardario?

Bene partiamo però dal principio, cos'è Penneys? Penneys è una catena di negozi di abbigliamento low cost,  nata a Dublino nel 1969, da un'idea di Artur Ryan.


Il primo store è stato aperto nei pressi di Mary Street ed è aperto ancora oggi, fu aperto sotto il nome di Penneys, nome che tutt'oggi è presente sulle insegne dei negozi irlandesi, discorso diverso per: i capi d'abbigliamento, i prodotti per la cura del corpo, gli articoli di cancelleria ecc. che oggi hanno il marchio Primark.

Bene la mia domanda è: vi siete mai chiesti perché nella Repubblica d'Irlanda si chiama Penneys e nel resto del mondo si chiama Primark?

La risposta è semplice, dopo aver girato il web, in cerca di articoli o menzioni di questo genere, sono riuscito a trovare la soluzione, magari molti di voi conoscono già la risposta.

Secondo l'articolo dell'Indipendent, datato 18 luglio 2009, l'allora Artur Ryan fu assunto dal gruppo Associated British Foods per creare un marchio d'abbigliamento di discount in Irlanda, Artur già aveva lavorato per Dunnes Store, altro colosso irlandese di cibo ed abbigliamento.

Pensate che il budget iniziale fu di circa 55 mila sterline. Dal primo store di Mary Street aperto nel 1969, si passò dopo soli 2 anni, a contare ben 12 punti vendita, di cui undici erano situati nella Repubblica irlandese ed un altro store nell'Irlanda del Nord, nei successivi 2 anni, il marchio Penneys, aveva raggiunto i 18 negozi operativi ed iniziò la sua espansione nel Regno Unito.

Crescita impressionate se pensiamo che in soli 5 anni è stato possibile avviare, quella che oggi è un brand che da lavoro ad oltre 65 mila persone ed è presente nel mondo con circa 300 punti vendita. La concentrazione maggiore è nel Regno Unito, oltre 150, complice come dice l'articolo, l'acquisizione di una catena d'abbigliamento che dopo il fallimento, perdette numerosi store nell'area di Londra.

Arrivando al punto, cambiare il nome divenne obbligatorio quando il brand iniziò ad espandersi nel Regno Unito, perché vi era già un marchio registrato col nome Penney, questo diede il via all'espansione del marchio Primark nel Regno Unito ed in seguito nel mondo.

La varietà degli indumenti offerti e l'estrema economicità permisero al marchio di espandersi, velocemente tanto da attirare anche l'attenzione di figure fashion, che all'epoca iniziarono ad apprezzare il kit economico e alla moda offerto dal brand.
Nell'arco degli anni, Primark avendo una base economica forte e solida, ha rilevato molti negozi di proprietà di note catene d'abbigliamento e non, avendo così notorietà e nuovi spazi nei quali aprire nuovi store, specialmente nel Regno Unito.

Secondo l'articolo nel 2005 il marchio Primark ha rilevato circa 120 negozi, 41 di questi sono stati convertiti in Primark ed il resto venduti ad altri.
Una cosa curiosa è che marchio Primark non spende nulla in pubblicità, forte del fatto che le persone sono quasi "dipendenti" dallo stesso, questo permette di offrire saldi anche quando non è periodo. Una frase tipica di Artur Ryan è:

"Why wait until January when you have a problem in October?" 
 "Perché aspettare fino a gennaio quando si ha un problema ad ottobre?"

Questa frase può farci capire la voglia di fare sempre di più e rendere lo shopping da Primark una vera e propria dipendenza. Insomma quale pubblicità migliore se non un cliente felice e soddisfatto?

Dov'è il trucco vi chiederete?
Il trucco o punto forte di Primark, è stato dapprima utilizzare approvvigionamenti locali, cosi da rendere più corta la produzione e più veloce la distribuzione.
Di seguito l'acquisizione del prodotto finito ed infine la vendita.

Questo però rendeva, si la produzione veloce, ma il costo era elevato, specie quando il resto dell'Europa iniziava ad aumentare i salari, questo non poteva più permettere al marchio di essere il low cost iniziale. Così l'idea fu quella di portare la produzione nei paesi asiatici che si stavano sviluppando, sappiamo tutti che oggi questo meccanismo è uno dei punti forti di molti altri marchi, ma all'epoca l'idea di tutto ciò fu quasi una visione.

Certo penserete, come può essere che con una produzione che avviene dall'altre parte del mondo è possibile tutto questo. Molti rivenditori, sono obbligati a creare e mettere in commercio solo due linee primavera/estate ed autunno/inverno, stando all'articolo, Primark/Penneys ha la possibilità di ricevere un nuova collezione ogni 6 settimane, questo permette al marchio di cambiare sempre e non essere statico, cosi facendo aumentano sempre le visite e si offrono sempre nuovi articoli, mantenendo così sempre lo stesso standard low cost.
Tutto questo oggi permette al marchio Primark/Penneys di fatturare oltre 5 miliardi di sterline.


Nel 2009 dopo 40 anni di onorato e indiscutibile servizio, Artur Ryan si dimette e lascia il testimone a Paul Marchant, nuovo CEO.

Il successo di Primark è stato uno dei più grandi della storia, il più grande della storia irlandese. In quasi cinquant'anni il marchio avviato con circa 50 mila sterline ad oggi ne conta 5, di miliardi !

Non sono mancate le polemiche, della produzione oltreoceano, i riflettori su Primark si accesero nel 2013 quando in seguito ad un crollo di un capannone in Bangladesh,  persero la vita circa 1000 persone, ovviamente in quel fabbricato non vi erano persone che producevano solo per il marchio Primark, ma vi erano anche altri marchi che utilizzavano le stesse fabbriche in quello stabile. Fonte Telegraph.co.uk.

In seguito il marchio irlandese si disse sconvolto per quello che era successo e annunciò che da tempo ormai era impegnato con altre ONG nel miglioramento dello stile di vita, lavorativo ed edilizio per il popolo del Bangladesh.

L'anno dopo il marchio Primark/Penneys pago circa 12 milioni di sterline come risarcimento danni, soldi che erano vincolati e sorvegliati dall'organizzazione internazionale del lavoro.
Primark ed altri brand che si rifornivano in Bangladesh, furono invitati a donare per raggiungere i 40 milioni di dollari necessari per risarcire le famiglie colpite dalla tragedia ed adeguare il modello lavorativo ed edilizio in Bangladesh. Fonte The Guardian.

Ad oggi il marchio collabora con moltissime associazioni e di problemi pare non ce ne siano più.

Questo VIDEO tratto, direttamente dal sito è possibile vedere un tour in una delle fabbriche in Bangladesh, molto ben fatto spiega, tutta la procedura ed è possibile anche leggere che oggi, il marchio Primark, lavora con fabbriche in Bangladesh che confezionano e quindi riforniscono altri marchi, marchi anche noti, precisano anche che non sono proprietari, ma selezionano in modo accurato le fabbriche con cui lavorare, accertandosi che le condizioni lavorative siano buone e retribuite in modo giusto.

Per questo motivo Primark si avvale di un team Etico, che analizza costantemente, oltre il modo di lavorare anche la qualità in cui viene fatto. Questo rende possibile far conoscere gli standard e far si che questi ultimi vengano raggiunti e rispettati.

Primark nel suo sito, precisa anche che presta notevole attenzione all'impatto che le sue fabbriche e di conseguenza la sua produzione possa avere sul pianeta, promettendo un impegno costante nella sfida della sostenibilità.

Dichiara anche che negli Stati Uniti, tutta la merce per bambini non venduta, viene donata ad un'associazione che aiuta i bambini che ne hanno bisogno.

Nella lista di partner di Primark, spiccano l'università di Cambridge, due associazioni per la difesa dei diritti della donna ed alcune associazioni che si occupano di edilizia e sicurezzza.

Se la vuoi consultare e sapere cosa fa ognuno di loro, clicca qui.

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Antonio Caracallo




Dublino: Parchi & Natura

Dublino è una città piena di parchi, nei puoi trovare uno ad ogni angolo, non troppo grandi quelli nel centro cittadino, offrono un momento di relax nel caos cittadino. In questi parchi è possibile passeggiare in totale tranquillità, incontrare papere che girano in tutta tranquillità, ammirare statue o costruzioni tipiche.
Nella lista che segue vi scriverò i nomi e soprattuto le cose interessanti da vedere.
I titoli che trovate di seguito sono interattivi, basta cliccare e si aprirà la pagina da voi scelta.


Partiamo da Phoenix Park, uno dei maggiori parchi d'Europa, che con i suoi 16 km di estensione recintata, offre la possibilità di passeggiare all'interno del parco e godersi un meraviglioso paesaggio. Nato come riserva di caccia nel 1660 è stato in seguito aperto al pubblico nel 1747,  il parco ospita un folto branco di daini, con i quali è possibile interagire, una volta scovati. 
Il parco è aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7, ma dopo le 22.45 circa non è possibile usufruire degli ingressi secondari, ovviamente oltre ai daini, in così tanto spazio ci sono molte cose da vedere:


Áras an Uachtaráin
È la Residenza del Presidente della Repubblica d'Irlanda, costruita nel 1751 è immersa in circa 709 ettari offre la possibilità di essere visitata, in maniera virtuale. 
Nel corso degli anni la residenza è stata visitata da figure di calibro mondiale come: Nelson Mandela, Barack Obama, Giovanni Paolo II e molti altri ancora. 
Tour virtuale
Phoenix Park (dal web)

Dublin Zoo:
All'interno del parco è possibile visitare anche il parco zoologico, tra i  più vecchi del mondo, aperto nel lontano 1831, ebbe i primi mammiferi tramite una donazione fatta dallo zoo di Londra, ad oggi il parco supera il milione di visite ogni anno, con le centinaia di specie ospitate, lo zoo è uno dei luoghi d'interesse da visitare durante il vostro soggiorno a Dublino.

La croce del Papa: Un enorme croce fu eretta dopo la visita del Papa Giovanni Paolo II nel 1979, quel giorno parteciparono oltre 1 milione di irlandesi e dopo la morte del Papa, molte furono le persone che si recarono in quel punto, per pregare e lasciare fiori in segno di lutto.

Wellington Monument: Un obelisco di 62 metri, in memoria del I Duca di Wellington, alla base ci sono delle placche di ferro, ricavate dalla fusione di antichi cannoni, usati durante la battaglia di Waterloo.

Deerfield Residence: oggi sede dell'ambasciata Americana, prima residenza della seconda carica
irlandese.

War Memorial Gardens (web)
A pochi passi da Phoenix Park, vi è un altro parco famoso, ma stavolta oltre che per la bellezza, per il significato, come potrete intuire dal titolo è un vasto giardino intitolato alla memoria degli oltre 49.000 soldati irlandesi morti durante la I Guerra Mondiale. Costruito e aperto al pubblico negli anni '30 è un simbolo significativo per gli irlandesi e per tutto il mondo.






Garden of Remembrance (web)

GARDEN OF REMEMBRANCE

Un altro giardino intitolato alla memoria è situato al centro di Dublino, in Parnell Street, dedicato a tutti gli irlandesi caduti per la causa Irish Freedom. 
Questo giardino è inteso come luogo di silenzio, preghiera e rispetto. 



Costruito nel 1664 è situato nel centro città, alla fine di Grafton Street, conosciuto anche come "il distretto dello shopping."
St. Stephen's Green (web)


Questo parco è una valida alternativa in centro, permette di rilassarsi a due passi dal centro città, data la vicinanza al centro è molto ben collegato, all'interno del parco è possibile ammirare, oltre alla costruzione, anche numerose statue di importanti personaggi irlandesi, ma anche testimonianze come la statua che rappresenta la grande carestia e una statua donata dalla Germania come ringraziamento, per aver accolto un gran numero di rifugiati durante la II Guerra Mondiale.

Il lago presente nel parco ospita una folta comunità di papere, anatre e altri animali acquatici.
Nei pressi del parco è possibile anche visitare l'omonimo centro commerciale.


La cascata di Iveagh Gardens (web)
A soli 600 metri, circa, ci sono questi altri giardini, circondati da enormi costruzioni, ne rendono difficile la localizzazione, ma non per questo poco importante, questo parco offre la possibilità di visitare un campo di tiro con l'arco, una cascata che sgorga su un impianto roccioso, costruito con 32 pietre diverse, pietre che provengono da tutte le contee d'Irlanda, oggi l'acqua è riciclata, ma prima proveniva direttamente dal Grand Canal, infine una miniatura del labirinto del Court Maze di Londra. In estate e sede di eventi all'aperto per lo più musicali.
 Dove si trova? Clonmel Street.

BUSHY PARK & DODDER VALLEY PARK 

Bushy Park (web)
Situato nel quartiere di Terenure, ma date le dimensioni, 20 ettari circa, arriva ai confini di Rathfarnham, la sua dimensione gli permette di ospitare impianti sportivi come: campi di calcio, una pista di skateboard, una decina di campi da tennis. 
Meta preferita degli appassionati di birdwatching, regala un ottimo connubio tra natura e uomo. Perfetta per gli amanti della passeggiata data la vicinanza al fiume Dodder. 
Sulle sponde del fiume Dooder, nasce, il Dodder Valley Park, che al suo interno ospita una diga chiamata "Firehouse Weir" che con la sua cascata artificiale, rappresenta una delle attrazioni da visitare se vi trovate nei pressi della Dodder Valley. 


Fondato nel 1795 si estende per circa 20 ettari, totalmente gratuito, possiede oltre 20 mila specie di fiori, la visita si divide tra giardini all'aperto e le serre, dato il clima poco favorevole, molte specie hanno bisogno di un clima "artificiale."

Giardino botanico DUB (web)
Ambiente totalmente silenzioso e tranquillo, permette di immergersi nella visita nella totale quiete. 
Si trova a circa 4 km dal centro, raggiungibile con i Bus numero: 4; 9; 83. 

Per maggiori informazioni il sito è molto funzionale QUI la sezione domande frequenti.






ST. PATRICKS PARK

St. Patricks Park (web)
Situato all'esterno della cattedrale più grande d'Irlanda e anche la più famosa, al contrario di altri luoghi di culto, la Cattedrale è meta di tutti i turisti, l'ingresso a pagamento, non frena la folla di persone che ogni anno si recano per visitare la struttura. 

Fondata nel 1224 e ristrutturata più volte nel corso dei secoli, conserva ancora uno stile tutto suo. 

La Cattedrale ospita anche eventi, nei quali è possibile sentir suonare un organo che ha più di 300 anni, alcune delle 4 mila canne risalgono alla fine del '600. 

Come avete potuto vedere Dublino è immersa nel verde, ovviamente i parchi non sono finiti, completano la guida: 

Merrion Square è una piazza celebre di Dublino, famosissimo il parco, che proprio interno ospita la statua di Oscar Wilde, questa piazza ha dato proprio i natali allo scrittore.

Fitzwilliam Square è un'altra piazza celebre, di costruzione georgiana è la più piccola di cinque, sorella della sopracitata Merrion, ospita anch'essa un piccolo parco degno di nota.

Ma è facile trovarne altri ad ogni angolo. 


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Antonio Caracallo













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