Translate

Visualizzazione post con etichetta share. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta share. Mostra tutti i post

L'infermiere visto come missionario piuttosto che professionista, perché?

Troppe volte l'infermiere è visto come un "missionario" e questo punto di vista forse andava bene parecchi anni fa, quando si discendeva dalla Nightingale e la figura infermieristica era intesa come sottoposto agli ordini dei medici. 


Detto questo, di tempo ne è passato e fortunatamente per noi, ma di più per i cittadini, la nostra Professione ha fatto passi da gigante, in teoria l'infermiere può fare diagnosi, può gestire ambulatori, può (con i dovuti titoli) partecipare attivamente alla ricerca scientifica, quindi oggi è intesa come vera e propria PROFESSIONE. 


Ho scritto in teoria, perché in alcune realtà e mi dispiace dirlo, l'infermiere si trova relegato ad attività domestico alberghiere che ahimè non rispecchiano l'attuale infermieristica, per carità non si storce il naso davanti a certe cose, ma è giusto che il cittadino e l'utenza tutta conosca che non è di competenza infermieristica, professionalmente parlando in tutta Italia si lavora sotto organico e alcuni, anzi troppi colleghi lavorano in costante stress e con unità mancanti se a questo poi si aggiungono le responsabilità di chi dovrebbe garantire un adeguato numero di unità infermieristiche e ausiliare il puzzle è completo. 

Quello che state leggendo è stato anche legiferato dalla legge qui sotto:


In pratica con l'istituzione dell'Oss le attività domestico alberghiere non sono più di competenza infermieristica, ma l'Oss collabora con l'infermiere, in teoria. 

Continuo a dire in teoria, perché anche qui sulla carta o meglio per la legge, c'è scritto una cosa, mentre in molte realtà succede l'opposto, le Aziende non assumono Oss e utilizzano le unità infermieristiche come jolly. 


Esatto veri e propri jolly della sanità, in questo modo si lavora il doppio, da infermieri e da Oss, questo porta a quello che leggerete in basso, ma in pratica porta ad un'assistenza che può essere precaria, sott'organico, stressante e dannosa per tutti, cittadini compresi. 

Questo non vuole assolutamente giustificare gli episodi che ci vengono presentati ogni giorno in prima pagina, ma anzi vuole dare al cittadino uno strumento per chiedere quello che gli spetta, in Italia c'è il più alto tasso di rapporto infermerie - paziente 1:13, negli altri paesi, 1:6, in parole povere un infermiere che deve prestare assistenza a 13 persone è esposto a rischi di salute, ma ancor di più il margine d'errore è incrementato. 

Ora non sta a me cercare i colpevoli di questo e lungi da me fare politica, ma i continui tagli alla spesa sanitaria, così come l'istruzione, ha penalizzato il Sistema Sanitario Nazionale, una volta fiore all'occhiello di questo paese? 
In attesa di risposte concrete, il minimo che si possa fare e impegnarci costantemente e pretendere che qualcosa cambi. 

Da un paio d'anni l'infermiere è diventato quasi uno "strumento" politico, ma ad oggi si è visto ben poco, un cittadino poco informato sulla nostra professione, una professione che fatica a trovare il giusto posto nella sanità, ma soprattutto nella società e i professionisti stessi che, nel massimo sconforto vanno avanti perché credono in questa professione. 

Dalla mia esperienza all'estero sto imparando tanto e sarebbe bello partecipare come parte attiva al cambiamento che ci spetta, che gioverà al cittadino in primis e poi alla nostra professione. 

Quello che da anni gli infermieri italiani chiedono è "soltanto" un giusto riconoscimento professionale e sociale, questo può arrivare sicuramente con la costante formazione degli stessi, ma anche con una giusta "pubblicità" si deve arrivare al cittadino e informarlo che dietro ai sorrisi, all'empatia e le altre cose, vi sono professionisti, alla pari dei medici, dei radiologi e delle altre professioni sanitarie. 

Informare correttamente i cittadini è un dovere ed essere informati è un diritto. 



Percezione della figura infermieristica italiana, vista dall'estero.

Dal mio Articolo per NurseTimes. 

Alcune considerazioni del collega Antonio Caracallo, che lavora in una nursing home di Dublino.

Partendo dal presupposto che la figura infermieristica italiana, negli ultimi anni, fatica a trovare una collocazione sociale ed economica, mi duole dire che siamo a un punto di non ritorno. Il rapporto infermiere-paziente è disastroso ed è scientificamente dimostrato che un infermiere non può “gestire” più di un certo numero di pazienti. Non siamo nullafacenti, siamo il fulcro della sanità. La sanità italiana è una delle migliori al mondo, come dimostrano i premi vinti dai luminari e le tipologie di interventistica 2.0, ma la nostra professione resta ancora ferma.
Trasferirmi all’estero è stata una scelta dettata dalla precarietà e dalle spese di vivere da solo. Non me ne pento, ma resta il rammarico di vedere la mia professione calpestata e umiliata da chiunque abbia il diritto di parola: giornalisti che piazzano il titolo a effetto, salvo spiegare nelle colonne dell’articolo che “non era un infermiere”; un imprenditore che manda chi non ha voglia di studiare a fare l’infermiere; cariche infermieristiche che, invece di sostenerci, invitano all’umiltà e al sorriso.
Ultimo, in ordine cronologico, il test di ammissione alla Magistrale, col polverone alzato da una domanda che chiedeva l’angolo d’azione di una scopa, a trapezio per la precisione… Non vi nascondo che all’inizio ho riso. Poi, però, ho riflettuto e ho avvertito un senso di disgusto. Ho iniziato a pensare ai sacrifici fatti da studente fuori sede, con pochissimi soldi e le spese di una stanza condivisa, l’autogestione, le feste comandate saltate per quel lavoretto che mi faceva racimolare qualche spicciolo per pagarmi l’università dei miei sogni.
Mi rivolgo a chi non è infermiere e a chi lo sarà: non fatevi abbindolare dal prestigio che vi inculcano. Al primo anno mi insegnarono il rifacimento del letto, ma solo dopo scoprii che non era di nostra competenza. Nelle mie due esperienze lavorative, il rifacimento del letto e le cure igieniche erano affidate all’infermiere. E l’ho accettato, perché da precario non avevo scelta. Concorsi fatti e curriculum inviato senza successo, per non parlare di partite Iva con compensi da fame. Insomma, messo alle corde, sono partito per l’Irlanda, dove vivo tuttora.
Questo per dire che io ricordo bene i sacrifici fatti, e per questo mi da fastidio che molti colleghi accettino proposte ridicule, che minano la sicurezza dei pazienti e degli stessi infermieri. Lasciare la propria famiglia, gli amici, le abitudini non è facile. Mai nessuno dovrebbe essere “costretto” a lasciare la propria terra. Se però le condizioni sono queste, non c’è scelta. Combatterò insieme ai miei colleghi anche da lontano: imporsi è l’unica cosa che possiamo fare.

Chi di dovere ci ha voltato le spalle, offrendo solo un “contentino” economico, che nulla cambia. Anzi, getta benzina sul fuoco. Siamo diventati uno strumento politico e di sindacato. Ho sempre pensato che la politica dovesse restare fuori dagli ospedali, per evitare i soliti favori che ci hanno fatto vedere nel tempo.
Con questo articolo spero di riuscire ad aiutare chi ancora oggi non sa che fare: partire, non partire, iscriversi all’università, scegliere altro… Posso assicuravi che l’infermiere è la professione più bella del mondo, riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Non lasciatevi abbattere. Denunciate e mettete per iscritto ciò che non va, rivolgendovi a chi di competenza per fare chiarezza.
Abbiamo le armi per andare avanti, la capacità intellettuale e la forza per fare meglio. Non facciamoci la guerra tra noi; non serve a nulla, se non ad alimentare polemiche sterili. Chiediamo solo rispetto dai cittadini, ma prima ancora dalle istituzioni, che promettono e ripromettono sempre le solite cose. Se un neolaureato esce dall’università già stanco, avvilito e demotivato, bisogna porsi alcune domande. Alle quali, prima o poi, qualcuno dovrà rispondere.
Antonio Caracallo per NurseTimes. 

Howth villaggio da scoprire e sede di importanti istituzioni.

Howth è un sobborgo all'esterno di Dublino, il distretto occupa gran parte della penisola di  Howth Head, formando così una sorta di confine con la zona settentrionale della Baia di Dublino.


Si racconta che Howth fu invasa dai Vichinghi norvegesi nel 819, Vichinghi che dopo circa 300 anni dovettero arrendersi alla forza dell'esercito irlandese di allora.





Howth è stata anche sotto il dominio Normanno ed è stato teatro di guerre, l'ultima in ordine temporaneo, fu quella che nel 1914, vide combattere gli irlandesi e gli inglesi.

All'inizio era conosciuto soltanto come villaggio di pescatori, col tempo poi è diventato una meta turistica, che specialmente in quella che è l'estate irlandese attrae moltissimi turisti.

Uno dei monumenti più antichi è il castello di Howth, si racconta che sia uno dei più antichi d'Irlanda di corruzione normanna, fu dapprima costruito in legno, ma dopo anni e svariate ristrutturazioni ha acquistato lo stile odierno in pietra.

Fonte Wikipedia.
Il castello oggi è ancora abitato, da quelli che sono gli eredi dei Conti di Howth non è visibile al pubblico, ma sono concesse visite nel periodo estivo.

#d4e1ff #666666 200x200 #d4e1ff #3d74a5 #666666 TextAndImage
true true true true
Il porto fu interamente ricostruito nel ventesimo secolo e proprio a Howth risiedono: il servizio di salvataggio RNLI e la guardia costiera irlandese.

COME ARRIVARCI . . . 

La piccola cittadina è situata a circa 13 km dal centro città, si può utilizzare una strada regionale chiamata R105 e seguire le opportune direzioni.

Arrivare ad Howth non è difficile, si può utilizzare la Dart che arriva direttamente nel centro città e offre un bel panorama mentre si sta per arrivare alla stazione e il Bus numero 31 e tutte le sue varianti.







Con la Dart si impiegano circa 30 minuti, da Gran Canal Dock alla modica cifra di circa 3€; con il Bus si impiega circa un'ora e più o meno si paga 4€.


Howth come abbiamo già visto è una cittadina che si basa soprattuto sulla pesca e quindi per ovvi motivi è piena di ristoranti che offrono un'ottima qualità di pesce, ma soprattutto una varietà di frutti mare e affini.


Nei pressi della fermata DART è presente anche un piccolo market, che offre la possibilità di degustare oltre il "classico" Fish & Chips, anche cucine straniere. 


Su Booking è possibile confrontare i prezzi di alberghi e B&B se si vuole pernottare.


Howth è una zona popolare per il birdwatching e la vela , ed è anche popolare tra i pescatori. Qualunque cosa da merluzzo a raggio può essere catturata dai punti di costa rocciosi di Howth.


I mammiferi marini, come le foche, sono luoghi comuni in e vicino al porto. Gli uccelli visti regolarmente includono gazza marina, guillemot, fulmar, gabbiano tridattilo, stonechat, linnet, whiteethroat, yellowhammer, allodola, wheatear, peregrine, poiana e gheppio.


Howth è anche una destinazione popolare per ciclisti, per gli amanti del jogging e escursionisti, in particolare nei fine settimana. 


Una delle attrazioni più gettonate  è il percorso lungo 6 km di Cliff Path Loop, un percorso ad anello richiede circa due ore per essere completato ed è valutato con una difficoltà facile. Inizia e finisce alla stazione Howard DART.


Infine a Howth risiedono anche: 

  • Il consiglio olimpico d'Irlanda: istituito nel 1922 nacque con l'obiettivo di difendere e promuovere l'attività olimpica sull'isola. I primi olimpionici Irlandesi furono inviati per le olimpiadi di Parigi 2 anni dopo. 

Perché visitare Howth? 


Per chi ama il mare, Howth è una di quelle cittadine da vedere assolutamente, non troppo lontano da Dublino e permette di essere visitata nel giro di qualche ora.

Se siete amanti del pesce, Howth fa per voi, con le sue pescherie ed i suoi  ristoranti tipici, vi lasceranno senza parole, i prezzi sono abbordabili.



Per non perdervi ulteriori aggiornamenti iscriviti al mio blog Vi ricordo che potete seguirmi anche su Instagram cliccando qui: 
Antonio Caracallo


Leggi anche: Mezzi di trasporto









Turno da 12 ore possibili Pro e Contro di questa turnazione

Bentornati, in questo articolo vi voglio spiegare, più nel dettaglio, la turnistica attiva in Irlanda, vi parlerò in prima persona sui vantaggi e gli svantaggi di lavorare 12 ore.


Nella mia realtà attuale, ovvero la Nursing Home sono attivi i turni di 12 ore, cosi come in tutta la maggior parte del comparto sanitario, fatta eccezione per alcune realtà ambulatoriali.

Attualmente riesco ad avere una turnazione "fissa" che arriva fino ad un mese e mezzo, cosi da riuscire a gestire e programmare eventuali impegni.

Partiamo col dire che lavorando dodici ore al giorno si raggiunge prima il numero di ore contrattuali, questo permette di lavorare circa 14 giorni al mese. Ma quali sono i pro ed i contro di questa turnazione ?

Il turno di mattina inizia alle ore 8.00 e termina alle ore 20.00, quello della notte dalle 20.00 alle 8.00.

Tra i due turni un'ora di Break, nel quale si è "liberi" per riposare la mente. Un'ora è il minimo in altre realtà è possibile avere anche fino ad un'ora e mezza.

"Struttura che vai, break che trovi."

VANTAGGI  

I vantaggi di una turnazione di dodici ore possono essere quelli di lavorare meno giorni, per esempio nella mia turnazione attuale si ha un week end libero ed uno lavorativo, di solito i giorni sono divisi in una settimana da quattro giorni (LUN-MAR SAB-DOM) ed una settimana da tre giorni (MER-GIO- VEN).

Diciamo che questa è una base, poi ovviamente ci possono essere cambiamenti, quali cambi turno o cambi fatti dai manager in vista di eventuali malattie, training o esigenze varie. 

Un altro vantaggio è legato appunto al fatto che lavorando pochi giorni al mese, si possono organizzare viaggi senza usufruire delle ferie, questo è importante perché si possono utilizzare le ferie per un viaggio di piacere (15/20 giorni) e utilizzare i propri giorni off, magari chiedendo un cambio, per tornare in Italia o fare qualcos'altro.
La turnazione di 12 ore mi ha aiutato tanto, specie quando iniziando da HCA (Health Care Assistant) dovevo incrementare il mio inglese prima di iniziare da NURSE.

Il vantaggio di avere un turno "lungo" ti permette di organizzare, parte della tua giornata, anche se chi è infermiere lo sa, non è sempre facile organizzare la giornata, ci sono cambiamenti continui, ma con questo turno, difficilmente si resta indietro con il lavoro.

Una giornata normale si compone di: consegne, momento nel quale è presente tutto lo staff, cosi da condividere tutte le informazioni necessarie, dopo questo c'è il momento della terapia e delle medicazioni, prettamente nella Nursing Home si gestisce terapia orale, topica ed inalatoria. 


Cinque giorni a settimana ci sono dei medici che arrivano e previa consultazione, visitano i residenti, per poi valutarne il decorso, in questo passaggio infermiere e medico, discutono delle migliori strategie da attuare per ottimizzare l'assistenza del residente. 

Un vantaggio che mi è stato suggerito durante un confronto è stato quello di avere una continuità di cura, cioè se io faccio i miei 3 turni di mattina, esempio Mercoledì, Giovedì e Venerdì ed il collega della notte uguale, ci passeremo informazioni precise per i tre giorni.

Queste informazioni poi, verranno riportate allo staff del giorno dopo e cosi via.

Tra i tanti vantaggi di questa turnazione, ci sono le ferie, circa 6 - 8 settimane, che ti restano intatte, se si utilizzano i giorni off con qualche cambio.


Visti i vantaggi, passiamo ad osservare quali potrebbero essere gli svantaggi.


SVANTAGGI

Gli svantaggi che si possono incontrare in questa turnazione sono per lo più legati alla stanchezza delle prime volte, magari si passa da un turno di 6/7 ore ad uno di dodici, all'inizio anche per me che in ambulanza facevo solo ed esclusivamente le 12 ore, non è stato semplice. 

Anche mentalmente non sembra facile, perché ci sono molte informazioni da ricordare, ma con calma e uno strumento che non passa mia di moda (carta e penna) si sistema tutto e non si dimentica niente.

Una conseguenza di questi svantaggi, può incidere sull'andamento della struttura? NO 

Almeno per quello che vedo, le strutture funzionano molto bene e almeno per me, non ci è voluto tanto per abituarmi alle dodici ore. 

Ho avuto modo di confrontarmi anche con altri colleghi, che lavorano o che hanno lavorato su questa turnazione e devo dire che i vantaggi e gli svantaggi sono veramente simili.

Ho anche letto di una collega che addirittura faceva quattro notti di fila, cosa veramente assurda, ma come anticipato ogni struttura adotta una turnazione a sé.


Questo breve articolo è giunto al termine.



Come sempre se hai trovato interessante questo argomento fammelo sapere commentando il post.

Se vuoi saperne di più, clicca sui link qui in basso:


La mia esperienza da infermiere parte 2




Per non perdervi ulteriori aggiornamenti iscriviti al mio blog Vi ricordo che potete seguirmi anche su Instagram cliccando qui: 
Antonio Caracallo



Dublino: Parchi & Natura

Dublino è una città piena di parchi, nei puoi trovare uno ad ogni angolo, non troppo grandi quelli nel centro cittadino, offrono un momento di relax nel caos cittadino. In questi parchi è possibile passeggiare in totale tranquillità, incontrare papere che girano in tutta tranquillità, ammirare statue o costruzioni tipiche.
Nella lista che segue vi scriverò i nomi e soprattuto le cose interessanti da vedere.
I titoli che trovate di seguito sono interattivi, basta cliccare e si aprirà la pagina da voi scelta.


Partiamo da Phoenix Park, uno dei maggiori parchi d'Europa, che con i suoi 16 km di estensione recintata, offre la possibilità di passeggiare all'interno del parco e godersi un meraviglioso paesaggio. Nato come riserva di caccia nel 1660 è stato in seguito aperto al pubblico nel 1747,  il parco ospita un folto branco di daini, con i quali è possibile interagire, una volta scovati. 
Il parco è aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7, ma dopo le 22.45 circa non è possibile usufruire degli ingressi secondari, ovviamente oltre ai daini, in così tanto spazio ci sono molte cose da vedere:


Áras an Uachtaráin
È la Residenza del Presidente della Repubblica d'Irlanda, costruita nel 1751 è immersa in circa 709 ettari offre la possibilità di essere visitata, in maniera virtuale. 
Nel corso degli anni la residenza è stata visitata da figure di calibro mondiale come: Nelson Mandela, Barack Obama, Giovanni Paolo II e molti altri ancora. 
Tour virtuale
Phoenix Park (dal web)

Dublin Zoo:
All'interno del parco è possibile visitare anche il parco zoologico, tra i  più vecchi del mondo, aperto nel lontano 1831, ebbe i primi mammiferi tramite una donazione fatta dallo zoo di Londra, ad oggi il parco supera il milione di visite ogni anno, con le centinaia di specie ospitate, lo zoo è uno dei luoghi d'interesse da visitare durante il vostro soggiorno a Dublino.

La croce del Papa: Un enorme croce fu eretta dopo la visita del Papa Giovanni Paolo II nel 1979, quel giorno parteciparono oltre 1 milione di irlandesi e dopo la morte del Papa, molte furono le persone che si recarono in quel punto, per pregare e lasciare fiori in segno di lutto.

Wellington Monument: Un obelisco di 62 metri, in memoria del I Duca di Wellington, alla base ci sono delle placche di ferro, ricavate dalla fusione di antichi cannoni, usati durante la battaglia di Waterloo.

Deerfield Residence: oggi sede dell'ambasciata Americana, prima residenza della seconda carica
irlandese.

War Memorial Gardens (web)
A pochi passi da Phoenix Park, vi è un altro parco famoso, ma stavolta oltre che per la bellezza, per il significato, come potrete intuire dal titolo è un vasto giardino intitolato alla memoria degli oltre 49.000 soldati irlandesi morti durante la I Guerra Mondiale. Costruito e aperto al pubblico negli anni '30 è un simbolo significativo per gli irlandesi e per tutto il mondo.






Garden of Remembrance (web)

GARDEN OF REMEMBRANCE

Un altro giardino intitolato alla memoria è situato al centro di Dublino, in Parnell Street, dedicato a tutti gli irlandesi caduti per la causa Irish Freedom. 
Questo giardino è inteso come luogo di silenzio, preghiera e rispetto. 



Costruito nel 1664 è situato nel centro città, alla fine di Grafton Street, conosciuto anche come "il distretto dello shopping."
St. Stephen's Green (web)


Questo parco è una valida alternativa in centro, permette di rilassarsi a due passi dal centro città, data la vicinanza al centro è molto ben collegato, all'interno del parco è possibile ammirare, oltre alla costruzione, anche numerose statue di importanti personaggi irlandesi, ma anche testimonianze come la statua che rappresenta la grande carestia e una statua donata dalla Germania come ringraziamento, per aver accolto un gran numero di rifugiati durante la II Guerra Mondiale.

Il lago presente nel parco ospita una folta comunità di papere, anatre e altri animali acquatici.
Nei pressi del parco è possibile anche visitare l'omonimo centro commerciale.


La cascata di Iveagh Gardens (web)
A soli 600 metri, circa, ci sono questi altri giardini, circondati da enormi costruzioni, ne rendono difficile la localizzazione, ma non per questo poco importante, questo parco offre la possibilità di visitare un campo di tiro con l'arco, una cascata che sgorga su un impianto roccioso, costruito con 32 pietre diverse, pietre che provengono da tutte le contee d'Irlanda, oggi l'acqua è riciclata, ma prima proveniva direttamente dal Grand Canal, infine una miniatura del labirinto del Court Maze di Londra. In estate e sede di eventi all'aperto per lo più musicali.
 Dove si trova? Clonmel Street.

BUSHY PARK & DODDER VALLEY PARK 

Bushy Park (web)
Situato nel quartiere di Terenure, ma date le dimensioni, 20 ettari circa, arriva ai confini di Rathfarnham, la sua dimensione gli permette di ospitare impianti sportivi come: campi di calcio, una pista di skateboard, una decina di campi da tennis. 
Meta preferita degli appassionati di birdwatching, regala un ottimo connubio tra natura e uomo. Perfetta per gli amanti della passeggiata data la vicinanza al fiume Dodder. 
Sulle sponde del fiume Dooder, nasce, il Dodder Valley Park, che al suo interno ospita una diga chiamata "Firehouse Weir" che con la sua cascata artificiale, rappresenta una delle attrazioni da visitare se vi trovate nei pressi della Dodder Valley. 


Fondato nel 1795 si estende per circa 20 ettari, totalmente gratuito, possiede oltre 20 mila specie di fiori, la visita si divide tra giardini all'aperto e le serre, dato il clima poco favorevole, molte specie hanno bisogno di un clima "artificiale."

Giardino botanico DUB (web)
Ambiente totalmente silenzioso e tranquillo, permette di immergersi nella visita nella totale quiete. 
Si trova a circa 4 km dal centro, raggiungibile con i Bus numero: 4; 9; 83. 

Per maggiori informazioni il sito è molto funzionale QUI la sezione domande frequenti.






ST. PATRICKS PARK

St. Patricks Park (web)
Situato all'esterno della cattedrale più grande d'Irlanda e anche la più famosa, al contrario di altri luoghi di culto, la Cattedrale è meta di tutti i turisti, l'ingresso a pagamento, non frena la folla di persone che ogni anno si recano per visitare la struttura. 

Fondata nel 1224 e ristrutturata più volte nel corso dei secoli, conserva ancora uno stile tutto suo. 

La Cattedrale ospita anche eventi, nei quali è possibile sentir suonare un organo che ha più di 300 anni, alcune delle 4 mila canne risalgono alla fine del '600. 

Come avete potuto vedere Dublino è immersa nel verde, ovviamente i parchi non sono finiti, completano la guida: 

Merrion Square è una piazza celebre di Dublino, famosissimo il parco, che proprio interno ospita la statua di Oscar Wilde, questa piazza ha dato proprio i natali allo scrittore.

Fitzwilliam Square è un'altra piazza celebre, di costruzione georgiana è la più piccola di cinque, sorella della sopracitata Merrion, ospita anch'essa un piccolo parco degno di nota.

Ma è facile trovarne altri ad ogni angolo. 


Se l'articolo vi è piaciuto lasciate un commento ed iscrivetevi al blog.
Grazie a tutti e alla Prossima. 

Vi ricordo che potete seguirmi anche su Instagram cliccando qui: 


Antonio Caracallo













Ultimo articolo

Nuovo sito Un Infermiere a Dublino

Ciao a tutti questo sarà l'ultimo articolo che pubblicherò su questo blog.  Questo perchè è stato creato un nuovo sito dedicato &q...

Leggi anche