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il mio amico e collega Federico ci spiega perché ha scelto l'Irlanda e come si trova

In questa breve intervista Federico ci spiega come si trova a Dublino e perché ha scelto di trasferirsi all'estero. Laureati insieme nel 2016, ci siamo ritrovati qui a Dublino.  


Ciao Federico, allora presentati al pubblico...


Ciao mi chiamo Federico e vivo a Dublino da ormai più di due anni. 
La mia esperienza inizia nel Marzo del 2016 quando appena laureato in infermieristica a Roma, presso l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, presso la sede ASL RM2 (ex ASL ROMA/C). 



Perché l'estero e perché proprio Dublino?



Finita la laurea, io e la mia ragazza, forti l’uno dell’altra, abbiamo deciso di provare questa nuova esperienza,  puntando su noi stessi invece di tentare quella che sembrava fortuna nei vari e ristrettissimi concorsi che venivano fatti, quindi dopo aver deciso la meta, partimmo per Dublino.

In molti mi hanno chiesto perché Dublino? Posso dire che sostanzialmente  i motivi che ci hanno portato in quest’isola sono stati due, uno più valido dell’altro:

Il primo è stato perché in Irlanda non volevano la certificazione IELTS per l’iscrizione all’albo infermieristico irlandese, al contrario di quello inglese è questo ha reso più facile l'inizio.

Il secondo in quanto ci eravamo prefissati di  studiare per un paio di mesi, Dublino con l’euro sembrò molto più conveniente.


Dove lavori e di cosa ti occupi?



Attualmente, lavoro in uno degli ospedali privati principali di Dublino, il Mater Private, dove sono entrato grazie ad un programma che si chiama New grudates program, che in parole semplici non è che un programma che permette ad un’infermiere, con poco o nulla esperienza lavorativa, di ruotare in un anno in tre diversi reparti, precedentemente scelti. 

Terminate le tre rotazioni si ha l'opportunità di scegliere in quale dei tre reparti iniziare.

In questo periodo sto ultimando la mia seconda rotazione nel reparto di ortopedia dove ci occupiamo principalmente di protei di ginocchia, femori ed infine tutto ciò che è incluso nella chirurgia spinale.

Il rapporto tra infermiere paziente è di 1 a 5 più l ausilio di OSS sul piano che possono variare di numero in rapporto al livello di dipendenza del reparto (es: numero di post operatori).

Lo svolgimento del turno in se per  è un po diverso rispetto a quello che siamo soliti vedere in Italia, si incomincia generalmente alle 7:30am per prendere le consegne dei paziente che ti sono stati assegnati, ai quali dovrai pianificare processi clinici diagnostici e interventistici tramite il team multidisciplinare medico e sanitario che assieme a te partecipa ai piani di cura del paziente.

 Per quanto invece riguarda le competenze infermieristiche possiamo dire che la laurea, al contrario che da noi, non ti qualifica direttamente allo svolgimento di tutte le competenze infermieristiche per esempio:
cateterismo vescicale maschile vietato dalla legge 
inserimento di cannule periferiche (dopo corso di specializzazione)

Questo però non significa che l’infermiere può fare “meno cose” ma al contrario possiamo ambire ad un elevato livello di indipendenza professionale se adeguatamente supportata da percorsi di specializzazione, che non devono necessariamente essere intesi come master, ma anche più semplicemente corsi di una sola giornata, come accade per il posizionamento di cateteri venosi periferici.


Turnazione di 12 ore?



Tasto dolente! La turnazione in quasi la totalità delle strutture pubbliche e private sono di 12h-13h ( turno diurno), 11h-12h(turno notturno), questo può essere percepito come follia, ma subito dopo, se penso, che lavorando 13h in un giorno  lavorerò un totale di circa 14-15 giorni in un mese, penso “is 
not too bad”.


Inoltre, la giornata lunga, a mio parere, facilita sia la continuazione del processo assistenziale e quindi permette una migliore pianificazione clinica per il paziente e facilita l’organizzazione della vita personale di tutto lo staff, non solo per noi infermieri.

Ovviamente non stando in Italia, sto in Irlanda quindi dal punto di vista di pause possono risultare più rigidi e forse anche meno umani (ride), questo vuole significare che in una giornata di 12h-13h hai circa 30min durante la mattina, 45-1h a pranzo ed infine 30 min nel pomeriggio.
Le pause non sono retribuite, per la stragrande maggioranza dei casi.


Torneresti in Italia?


Non so se tornerei in Italia o no in questo periodo, in quanto qui in poco tempo sono riuscito a stabilire tutte le base che spesso vedo raggiungere a fatica da molti neolaureati in Italia: come ad esempio pagare un affitto per una casa tutta mia, una  gratificazione professionale, e per che no, un pò di gratificazione economica non guasta mai.

L’unico motivo che veramente mi tiene in Irlanda è la considerazione professionale che c’è in questo paese di noi infermieri, quindi spero sempre che le cose possano cambiare anche da noi e poter tornare, un giorno a poter esercitare la mia professione nel mio paese.


Ad oggi come giudichi la tua scelta?



Dovendo, dare un giudizio finale considerando pro ed i contro, le aspettative e le realtà, posso dire che sono ancora molto contento della scelta intrapresa ormai due anni fa, come infermiere e soprattutto come neolaureato.
VOTO finale 8/10.


Cosa consiglieresti a: Nuova Matricola, Neo Laureato, Infermiere in cerca di impiego.



Per quanto riguarda consigli per una nuova matricola non potrei che consigliare di divertirsi e allo stesso tempo impegnarsi il più possibile durante quelli, che saranno gli anni attraverso i quali, si gettano veramente le basi per il futuro.

Per un neolaureato ho da dirgli giusto IN BOCCA AL LUPO! A parte gli scherzi vi consiglierei di perseguire con tutti gli sforzi per raggiungere il vostro reparto del cuore, ma soprattutto se non trovate vicino casa non abbiate paura di provare un esperienza da qualche altra parte.


Infine, ad un infermiere in cerca di lavoro darei più o meno lo stesso consiglio del neo laureato, ma sinceramente non mi sento molto adatto siccome non ho per così dire neanche provato a cercare lavoro in Italia…..

Grazie del tuo tempo Federico. A presto.

Se vuoi leggere anche la mia esperienza leggi qua:
Parte 1 e Parte 2


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Antonio Caracallo


Notte e smonto, consigli e suggerimenti su come sopravvivere.

Bentrovati amici, quando si smonta dalla notte, si ha sempre quella sensazione di essere a metà strada tra il coma e il sonno, allora secondo voi quali potrebbero essere i consigli e/o i suggerimenti per affrontare lo smonto notte, in serenità ?  

Come accennato nei miei precedenti articoli, i miei turni qui a Dublino si basano sulle dodici ore, il turno di notte uguale, con la particolarità che puoi fare fino a 3 notti consecutive. 



"Le prime volte erano un vera e propria sofferenza, dopo la seconda il coma era lo stato che si avvicinava di più alla tua reale condizione, ma col tempo e con qualche accorgimento, sono riuscito a sembrare una persona "normale" allo smonto della terza."







È buono specificare che la mole di lavoro è diversa rispetto al mattino, ma sono sempre due - tre notti di fila, specificato questo, anticipo anche che dopo 3 notti sono previsti dai 2 ai 4 giorni di smonto. 

In questo link puoi trovare, nel dettaglio come si svolge la giornata infermieristica "tipo"

La mia esperienza da infermiere parte 2

Fatta questa sorta di premessa, iniziamo col dire che il turno di notte inizia col momento delle consegne, in questa parte è molto importante ascoltare, ovviamente, i colleghi e delegare gli HCA nel caso in cui si ha la necessità di raccogliere campioni di urine o nel caso in cui un residente (paziente) necessita di un monitoraggio a "vista" di 15/30 minuti.

Una volta ultimate le consegne, si passa al momento della terapia.
Come accennato nell'articolo precedente, la terapia nella Nursing Home dove lavoro si basa su: terapia orale, topica, inalatoria e sottocutanea.

Di notte l'infermiere gestisce circa 25 residenti che fanno terapia su 30 ed una volta terminata si riassetta il tutto e si riforniscono i carrelli per i colleghi del mattino.

Una volta finito, si va in break, di notte si hanno due break di mezz'ora l'uno.
Io di solito, quando ci riesco, mangio prima di andare in break e utilizzare i due break per "riposare"

Nel mezzo di break, si ha un pò di burocrazia da gestire, come per esempio, le scale di valutazione e i piani d'assistenza. Le scale di valutazione e i piani di assistenza si compilano all'ingresso del nuovo residente e si aggiornano rispettivamente ogni 4 mesi e 1 mese, ovviamente si modificano anche in base ai cambiamenti in corso di degenza.


La notte, penso come per tutti noi, sembra infinita, ci sono residenti che chiamano per ricevere assistenza, tu fai il tuo lavoro ecc. Io di solito, bevo caffè, coca cola o thè caldo, fino alle 3 più o meno, dopo nulla.

Trovare una posizione comoda, mentre si scrive al computer è importante, permette di riposare prima la schiena e poi gli occhi, ovviamente questo è qualcosa che aiuta anche il corpo a sentire meno la fatica.

Arrivate le 8 di mattina, si danno le consegne, si riporta il tutto e si va a casa. Per ora utilizzo il Bus o  il taxi.

Arrivato a casa, faccio una doccia, faccio colazione e porto fuori il cane, intorno alle 10:00 vado a letto e cerco di dormire fino alle 14:30, poi una volta pranzato, ritorno a dormire fino alle 17:00.

Una volta "sveglio" preparo l'eventuale cena e per le 18:30 scendo per ritornare a fare la seconda notte. Devo dire che il più delle volte mi sento riposato, ora non lo so voi che metodi o consigli avete da darmi, ma se vi va potete scriverlo nei commenti.

Mi rendo conto che per i colleghi che hanno una famiglia è leggermente difficile, sarei curioso di sapere come gestite questa situazione.






Arrivo introno alle 19:30 in questo modo, con calma, preparo il caffè scambio una chiacchiera con qualche collega e si incomincia una nuova notte.



E tu, come affronti la tua notte? 










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